Pnrr, i contatti a rilento e la rata bloccata (anche perché i nostri non parlano inglese)

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  1. Ora, a parte la frecciatina del titolista del Corriere (comunque calzante, a mio avviso: il ministro degli affari europei e il capo della struttura commissariale che deve coordinarsi con Bruxelles sarebbe meglio se parlassero almeno inglese), questo articolo fa un ottimo sunto dei gravi problemi che il governo attuale sta affrontando col Pnrr.

    Nei fatti, la rata di inizio anno è bloccata dal mancato raggiungimento degli obiettivi, quella di metà anno rischia di slittare per lo stesso motivo. Il governo parla da mesi di revisione degli obiettivi, che sarebbe da concordare con la Commissione UE e gli altri paesi partecipanti, ma anche la revisione è in forte ritardo: dovrebbe coprire obiettivi che ormai stanno per scadere.

    Il guaio grosso è che quei soldi ci servono, sono stati messi a bilancio: la Tesoreria dello Stato ha programmato le emissioni dei titoli di stato tenendo conto delle entrate previste dal Pnrr, perciò al momento mancano 20 miliardi della liquidità prevista, e mancheranno anche quelli di giugno se non ci sbrighiamo, e non pare possibile che ci riusciamo.

    Non pare possibile perché una parte dei piani era probabilmente malnata: abbiamo incluso il 110% come programma dagli importanti effetti ambientali, ma i dati non hanno confermato questa aspirazione, col risultato che un’importante voce di spesa rischia di non venir finanziata (buona parte dei soldi da erogare vengono dal Pnrr).

    Il rischio, a questo punto, è che il Tesoro debba intervenire, per far fronte ai flussi di cassa, con un’emissione straordinaria non di poco conto: 20 o più probabilmente 40 miliardi, da collocare nel corso di pochi mesi, con la BCE che stringe i cordoni degli acquisti sul mercato secondario per combattere l’inflazione e le finanze italiane non certo altrimenti floride. I tassi che si potrebbero spuntare non sarebbero, anzi saranno, favorevoli, aggravando ulteriormente la situazione di bilancio per i prossimi anni.

  2. Capisco che la questione dell’inglese è solo un proxy, ma penso che sia penoso per entrambi le parti. Dal punto di vista nostro, l’UE dovrebbe essere in grado di gestire trattative in qualsiasi lingua ufficiale dell’Unione, dal punto di vista loro, non è possibile che in Italia abbiamo ancora il problema dell’inglese maccheronico nell’amministrazione, soprattutto a livello sopranazionale.

  3. Il problema di fondo, più che l’inglese (che comunque non è il massimo), è che, nonostante questi si dicessero “pronti” a governare, sono in carica da sette mesi, ripetono che il PNRR va rivisto dall’inizio della campagna elettorale (quindi 8-9 mesi) e non sembrano avere la minima idea di *come* debba essere rivisto.

    E questa percezione potrà pure essere lontana dalla realtà (anche se ne dubito), ma sicuramente non aiuterà a convincere gli altri stati, il cui consenso è necessario per approvare il piano nuovo, della bontà della nuova versione, come fa notare giustamente l’articolo.

  4. Chiunque fosse succeduto a un governo che era ventre a terra per raggiungere gli obbiettivi si sarebbe trovato in difficoltà, per il solo fatto che il passaggio di consegne richiede tempo, anche se fosse stato fatto da tecnici ferrati.

    In questo caso, con una che entra a gamba tesa dicendo voler ridiscutere tutto e una squadra che basta gurdarli in faccia, era ovvio che non ce l’avrebbero fatta (e non certo per la lingua).

    Hanno provato con la foglia di fico del “non sappiamo come spenderli” ma i nodi vengono sempre al pettine.

