La curatrice della biennale, docente di architettura e autrice scozzese-ghanese Lesley Lokko, ha accusato l’ambasciatrice italiana di voler compiacere il governo negando il visto.
Secondo l’ambasciatrice, invece,
> i tre collaboratori di Lokko non erano infatti in possesso dei requisiti necessari per poter entrare legalmente in Italia. Non ha specificato quali fossero, spiegando di non poterlo fare per motivi di privacy. […] Tre altri collaboratori di Lokko che hanno richiesto un visto alla stessa ambasciata, ad Accra, l’hanno ottenuto.
Solo in Italia il fatto che si siano seguiti i regolamenti previsti può diventare un caso politico.
Ridicolo anche solo il fatto che una roba del genere possa diventare polemica.
Edit: e aggiungo pure una cosa. Questo articolo è evidentemente scritto in cattiva fede. Basta guardare quando dice che gli africani non possono venire perché “devono avere una assicurazione sanitaria da 30k euro” quando questa è una regola europea e 30k è il massimale, non il costo dell’assicurazione. Una assicurazione da 30k costa attorno ai 50 euro al mese, con tariffe scontate per periodi più lunghi. Un biglietto aereo ghana-italia starà sui 1000 euro, quindi, di che stiamo parlando esattamente?
In cattiva fede l’articolo, in cattiva fede l’OP
Se i requisiti non c’erano, l’ambasciatrice ha applicato le leggi (europee), e poco importa, dal punto di vista legale, “l’assurdità e l’ipocrisia di una mostra sull’Africa a cui è negato l’accesso agli africani che hanno contribuito a costruirla”: questa non può essere un’argomentazione, in assenza di ulteriore contesto.
Se avevano i requisiti per entrare, la polemica avrebbe già più senso, anche se trovo difficile che negare il visto a *tre* artisti “istruiti e con un buon lavoro” sia un modo per compiacere il governo, specialmente se poi ci saranno altri 7 ghanesi con regolare visto concesso dalla medesima ambasciatrice (cosa che non viene smentita nell’articolo). Se proprio, mi aspetterei la strategia opposta: consentire di entrare in Italia a chi può permetterselo per poi dire “visto? Non abbiamo nessun problema con chi entra legalmente” per farsi belli, bloccando invece chi viene qui in cerca di condizioni migliori.
Con gli elementi che abbiamo mi sembra una polemica un po’ prematura, onestamente.
“Lokko ha spiegato che la direzione della Biennale ha fatto tutto il possibile per aiutare, ma invano, e ha definito l’ambasciatrice italiana in Ghana «un’ambiziosa diplomatica in carriera che vuole fare bella figura con il governo di destra in carica»”
Continua la tradizione femminile di dare della zoccola ad altre donne, stavolta in forma più raffinata.
> Secondo l’ambasciatrice i tre collaboratori di Lokko non erano infatti in possesso dei requisiti necessari per poter entrare legalmente in Italia. Non ha specificato quali fossero, spiegando di non poterlo fare per motivi di privacy. «Pur comprendendo le loro ragioni, la normativa Schengen impone di valutare non la finalità del viaggio o l’affidabilità degli invitanti, ma il possesso dei requisiti previsti da parte di ciascun richiedente, e che, qualora questi non siano soddisfatti, la Sede è purtroppo impossibilitata al rilascio del visto». Tre altri collaboratori di Lokko che hanno richiesto un visto alla stessa ambasciata, ad Accra, l’hanno ottenuto.
Questo mi sembra il punto fondamentale.
Ci sono dei requisiti stabiliti dal trattato di Schengen (un trattato europeo) che determinano l’accesso ai paesi UE.
Se uno non ha determinati requisiti, non può entrare.
Succede in qualunque paese del mondo e la questione del razzismo non c’entra nulla.
> non erano infatti in possesso dei requisiti necessari per poter entrare legalmente in Italia
Non mi sembra ci sia bisogno di dire altro, ovviamente non si perde mai l’occasione di gridare al rassismo
Ambasciata nega visto a persone sprovviste dei requisiti necessari per ottenerlo.
/Thread
Vi svelo un segreto:
In Italia (e forse in Europa) i visti turistici non si danno a nessuno che venga da paesi poveri.
I requisiti sono lì per fare scena e per ipocrisia. Poi ovviamente chi ha amicizie particolari trova sempre il modo, ma la regola non scritta generale è no (vedi per esempio la famiglia di mia moglie).
Ricordiamoci la storia della nazionale di pallamano dello Sri Lanka.
Da quella volta nessun diplomatico europeo vuole neanche lontanamente sognarsi di fare una figura barbina del genere.
