Facebook ha ricevuto una multa di 1.3 miliardi per violazione del GDPR

21 comments
  1. La multa è comminata dall’autorità irlandese (dove ha sede europea Meta, la società che controlla Facebook Instagram e Whatsapp), ma riguarda attività europee quindi anche italiane.

    Il GDPR vieta il trasferimento di dati personali degli utenti di servizi digitali in paesi extra-UE, a meno che questi non abbiano ricevuto una Adequacy Decision – un “visto” in base al quale le autorità europee si dichiarano soddisfatte delle protezioni offerte dalle autorità di quel paese ai dati degli utenti europei.

    Gli USA non sono soggetti a una Adequacy Decision. A fine 2022 l’amministrazione Biden ha dato l’approvazione a modifiche legali tese a ottenerla, ma sono ancora oggetto di valutazione.

    Nel frattempo, Facebook ha continuato a trasferire dati degli utenti europei su sistemi soggetti alla giurisdizione americana, usando un escamotage chiamato Standard Contractual Clauses, cioè modelli contrattuali forniti dalle Data Proteciton Authority europee su come poter gestire i dati nei paesi che non hanno una Adequacy Decision.

    La multa comminata a Facebook si basa sostanzialmente su un’indagine, che già l’anno scorso aveva portato a una multa di 400 milioni, in base alle cui risultanze Facebook non avrebbe effettivamente dato seguito alle sue SCC, lasciando i dati europei in balia della legislazione americana – in particolare, quella che consente accesso con pochissima supervisione o possibilità di appello alle agenzie di intelligence.

    Gli scenari futuri, se Meta dovesse perdere l’appello annunciato, sono due: la creazione di una holding europea non soggetta alla legislazione americana, oppure la cessazione dei suoi servizi nell’UE.

  2. La vera domanda è:

    La pagheranno? L’articolo non dice nulla a riguardo. Solamente che si sono messi a piangere e nulla più

  3. Il GDPR è il simbolo di tutta l’incompetenza, inutilità e inefficienza degli organi di controllo europei quando si tratta di regolamentare una tecnologia.

    Ora aspetto i paladini della privacy (quelli che leggono le informative sui cookie di ogni sito che visitano prima di dare il consenso) a spiegarmi come la riservatezza dei dati sia un diritto inalienabile, specie quando sono i primi a prendere l’iniziativa di condividere la loro intera vita privata sui social.

    Ragazzi sarebbe anche ora di svegliarsi, queste multinazionali malvagie usano le informazioni che VOI stessi date loro e di cui VOI siete responsabili per offrirvi un servizio migliore (video youtube più interessanti, tiktok che potrebbero piacervi, prodotti che vorreste acquistare), non per chi sa quale altro motivo.

  4. Ansa ha scritto 1mld di euro, il post 1.2, business insider 1.3.

    Chi offre di più?!? Venghino signori! Più tardi la signora barbuta! Ma prima il prossimo lotto, una multa a Twitter per il valore di 400mln, base d‘asta 330mln di €!

  5. Citando un thread letto una vita fa e che non riesco a ritrovare: facebook è come quel coinquilino che non paga l’affitto ma ogni tanto ti offre la pizza.

  6. Ma fare un ban come hanno fatto a Huawei troppo difficile? In questo caso il ban sarebbe pure giustificato visto lo scandalo Cambridge e non solo

  7. Da ignorante chiedo: ma non dovrebbero multare anche quella merda di Tiktok dato che i dati vengono trasferiti in blocco alla Cina?

  8. Nel **2022** FaceBook ha fatturatp **$136 miliardi**. La multa di 1.3 miliardi equivale quindi allo **0,95%** del fatturato totale di un solo anno.

    Questo dimostra ancora una volta quanto per le grossissime aziende sia vantaggioso evadere le leggi e poi pagare eventuali multe.

  9. Sinceramente ogni sentenza sul gdpr è a mio avviso una pagliacciata finché continuerò a ricevere telefonate da numeri italiani con messaggi vocali automatici che promuovono cripto e le peggio cose.

Leave a Reply