  5. Purtroppo siamo sempre lì, ai partiti non interessa minimamente la salute del paese ma solo il poter governare ( il governo NON doveva cadere… ) e la maggioranza degli italiani è boccalona e totalmente impossibilitata a vedere lucidamente i problemi e come risolverli. Di fatto il vero problema è il secondo, ma finché abbiamo per la maggioranza gente che vota con questa capacità cognitiva è inutile stare qui a pensare ai come e ai perché… avremo sempre al governo gente che per restare fa finta di risolvere i problemi che prendono la pancia delle persone e non quelli reali (e ben più complessi)

  6. Don’t worry, guys. I speak the English very good. I was taughted English in Manchester. I read many English author like Shakespeare, Mosley, and my favourite Pound. Economy is no problem, no problem at all. I insure you that we will revolve the issue of the spread in quick time! Please give the hope to address this issue by nominating me. Forward Italy 🇮🇹

  7. Onestamente, sul PNRR trovo che l’informazione sia dello stesso tenore di quella per cui ci sono un sacco di imprenditori che non trovano lavoratori.

    Chiunque ha o abbia avuto a che fare con i fondi pnrr sa che le norme e i tempi che li vincolano – e che sono di origine europea – sono inadeguate rispetto allo scopo che il progetto pnrr avrebbe dovuto avere e spesso controproducenti. Certamente, la fusione delle distopie burocratiche europee con quelle italiane non ha aiutato, ma, con tutta la buona volontà, fare un buon lavoro con i fondi pnrr è impossibile intrinsecamente. Molti soldi andranno sprecati su attività inutili perchè prenderli è diventato più importante di usarli con criterio.

    E, considerando che sono soldi a prestito, potrebbe essere che non abbiamo fatto un affare a prenderli.

  8. I miei due centesimi sulla questione:

    Il pnrr non si farà perché tra gli obiettivi c’è quello di creare infrastrutture e lavoro al sud.
    Non mi vengono in mente organizzazioni autoctone del sud che hanno l’interesse opposto per controllare il territorio.

    Rilancio il carico: in Sicilia ed in Calabria (terre dove ho potuto verificare personalmente, sarebbe interessante capire se valga anche per Puglia, Campania e Basilicata) stanno spuntando un po’ dovunque “cliniche” estetiche che ti rifanno con due lire, gestite sempre dalle innominate organizzazioni di cui sopra. Il trend è confermato anche da un’intervista di Saviano.
    Notizia di ieri: il governo vuole eliminare l’iva dagli interventi estetici. La pillola gratis? Serve alle ragazze che vogliono scopare. L’IVA sugli assorbenti? Spallucce.

    Chi vuole fare due più due?

  9. il bello è che fin ora i soldi a pioggia dell’UE sono sempre riusciti a prenderli senza problemi

    come mai ora hanno tutti questi problemi a finalizzare i progetti?

    ci sono molti più controlli a monte ed è molto più difficile intascarsi qualcosa? quindi non conviene neanche impegnarsi? abbiamo politici completamente inetti? abbiamo messo in questo ruolo un personaggio come fitto, cosa ci aspettavamo?

  10. Ma da una cosa che include il termine “resilienza” ci si poteva aspettare qualcosa di concreto?

  11. Non che sia un fan del governo italiano. Però anche aziende private si stanno spostando in USA per mettere in atto investimenti nel settore delle energie rinnovabili perché l’UE a quanto pare ha complicato l’elargizione dei finanziamenti nel settore. Aggiunta a un’inefficienza del settore pubblico mi pare la ricetta perfetta.

  12. Non vi preoccupate gente, oggi il mio collaboratore ha preso ufficialmente contatti per il pnrr. Nei prossimi mesi prevedo deliri incredibili da aggiungersi a quelli del 110%.

  13. Tralasciando che il Corriere ha perso qualsiasi credibilità; ma a chi deve gestire un contratto internazionale che ti procurerà MILIARDI forse FORSE forse nel curriculum una o due parole di inglese… lo pretenderei.

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