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La curatrice della biennale, docente di architettura e autrice scozzese-ghanese Lesley Lokko, ha accusato l’ambasciatrice italiana di voler compiacere il governo negando il visto.
Secondo l’ambasciatrice, invece,
> i tre collaboratori di Lokko non erano infatti in possesso dei requisiti necessari per poter entrare legalmente in Italia. Non ha specificato quali fossero, spiegando di non poterlo fare per motivi di privacy. […] Tre altri collaboratori di Lokko che hanno richiesto un visto alla stessa ambasciata, ad Accra, l’hanno ottenuto.
Solo in Italia il fatto che si siano seguiti i regolamenti previsti può diventare un caso politico.
Ridicolo anche solo il fatto che una roba del genere possa diventare polemica.
Edit: e aggiungo pure una cosa. Questo articolo è evidentemente scritto in cattiva fede. Basta guardare quando dice che gli africani non possono venire perché “devono avere una assicurazione sanitaria da 30k euro” quando questa è una regola europea e 30k è il massimale, non il costo dell’assicurazione. Una assicurazione da 30k costa attorno ai 50 euro al mese, con tariffe scontate per periodi più lunghi. Un biglietto aereo ghana-italia starà sui 1000 euro, quindi, di che stiamo parlando esattamente?
In cattiva fede l’articolo, in cattiva fede l’OP
Se i requisiti non c’erano, l’ambasciatrice ha applicato le leggi (europee), e poco importa, dal punto di vista legale, “l’assurdità e l’ipocrisia di una mostra sull’Africa a cui è negato l’accesso agli africani che hanno contribuito a costruirla”: questa non può essere un’argomentazione, in assenza di ulteriore contesto.
Se avevano i requisiti per entrare, la polemica avrebbe già più senso, anche se trovo difficile che negare il visto a *tre* artisti “istruiti e con un buon lavoro” sia un modo per compiacere il governo, specialmente se poi ci saranno altri 7 ghanesi con regolare visto concesso dalla medesima ambasciatrice (cosa che non viene smentita nell’articolo). Se proprio, mi aspetterei la strategia opposta: consentire di entrare in Italia a chi può permetterselo per poi dire “visto? Non abbiamo nessun problema con chi entra legalmente” per farsi belli, bloccando invece chi viene qui in cerca di condizioni migliori.
Con gli elementi che abbiamo mi sembra una polemica un po’ prematura, onestamente.
“Lokko ha spiegato che la direzione della Biennale ha fatto tutto il possibile per aiutare, ma invano, e ha definito l’ambasciatrice italiana in Ghana «un’ambiziosa diplomatica in carriera che vuole fare bella figura con il governo di destra in carica»”
Continua la tradizione femminile di dare della zoccola ad altre donne, stavolta in forma più raffinata.
> Secondo l’ambasciatrice i tre collaboratori di Lokko non erano infatti in possesso dei requisiti necessari per poter entrare legalmente in Italia. Non ha specificato quali fossero, spiegando di non poterlo fare per motivi di privacy. «Pur comprendendo le loro ragioni, la normativa Schengen impone di valutare non la finalità del viaggio o l’affidabilità degli invitanti, ma il possesso dei requisiti previsti da parte di ciascun richiedente, e che, qualora questi non siano soddisfatti, la Sede è purtroppo impossibilitata al rilascio del visto». Tre altri collaboratori di Lokko che hanno richiesto un visto alla stessa ambasciata, ad Accra, l’hanno ottenuto.
Questo mi sembra il punto fondamentale.
Ci sono dei requisiti stabiliti dal trattato di Schengen (un trattato europeo) che determinano l’accesso ai paesi UE.
Se uno non ha determinati requisiti, non può entrare.
Succede in qualunque paese del mondo e la questione del razzismo non c’entra nulla.
> non erano infatti in possesso dei requisiti necessari per poter entrare legalmente in Italia
Non mi sembra ci sia bisogno di dire altro, ovviamente non si perde mai l’occasione di gridare al rassismo
Ambasciata nega visto a persone sprovviste dei requisiti necessari per ottenerlo.
/Thread
Vi svelo un segreto:
In Italia (e forse in Europa) i visti turistici non si danno a nessuno che venga da paesi poveri.
I requisiti sono lì per fare scena e per ipocrisia. Poi ovviamente chi ha amicizie particolari trova sempre il modo, ma la regola non scritta generale è no (vedi per esempio la famiglia di mia moglie).
Ricordiamoci la storia della nazionale di pallamano dello Sri Lanka.
Da quella volta nessun diplomatico europeo vuole neanche lontanamente sognarsi di fare una figura barbina del genere.