Perché i pendolari sono ostaggio dei treni e in 700 mila tornano a usare l’auto

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  1. Questa analisi scopre purtroppo un tasto dolente del trasporto in Italia, ovvero la mancanza sufficiente di visione di lungo termine per il trasporto pubblico locale destinato al pendolarismo. Nel PNRR molti di quei fondi destinati ai treni verranno spesi (forse, considerato che i fondi hanno scadenza 2026) in proporzione molto piu` su alta velocita` (come e` necessario che sia, specialmente sulla Napoli – Bari) piuttosto che sulle linee pendolari.

    La situazione in Campania riguardante il trasporto treno per i pendolari, per esperienza diretta, e` tragica, e non mi sorprende affatto il dato che testimonia l’aumento dei veicoli a motore (auto, ciclomotori) in Italia dal 2019 ad oggi. Simile esperienza con Trenord in Lombardia.

    Da chi dovremmo prendere spunto? Quali Paesi hanno un approccio al problema dai quali potremmo prendere qualche suggerimento? C’e` qualche Paese con una morfologia del territorio simile all’Italia che ha un trasporto treni locale piu` efficiente?

  2. Presente, la combo tra trasporto pubblico fiorentino + tratta Empoli Siena mi ha fatto tornare alla macchina.

    Preferisco il masochismo del traffico di Firenze, è tutto un dire.

  3. Off topic: per Milena Gabanelli esiste solo il tasto “skip”

    È una populista che racconta balle per far arrabbiare il popolino.
    Ricordo ancora un video sul corriere in cui raccontava bugie con toni sensazionalistici (come per ogni argomento) su “target 2”.

    A ogni verifica dei dati corrisponde a una smentita per Gabanelli.

  4. In Lombardia basterebbe ripristinare le vecchie tramvie extraurbane e potenziare le corse di Trenord su molte tratte.

    Poi, fino a quando sarà più veloce e conveniente muoversi in auto che con i mezzi, non si potrà cambiare questa situazione.

  5. E quindi anche la Gabanelli si accorge dei risultati dell’aver disinvestito sul trasporto su rotaia continuamente da quarant’anni a questa parte.

    È tutto un continuo sopprimere di treni e linee. La linea che usavo per andare all’università, ben trafficata all’epoca, è usata oggi solo per un servizio navetta. I treni notturni sono spariti del tutto. La linea alternativa per andare nell’altra regione è diventata occasionale e solo turistica. I treni che facevano tratti strani, cioè che non ti costringevano a prendere una coincidenza in qualche stazione-hub, sono spariti tutti, ma proprio tutti.

    È un circolo vizioso: prima vai a risparmio sul materiale, poi si accumulano ritardi, poi perdi viaggiatori, poi sei costretto a ridurre l’orario perché la linea non è più “remunerativa” (un pubblico servizio ha da essere remunerativo “per forza”: W il liberalcapitalismo, W le logiche di mercato), quindi avendo soppresso linee perdi ulteriore clientela, infine lo dichiari ramo secco e lo chiudi “temporaneamente” per interi decenni, durante i quali l’infrastruttura senza manutenzione degrada in maniera irreversibile.

    Alla fine restano solo i treni di super lusso, inutilmente veloci (un percorso di tre ore che diventa più breve di 40 minuti, ma a costo di un biglietto che costa cinque volte tanto), che collegano solo una manciata di Grandi Stazioni…

    E infine fai la predica contro gli automobilisti, rei di “inquinare” perché non comprano l’auto elettrica.

  6. In Liguria il contrario, almeno per la mia esperienza la comparazione tra strade e autostrade che sembrano uscite dalla guerra e ferrovie ben organizzate (spesso) pende nettamente a favore di usare treni ogni Volta possibile

  7. Molte osservazioni si trovano su questo sito http://www.stagniweb.it/

    Nell’articolo vengono evidenziati problemi che sono secondari: se ci sono linee a binario unico e’ un problema relativo, assieme alla presenza di tratte non elettrificate. Ilproblema sta nella costante dismissione delle tratte ferroviarie secondarie e la sostituzione con autobus. A quel punto diventa chiaro che specie in ambito extraurbano un autobus diventa molto meno interessante che il mezzo privato se non per chi non ha la patente, ovvero gli studenti di medie e superiori in massima parte, con orari quindi che diventano da scuolabus.

