Mion: “Nel 2010 seppi che il Morandi era a rischio crollo”. Il comitato vittime: “Come ha fatto a stare zitto?”

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  1. Se io fossi uno di quello coinvolti nel processo, uno di quelli che ha sempre saputo e che ha sempre annuito in silenzio per chissà quali interessi, mi ammazzerei. Come si fa a vivere sapendo che ho causato una tragedia così grande? C’è gente che per i sensi di colpa si toglie la vita dopo un semplice incidente stradale.

  2. Cazzo ma si può fare un titolo più smorto? questa è una bomba e invece sembra che un tizio sapesse cose privatamente.

    Questo era l’AD di Edizione, la holding di famiglia dei Benetton che controlla Atlantia e tutte le loro altre proprietà. Era il capo dei capi praticamente. E queste informazioni le avrebbe avute in CdA esteso, quindi con presenti tutti i dirigenti e i tecnici, dozzine di persone. In pratica la persona più in alto della allora gerarchia sta dicendo che tutti sapevano e nessuno, a partire da lui, ha detto o fatto nulla.

    E a questo punto mi chiedo come sia arrivato a un’ammissione del genere, se abbia avuto un moto di coscienza (succede eh, anche ai peggiori farabutti alle volte) o se l’accusa abbia per le mani elementi tali per cui gli conviene collaborare autoaccusandosi.

    Ora ho una domanda bruciante: se viene indagato, pur rimanere un teste al processo contro tutti gli altri? perché ho paura che, pur di fronte a quella che di fatto è una confessione misto accusa clamorosa, si finisca per qualche tecnicismo ad assolvere gli altri.

  3. Cose che fanno venire i brividi. Sempre profitto, profitto e profitto anche quando la gente rischia di morire. Poi quando succede la tragedia vengono a piangere lacrime di coccodrillo.

    Questa gente ha le mani sporche del sangue di 43 persone. 4 di queste erano bambini che avevano davanti tutta la vita. E invece no, perché “avevo paura di perdere il lavoro”.

  4. Che poi parliamo di un crollo accaduto nel 2018, non un mese dopo quel CdA. Quindi per 8 anni si è deciso di non intervenire su una struttura di una rilevanza simile.

  5. Negli USA, alcuni ordini professionali di ingegneri indicano nei loro codici deontologici che è “dovere morale” segnalare sitazioni pericolose in ogni modo. Anche scavalcando le gerarchie aziendali, e anche anonimamente alle autorità o alla stampa, se non si ha avuto successo con i primi della lista.
    E non sono solo belle parole: se succede qualcosa di grave e scoprono che un loro membro non si era attivato in questo senso, questo viene radiato dall’albo.
    Saranno pure un Paese pieno di difetti, ma ho sempre ammirato questo aspetto della loro cultura: l’idea che non sei “un infame” se rendi pubblica una situazione pericolosa (seprima si è stati ignorati da chi di dovere, naturalmente).

  6. Quello che mi lascia più perplesso è che alcuni tiranti erano già stati sostituiti, quindi in un certo senso si stava agendo (anche perché parliamoci chiaro, che la fosse praticamente solo l’armatura che reggeva e che questa fosse soggetta ad infiltrazioni lo capiva ad intuito anche uno studente di ingegneria del primo anno), perché non si sono semplicemente sostituiti tutti in tempi più ristretti?

  7. Giusto per ricordare, chi è andato in galera per il fatto? Chi si è opposto ai tentativi di esproprio fino ad arrivare addirittura all’acquisto a prezzo di mercato?

    Qui il problema è che si continua ad esimere il capitale da qualsiasi responsabilità.

  8. Ovviamente, prima i soldi delle persone. Che poi, perdere il lavoro… era l’amministratore delegato porco cazzo. Genova ricorderà.

  9. > Il comitato vittime: “Come ha fatto a stare zitto?”

    Il silenzio è d’oro, signori miei.

    Non commento su questo che mi bannano.

    Però vorrei davvero capire come sia possibile che vi siano contratti di gestione delle infrastrutture strategiche che se succede una cosa del genere NON vieni espropriato di tutto all’istante e messo alla gogna in piazza.

