A me sembra palese che il governo potrebbe fare di più, ma preferisce semplicemente fare dichiarazioni polemiche piuttosto che affrontare la questione.
Di tutta risposta un ragazzo riportava i suoi 600€ di affitto a Venezia (rinomata per il suo sindaco di sinistra ovviamente /s)
Io credo che serva davvero impegnarsi per uscirsene così male.
Considerando che il governo Meloni si è insediato da relativamente poco avrebbe potuto tranquillamente (e probabilmente anche in maniera parzialmente giustificata) dare la colpa al/ai governi precedenti che con poca lungimiranza non hanno investito nella creazione di nuovi alloggi per gli studenti e non hanno saputo prevedere quest’esodo sempre più forte verso le città.
Ed invece no. Si dà la colpa alle città governate dal centro-sinistra.
Valditara imbarazzante as usual, ma al secondo posto nella mia personale classifica metto una delle ragazze “accampate” a Milano, di cui trovate l’intervista sul Corriere stamattina (vista sul cartaceo, non so se sia anche on line).
Il problema esiste ed è grave, senza dubbio, ma se mi dici che abiti a Seregno (20 km dal centro di Milano, a occhio) e sei disperata perchè non trovi una stanza in centro ad un costo accettabile, la tua personale protesta diventa un po’ ridicola.
Ho fatto 5 anni di università a Milano facendo 50 km in treno e non mi sono mai sentito particolarmente disagiato, e se avessi chiesto ai miei di pagarmi l’affitto di una stanza in città mi avrebbero giustamente sputato in un occhio.
Ce ne fosse uno tra ministri, segretari, rettori e altri giullari di corte che proponesse la soluzione più sensata: obbligare le università a fare tutte le lezioni anche in DAD per chi vuole e/o ha necessità. Prego Signor Ministro, può usare questa idea gratis.
“Problema dei sindaci di sinistra, quando saremo al governo-”
“Beppe.”
“Eh.”
“Siamo al governo.”
“…”
Smetteremo mai di politicizzare ogni cosa?
Possibile che questo governo continui ad essere indecente su tutti i fronti?
[removed]
Sono stato universitario pure io. Vengo da una cittadina abbastanza piccola che non fa manco provincia, ovviamente senza università. La mattina noi studenti andavamo a prenderci il nostro treno, c’era chi viaggiava 20 minuti, chi ne faceva 40, qualche temerario andava fino a Milano o a Genova e viaggiava un’ora, poi la sera tutti a casa di mamma e papà. Spendevo solo i soldi dell’abbonamento, che coprivo abbondantemente con la borsa di studio.
Capisco che possono esserci i casi particolari per cui uno nasce a Filicudi e allora tocca trasferirsi, oppure uno ha la vocazione di imparare il mongolo e allora ci saranno solo due o tre città in tutta Italia dove poter studiarlo, ma in generale, è proprio necessario trasferirsi per andare a frequentare un’università che sta a più di 100 km? Non sarebbe più sensato cercarsi un’università vicino a casa?
Valditara che continua l’italiana tradizione di mettere il più becero degli individui al ministero dell’istruzione. Io un ministro decente non me lo ricordo.
Non ho seguito particolarmente la vicenda (anche se mi tocca) ma come ha detto il buon Marattin LETTERALMENTE nel pnrr c’è UN MILIARDO (960milioni in realtà) per circa 60 mila posti letto per residenze universitarie. Indovinate chi li sta sprecando?
Vorrei completare il tutto con il solito PD (banalmente non il partito )che esce sempre fuori parlando di politica
Per me sono dei cialtroni, politici, università, e studenti
Problema generato dalla continua riduzione della spesa sociale che è partita (coincidenza?) dal settore dell’edilizia pubblica abitativa.
Basterebbe migliorare le università che sono nelle regioni da cui provengono questi studenti.
Così il numero sarebbe minore e non si avrebbe tutta questa speculazione sugli affitti.