  8. Ho usato il treno per due anni, circa tre ore al giorno.
    Una volta avuta la macchina e provato il senso di indipendenza ho mandato il treno e tutti i passaggeri a cagare.
    Ritardi continui, coincidenze perse, gente che sbraita alle 7 e mezza di mattina, carrozze piene. Ma anche no, addio

  9. Ho fatto 2 anni da pendolare, per l’università. 50 minuti di tratta andate e 50 ritorno. Diciamo solo che, tutte le disavventure del caso a parte, da quando ho finito l’uni prendo il treno solo e unicamente se mi è molto più conveniente economicamente che l’auto (quindi praticamente mai), ci mette molto meno dell’auto (quindi praticamente mai), non devo portare niente dietro (quindi raramente per viaggi sopra l’ora) ma soprattutto quando non ho urgenza/fretta di essere in un determinato posto al determinato momento (quindi virtualmente mai). Onestamente l’avremmo preso spesso per andare a far serata/sentire concerti a bologna con gli amici, ma l’ultimo treno per tornare è alle 22( alle 10…il sabato sera) oppure alle 5 della mattina, rari casi abbiamo preso quello delle 5 per tornare, però capite che è una sfacchinata che, da automunito, uno si risparmia volentieri.

    Oltretutto comunque in stazione in qualche modo ci devi arrivare, se oltre al treno prendi un autobus per andare in stazione (e ritorno, se c’è all’ora in cui torni), vuol dire perdere tutto il giorno per spostarsi. Se no prendi comunque l’auto per andare in stazione, quindi la devi avere e la paghi comunque.

    Morale: da quando ho finito l’uni (tipo 7 anni fa) avrò preso il treno una manciata di volte (boh tipo 6, solo per bologna), non conveniva economicamente ma magari con gli amici nessuno aveva sbatti di guidare, ah chiaramente era Domenica e nessuno aveva fretta o impegni, cazzeggio totale insomma. Questo è **l’unico** caso in cui, da automunito, ha avuto senso prendere un treno. Non stupisce che la gente se può evita, o smette appena possibile. Per non parlare del fatto che mo d’estate son carri bestiame con gente che suda peggio di un lottatore di sumo/non si lava da giorni. Mica ho ucciso nessuno io per beccarmi sta tortura, e pure devi pagare quattrini!

  10. Io non uso moltissimo l’auto pur avendo la patente, perché non mi piace guidare.
    Quello che leggo qui purtroppo è verissimo. In Sicilia, poi, conviene molto più prendere l’autobus rispetto al treno, se non per alcune eccezioni (Catania-Siracusa è servita bene, ad esempio). Conoscono tutti la situazione delle ferrovie siciliane e non mi dilungherò oltre in racconti al limite del paradossale, ma il fatto è che l’uso dell’auto qui diventa praticamente obbligatorio se devi muoverti da una costa siciliana all’altra (e non solo tra est e ovest, ma anche tra nord e sud). Gli autobus sono utili per i collegamenti tra i vari paesini e piccole città non troppo distanti tra loro, ma devi essere fortunato ad avere un bus diretto e non essere costretto a effettuare cambi, perché altrimenti anche lì prendi l’auto e basta.

    Fortunatamente il nostro fantastico ministro dei trasporti ci ha assicurato che con il ponte sullo stretto la situazione generale migliorerà tantissimo. Non vedo l’ora di assistere a questo miracolo infrastrutturale.

  11. La cosa peggiore è che non c’è neanche nessun discorso pubblico a riguardo. Appena si parla di mobilità sostenibile viene menzionata quasi esclusivamente la chimera delle auto elettriche, e di tanto in tanto la mobilità individuale come biciclette e monopattini, mentre il trasporto pubblico non è pervenuto.

    Se pure a Milano, che dovrebbe essere la punta di diamante del trasporto pubblico in Italia, le corse di autobus, treni, e metro, sono state tagliate, la vedo dura per realtà più svantaggiate (in termini economici, demografici, o geografici). Finché non si decide di investire in questa direzione la gente non inizierà a prendere i mezzi dal nulla perché gli gira o perché l’oroscopo gli ha detto che lì incontrerà la propria anima gemella.

    E pensare che nel dopoguerra avevamo uno dei migliori sistemi ferroviari al mondo.