  10. La psicologia umana è più o meno chiara, con tutto il bias che ci va dietro. A meno di riprogrammarci poco si fa.

    Come si mitigano queste situazioni dunque? Implementando un sistema simile a quello della comunità scientifica (quello ideale, s’intende): peer review, trasparenza, etica prima dei profitti, cultura di crescita e non di caccia alle streghe, etc.

    I metodi ci sono, sono studiati e implementati da decenni. Va da sé che nel momento in cui questi metodi non vengono implementati – o vengono costantemente sabotati e ostracizzati – tutto il castello vien giù.

    Bisogna insistere e andarci pesante. Su certi fronti si son fatti progressi (aviazione per esempio), su altri purtroppo no.

    Queste merd* devono imparare che chi sbaglia paga, salato.

    EDIT: in merito ai feedback loop e all’implementazione di pratiche atte a prevenire le catastrofi: consiglio di ascoltare il podcast della BBC sul programma Apollo, 13 Minutes to the Moon [https://www.bbc.co.uk/programmes/w13xttx2](https://www.bbc.co.uk/programmes/w13xttx2)

  11. Siamo un paese che negli ultimi cinquant’anni ha educato uomini che parlano tanto e che sono piccoli piccoli.
    Chissà se prima di morire vedrò un vero ricambio generazionale.

  12. Mi scusi signor Mion, il ponte morandi dalle analisi risulta a rischio crollo, cosa dobbiamo fare?

    Massi ma cosa vuoi che succeda son i soliti allarmismi è stato su 50 anni vuoi che crolli? Ne farà di sicuro altri 40 così poi io sono in pensione e non sono più affari miei
    /s ma non troppo

  13. Sapevano in centinaia, come minimo.
    E la scelta strategica fu quella di aspettare il ponte nuovo che avrebbe dovuto costruire lo stato.

    Quindi dietro le quinte fu portata avanti una trattativa politica immensa per gestire il modo in cui costruire quel ponte (leggasi come gestire la corruzione dietro la nuova opera).

    Talmente incapaci che non sono riusciti nemmeno a mettersi d’accordo su come spartirsi la torta per così tanti anni che alla fine quello vecchio è crollato.

    Sta roba è passata sotto i governi di tutti, da Berlusconi a Bersani a Monti.

  14. La bomba vera non è solo che lui non abbia fatto nulla, ma questo:

    “avevo la sensazione che nessuno controllasse nulla. La mia idea è che c’era un collasso del sistema di controllo interno e esterno, del ministero non c’era traccia. La mia opinione, leggendo ciò che emergeva, è che nessuno controllasse nulla”

    Non so se sia più grave il fatto che lui sia rimasto in silenzio o il fatto che al ministero stavano dormendo in piedi.

  15. Risposta “perché piii poppopporoppò poppopporoppò piii poppopporoppò, LE VELINEEEEEE, Hey Morandi cantaci “fatti mandare dalla mamma”, no ai ghey, abbasso le tasse MA CHE BELLO L’INNO DI MAMELI, i giovani non vogliono fare un cazzo, HAI MIEI TEMPI”

  16. Mi sembrate sopresi… di persone così opportuniste, facilone e/o menefreghiste io ne ho incontrate tante: da chi fa lavorare gli operai in situazioni di pericolo, a chi supera in pieno centro a 80 all’ora, a chi ruba contribuiti e tasse che potrebbero salvare vite, alle raccomandazioni per le cariche pubbliche, eccetera… voi non siete in queste o simili categorie?

    Pochi altri popoli invece delle parole “corrompere”, “rubare” e “violare la legge” usano termini come “furberie” e “farla franca” come si fa qui da noi. Poi semmai ci scappa il morto ci si sfoga dieci minuti al bar o su Reddit, parte il processo infinito che si concluderà inevitabilmente senza punizioni deterrenti (magari si elargisce qualche rimborso pubblico che tanto paga pantalone) e l’indomani si ricomincia da capo.

    Fa tutto in una certa misura parte della attuale mentalità italiana che non ha ancora imparato a confinare la sua simpatica “flessibilità” alle questioni creative e personali. Chi è fedele nel poco lo è anche nel molto (e viceversa). Ogni nazione ha il governo (e gli imprenditori) che si merita.

  17. Rammarico, rammarico è quando escono i numeri al lotto e non hai giocato la schedina, rammarico è quando volevi fare una festa a sorpresa ma hai dimenticato la torta

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