Boh ragazzi, io vedo che comunque a Firenze (vicino a Novoli e Sesto Fiorentino) le stanze sono ridicole per il prezzo che chiedono.
Durante il periodo in cui ci si laurea la situazione migliora però poi si ritorna al punto d’inizio.
Poi abbiamo anche 2 delle più grandi residenze del ARDSU (Azienda regionale per il diritto allo studio) Toscana in ristrutturazione e quindi posti letto in meno per le persone che hanno la borsa di studio.
Ragazzi/e che sono state spostate in altre residenze se fortunati/e , sennò devono arrangiarsi col mercato privato (con contributo per l’affitto di 350 € però servono dei contratti di locazione apposta) e relativi problemi di Airbnb, mancanza di contratti regolari (esistono contratti per studenti) e etc….
Qualcuno dica al governo che esiste ed è pagato per agire attivamente sulle problematiche, non per dare la colpa alle amministrazioni locali e non fare niente a riguardo
La butto lì: se la domanda di edilizia residenziale in determinate aree urbane continua a crescere, non è che la soluzione potrebbe essere… lasciar realizzare più immobili residenziali?
Il dato costante che emerge è che nell’ultimo decennio la popolazione urbana è cresciuta notevolmente, il numero di unità abitative autorizzate e quindi costruite no, anzi. Dovrebbe sorprendere quindi che i prezzi sono impennati?
Se la città cambia e cresce deve cambiare e crescere anche il patrimonio edilizio. Questo si fa con un mix di nuove concessioni su aree precedentemente non edificabili, cambi di destinazione per aree precedentemente industriali o commerciali, riedificazione. E no, la soluzione non sono gli immobili sfitti: a Bologna rappresentano il [6%](http://inumeridibolognametropolitana.it/studi-e-ricerche/ledilizia-bologna-il-catasto-lo-sviluppo-urbanistico-e-la-distribuzione) del totale, includendo anche quelli non abitabili a vario titolo.
E io che ne so, sono entrato in politica l’altro ieri /s
Ma qualcuno non può candidarsi dicendo che vuol costruire case popolari e istituire il salario minimo? Io lo voterei che cazzo
Valditara è inadatto al ruolo
Ho appena sentito il ministro dell’istruzione che hanno creato 7mila nuovi alloggi…
Ora io non sono studente, ne fuorisede, ne cerco affitto… Ma come diavolo hanno mai potuto creare 7mila nuovi alloggi? Che boiata è mai questa?
Ma andare in un posto più economico?
È il mercato che regola i prezzi.
OK. Allora però fai controlli serrati che gli affitti siano in regola, gli immobili siano abitabili/agibili e a norma. Non è tollerabile che si affittino monolocali o stanze in condizioni non igieniche. E sopratutto senza alcun incentivo a migliorare e reinvestire sull’immobile. Se nel mondo del lavoro abbiamo i CCNL per garantire un livello minimo di diritti, anche nelle abitazioni dovremmo garantire livelli minimi..
Ieri ho visto solo polemiche e rimpalli, ma mai nessuno che propone risposte e soluzioni.
L’unico modello per superare la questione affitti è il modello che hanno adottato a Vienna: i comuni comprano e costruiscono case belle e vivibili, non come quelle popolari degli anni del boom economico, così vivibili che fanno concorrenza ai privati ma con affitti calmierati; e il mercato non si impenna. Avevo trovato una statistica che mostrava Vienna l’unica città sopravvissuta a questo fenomeno degli ultimi anni: gli affitti nella capitale austriaca erano cresciuti in 20 anni solo del 10% ben sotto all’aumento salariale. (Se trovo lo studio lo posto). Un confronto impari con ogni altra grande città europea.
Comunque mal comune non è mezzo gaudio, ma è una situazione presente in quasi tutte le maggiori città europee e anche americane.
Con il PNRR c’è un’occasione da sfruttare sull’edilizia statale, scommettiamo che per non scontentare il popolo elettorale dei possessori di case; di grandi progetti abitativi ne verranno conclusi ben pochi? Mettiamoci pure che le tasse di successione in Italia sono piuttosto basse; e tadan diseguaglianza abitativa!
