Elezioni comunali, la sfida di Brescia. La città delle fabbriche che vuol diventare verde

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  1. Come anche sottolineato nel sottotilo, la partita per il nuovo sindaco si gioca anche su temi ambientali: il recupero e la bonifica delle aree dismesse, la nuova tramvia, una rete di parchi pubblici eccetera. E in particolare l’alleanza di centrosinistra cerca la riconferma dopo i 10 anni di Del Bono a guida della città per completare le opere avviate negli anni scorsi

    Le elezioni si svolgeranno il 14 e 15 maggio, e a causa problemi con la raccolta firme di partite minori i candidati sindaco saranno solamente 4:

    – Alessandro Lucà sostenuto da 5 Stelle, Unione Popolare e PCI
    – Laura Castelletti sostenuta da Pd, Sinistra Italiana con Possibile, Europa Verde e la lista unica Azione/Italia Viva/+Europa
    – Alessandro Maccabelli della lista civica La Maddalena
    – Fabio Rolfi sostenuto da Fratelli d’Italia (con alcuni candidati di Italexit nelle liste), Lega, Forza Italia e Noi Moderati insieme a qualche membro di Italia Viva

  2. Ce ne vuole per pulire tutto quel marrone e farlo diventare verde… La seconda città più inquinata d’Italia vuole fare la verde…

  3. A livello di patrimonio artistico/culturale/museale ha molto più di quanto pensa/conosce la gente, e se consideriamo l’intera provincia ancor di più. Se riuscissero a puntare anche sugli spazi green sarebbe davvero un gran bel posto

  4. Vivo a Brescia da 12 anni, l’ho vista evolvere in positivo.
    Siamo passati da una città laboriosa ad una città laboriosa e viva, artisticamente e culturalmente ben posizionata.
    Di greenwashing ne ho visto poco sinora,dal mio punto di vista di semplice cittadino.
    Il resto degli interventi volti a sistemare le problematiche sono di difficile attuazione per mille motivi, non risolvibili da una giunta in 5 anni a prescindere dal colore politico.

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