Lo dico da uno che lavora nel settore degli affitti. E mi rendo conto che certe situazioni sono davvero scandalose.
L’argomento è presa paro paro dal dibattito politico statunitense, dove ha senso. (Anche se secondo me, è a favore dei democratici. Nei posti amministrati dai democratici gli affitti sono più alti perché si vive meglio).
In Italia è una correlazione abbastanza spuria. Gli affitti costano di più nelle città grandi. Nelle grandi città votano PD. Non c’è relazione causale tra governo PD e affitti alti.
E niente, speravo di dimenticarmi di lui per un pò, oh Valditara vuole che ti ricordi che lui esiste, purtroppo.
“s’indigna si impegna e poi getta la spugna con gran dignità”
​
dai che siamo a maggio, fra un mese è tutto finito e se ne riparla (forse) a settembre
I sindaci, per ovviare al caro affitti, dovrebbero aumentare le cubature destinate all’edilizia popolare nei piani regolatori, e per fare piú case popolari/studentati occorroni dané.
L’IMU era l’unica fonte diretta di finanziamento dei comuni e il cdx é quello che ha abolito quella tassa, in barba ai proclami sulla devolution/federalismo, etc. Quindi se da Roma non arrivano soldi per le infrastrutture, i sindaci possono fare poco.
30 comments
Voi da che parte state?
A me sembra palese che il governo potrebbe fare di più, ma preferisce semplicemente fare dichiarazioni polemiche piuttosto che affrontare la questione.
E vedo anche la Schlein sul pezzo, finalmente.
Lascio un [articolo più vecchio](https://www.rainews.it/articoli/2023/05/in-tenda-contro-il-caro-affitti-si-allarga-la-protesta-degli-studenti-7cf64ce8-4c01-4832-81b6-5898b474d97c.html) sugli inizi della vicenda, la settimana scorsa.
Sentito stamane alla radio.
Di tutta risposta un ragazzo riportava i suoi 600€ di affitto a Venezia (rinomata per il suo sindaco di sinistra ovviamente /s)
Io credo che serva davvero impegnarsi per uscirsene così male.
Considerando che il governo Meloni si è insediato da relativamente poco avrebbe potuto tranquillamente (e probabilmente anche in maniera parzialmente giustificata) dare la colpa al/ai governi precedenti che con poca lungimiranza non hanno investito nella creazione di nuovi alloggi per gli studenti e non hanno saputo prevedere quest’esodo sempre più forte verso le città.
Ed invece no. Si dà la colpa alle città governate dal centro-sinistra.
Valditara imbarazzante as usual, ma al secondo posto nella mia personale classifica metto una delle ragazze “accampate” a Milano, di cui trovate l’intervista sul Corriere stamattina (vista sul cartaceo, non so se sia anche on line).
Il problema esiste ed è grave, senza dubbio, ma se mi dici che abiti a Seregno (20 km dal centro di Milano, a occhio) e sei disperata perchè non trovi una stanza in centro ad un costo accettabile, la tua personale protesta diventa un po’ ridicola.
Ho fatto 5 anni di università a Milano facendo 50 km in treno e non mi sono mai sentito particolarmente disagiato, e se avessi chiesto ai miei di pagarmi l’affitto di una stanza in città mi avrebbero giustamente sputato in un occhio.
Ce ne fosse uno tra ministri, segretari, rettori e altri giullari di corte che proponesse la soluzione più sensata: obbligare le università a fare tutte le lezioni anche in DAD per chi vuole e/o ha necessità. Prego Signor Ministro, può usare questa idea gratis.
“Problema dei sindaci di sinistra, quando saremo al governo-”
“Beppe.”
“Eh.”
“Siamo al governo.”
“…”
Smetteremo mai di politicizzare ogni cosa?
Possibile che questo governo continui ad essere indecente su tutti i fronti?
[removed]
Sono stato universitario pure io. Vengo da una cittadina abbastanza piccola che non fa manco provincia, ovviamente senza università. La mattina noi studenti andavamo a prenderci il nostro treno, c’era chi viaggiava 20 minuti, chi ne faceva 40, qualche temerario andava fino a Milano o a Genova e viaggiava un’ora, poi la sera tutti a casa di mamma e papà. Spendevo solo i soldi dell’abbonamento, che coprivo abbondantemente con la borsa di studio.
Capisco che possono esserci i casi particolari per cui uno nasce a Filicudi e allora tocca trasferirsi, oppure uno ha la vocazione di imparare il mongolo e allora ci saranno solo due o tre città in tutta Italia dove poter studiarlo, ma in generale, è proprio necessario trasferirsi per andare a frequentare un’università che sta a più di 100 km? Non sarebbe più sensato cercarsi un’università vicino a casa?
Valditara che continua l’italiana tradizione di mettere il più becero degli individui al ministero dell’istruzione. Io un ministro decente non me lo ricordo.
Non ho seguito particolarmente la vicenda (anche se mi tocca) ma come ha detto il buon Marattin LETTERALMENTE nel pnrr c’è UN MILIARDO (960milioni in realtà) per circa 60 mila posti letto per residenze universitarie. Indovinate chi li sta sprecando?
[Fonte 1: Articolo di La Voce](https://t.co/TD81Y76auS)
[Fonte 2: Tweet di Marattin](https://twitter.com/marattin/status/1656543892815114242?t=DYXHZzHKseosgPa7QTCQvw&s=19)
Vorrei completare il tutto con il solito PD (banalmente non il partito )che esce sempre fuori parlando di politica
Per me sono dei cialtroni, politici, università, e studenti
Problema generato dalla continua riduzione della spesa sociale che è partita (coincidenza?) dal settore dell’edilizia pubblica abitativa.
Basterebbe migliorare le università che sono nelle regioni da cui provengono questi studenti.
Così il numero sarebbe minore e non si avrebbe tutta questa speculazione sugli affitti.
Boh ragazzi, io vedo che comunque a Firenze (vicino a Novoli e Sesto Fiorentino) le stanze sono ridicole per il prezzo che chiedono.
Durante il periodo in cui ci si laurea la situazione migliora però poi si ritorna al punto d’inizio.
Poi abbiamo anche 2 delle più grandi residenze del ARDSU (Azienda regionale per il diritto allo studio) Toscana in ristrutturazione e quindi posti letto in meno per le persone che hanno la borsa di studio.
Ragazzi/e che sono state spostate in altre residenze se fortunati/e , sennò devono arrangiarsi col mercato privato (con contributo per l’affitto di 350 € però servono dei contratti di locazione apposta) e relativi problemi di Airbnb, mancanza di contratti regolari (esistono contratti per studenti) e etc….
Qualcuno dica al governo che esiste ed è pagato per agire attivamente sulle problematiche, non per dare la colpa alle amministrazioni locali e non fare niente a riguardo
La butto lì: se la domanda di edilizia residenziale in determinate aree urbane continua a crescere, non è che la soluzione potrebbe essere… lasciar realizzare più immobili residenziali?
Parlo sempre di [Bologna](http://inumeridibolognametropolitana.it/studi-e-ricerche/ledilizia-bologna-il-catasto-lo-sviluppo-urbanistico-e-la-distribuzione) perché è la mia città e perché è una di quelle più chiaccherate sotto il profilo immobiliare, che del resto ho avuto modo di toccare con mano avendo comprato casa l’anno scorso.
Il dato costante che emerge è che nell’ultimo decennio la popolazione urbana è cresciuta notevolmente, il numero di unità abitative autorizzate e quindi costruite no, anzi. Dovrebbe sorprendere quindi che i prezzi sono impennati?
Se la città cambia e cresce deve cambiare e crescere anche il patrimonio edilizio. Questo si fa con un mix di nuove concessioni su aree precedentemente non edificabili, cambi di destinazione per aree precedentemente industriali o commerciali, riedificazione. E no, la soluzione non sono gli immobili sfitti: a Bologna rappresentano il [6%](http://inumeridibolognametropolitana.it/studi-e-ricerche/ledilizia-bologna-il-catasto-lo-sviluppo-urbanistico-e-la-distribuzione) del totale, includendo anche quelli non abitabili a vario titolo.
E io che ne so, sono entrato in politica l’altro ieri /s
Ma qualcuno non può candidarsi dicendo che vuol costruire case popolari e istituire il salario minimo? Io lo voterei che cazzo
Valditara è inadatto al ruolo
Ho appena sentito il ministro dell’istruzione che hanno creato 7mila nuovi alloggi…
Ora io non sono studente, ne fuorisede, ne cerco affitto… Ma come diavolo hanno mai potuto creare 7mila nuovi alloggi? Che boiata è mai questa?
Ma andare in un posto più economico?
È il mercato che regola i prezzi.
OK. Allora però fai controlli serrati che gli affitti siano in regola, gli immobili siano abitabili/agibili e a norma. Non è tollerabile che si affittino monolocali o stanze in condizioni non igieniche. E sopratutto senza alcun incentivo a migliorare e reinvestire sull’immobile. Se nel mondo del lavoro abbiamo i CCNL per garantire un livello minimo di diritti, anche nelle abitazioni dovremmo garantire livelli minimi..
Ieri ho visto solo polemiche e rimpalli, ma mai nessuno che propone risposte e soluzioni.
L’unico modello per superare la questione affitti è il modello che hanno adottato a Vienna: i comuni comprano e costruiscono case belle e vivibili, non come quelle popolari degli anni del boom economico, così vivibili che fanno concorrenza ai privati ma con affitti calmierati; e il mercato non si impenna. Avevo trovato una statistica che mostrava Vienna l’unica città sopravvissuta a questo fenomeno degli ultimi anni: gli affitti nella capitale austriaca erano cresciuti in 20 anni solo del 10% ben sotto all’aumento salariale. (Se trovo lo studio lo posto). Un confronto impari con ogni altra grande città europea.
Comunque mal comune non è mezzo gaudio, ma è una situazione presente in quasi tutte le maggiori città europee e anche americane.
Con il PNRR c’è un’occasione da sfruttare sull’edilizia statale, scommettiamo che per non scontentare il popolo elettorale dei possessori di case; di grandi progetti abitativi ne verranno conclusi ben pochi? Mettiamoci pure che le tasse di successione in Italia sono piuttosto basse; e tadan diseguaglianza abitativa!
Lo dico da uno che lavora nel settore degli affitti. E mi rendo conto che certe situazioni sono davvero scandalose.
L’argomento è presa paro paro dal dibattito politico statunitense, dove ha senso. (Anche se secondo me, è a favore dei democratici. Nei posti amministrati dai democratici gli affitti sono più alti perché si vive meglio).
In Italia è una correlazione abbastanza spuria. Gli affitti costano di più nelle città grandi. Nelle grandi città votano PD. Non c’è relazione causale tra governo PD e affitti alti.
E niente, speravo di dimenticarmi di lui per un pò, oh Valditara vuole che ti ricordi che lui esiste, purtroppo.
“s’indigna si impegna e poi getta la spugna con gran dignità”
​
dai che siamo a maggio, fra un mese è tutto finito e se ne riparla (forse) a settembre
I sindaci, per ovviare al caro affitti, dovrebbero aumentare le cubature destinate all’edilizia popolare nei piani regolatori, e per fare piú case popolari/studentati occorroni dané.
L’IMU era l’unica fonte diretta di finanziamento dei comuni e il cdx é quello che ha abolito quella tassa, in barba ai proclami sulla devolution/federalismo, etc. Quindi se da Roma non arrivano soldi per le infrastrutture, i sindaci possono fare poco.
Segnalo una [riflessione molto interessante](https://www.youtube.com/live/KCvkYd6JeX0?feature=share) di Boldrin a riguardo