  12. Considerando che in 3 anni di Universitá non ho mai pagato un abbonamento a prezzo pieno perché erano sempre scontati per i ritardi del mese prima capisco benissimo il sentimento

  13. Se persino Montezemolo, non esattamente un fulmine di guerra, è riuscito a metter su una compagnia di trasporti profittevole e con un servizio tutto sommato più che decente, mi pare chiaro che i problemi siano quasi esclusivamente della gestione

  14. Io sono il perfetto esempio – ho provato a prendere il treno x mesi, e tutto sommato era gestibile, scarpinate da e per le stazioni incluse. Poi hanno ridotto i convogli la sera e ora avrei da aspettare ogni giorno due ore come un pirlotto. Per una settimana ancora ho resistito, poi basta. E sono tornato a usare la macchina.

  15. Io ho smesso di prendere treni e metro da quando hanno provato a borseggiarmi in stazione centrale e da quando ho visto tre ragazzi inseguirmi in una stazione in provincia la sera mentre andavo alla macchina di mio padre. Con 3000 euro di computer nello zaino e altri 2000 nel resto dell’elettronica non ne vale proprio la pena, e poi il servizio è pessimo, treni sempre in ritardo, sporchi, per nulla sicuri, spesso sono pure pieni e devi stare appiccicato agli altri e alla fine l’auto serve comunque per tornare a casa dalla stazione. Preferisco andare in bancarotta piuttosto che prendere di nuovo un regionale o un autobus, e come me ne conosco molti.

  16. Non si è ostaggio dei treni, si è ostaggio di tutti i mezzi pubblici,
    sia per frequenza che per giorni e orari.

    (Ovviamente mi riferisco a tutti quelli che devono andare in ufficio o comunque in posti fissi,
    quindi sto escludendo tutti quelli che fanno lavori di trasporto o che devono girare in posti diversi)

    – Lato frequenza faccio un esempio da me:
    Io ho il culo che dove vivo c’è un intersezione di 3 linee, quindi girano 2-3 pullman ogni 15/20 minuti (orario di punta), e circa 2 ogni 30 (orario non di punta),
    ma in altri posti rischi che ne arriva 1 ogni 30 minuti o 1 all’ora.
    Delle condizioni del genere non permetterebbero mai di liberarsi mai dell’auto (a meno che a degli appuntamenti sei felice di arrivare 30m-1h prima)

    – Lato orari e giorni invece è proprio un trauma,
    te dalla provincia neanche puoi dire di uscire, andare in città per fare serata e poi tornartene a casa in sicurezza perchè il servizio termina che so alle 21/22 (esempio pratico guardate il Radio Italia Summer Festival, partner Trenord, e te potevi andare con il treno… ma a casa non ci tornavi)
    E poi lasciamo stare che di domenica molti non fanno manco servizio,
    quindi se abiti in provincia sei completamente isolato se non hai la macchina.

    Sia chiaro,
    capisco che i costi sarebbero molto alti,
    però mi devi “vendere” l’alternativa che sia usabile.

  17. Tratta Varese-Milano, una delle più importanti di Italia, in vent’anni di pendolare tra scuola e lavoro è cambiato poco: per arrivare in orario bisogna prendere un treno due ore prima di entrare in ufficio, altrimenti si rischia di stare in piedi e stipati come sardine per quasi 1h di viaggio.

  18. A me sarebbe piaciuto non aver dovuto rispolverare la moto che avevo da ragazzino e che ora si è rotta e mi costringerà a comprare una macchina per andare a lavoro.

    Però non ci sono mezzi per arrivarci, il primo è dopo che dovrei essere a lavoro da un ora e l’ultimo per andare via è un ora prima della chiusura del locale.

    Capisco che la mia è una situazione limite, on un mezzo che dovrebbe fare delle corse che servono a pochissime persone, però mi costringe a prendere un auto.

    Mentre capisco chi è ad esempio a Torino e per andare a lavoro dovrebbe farsi un ora di mezzi (come facevo io all’università) per andare da una parte all’altra della città col rischio molto elevato di corse saltate a caso e con passaggi alla fermata che a volte superano i 25 minuti di attesa. Allora fanno bene a prendere la macchina, metterci la metà della metà del tempo e incazzarsi se gli fanno pure i blocchi del traffico.

  19. Eccomi. Sono passato da 5 treni al giorno e quasi 4 ore a 1 oretta andata e ritorno. Non torno più indietro

  20. Cose che in emilia non possiamo capire temo. Il treno che prendo da 15 anni avrà subito 4-5 cancellazioni

  21. Io preferirò sempre i mezzi pubblici all’auto, ma vorrei ci fossero treni notturni. E non voglio nemmeno parlare della situazione scioperi

  22. Francamente io vorrei prendere il treno piuttosto che guidare. Ho fatto il pendolare per 5 anni per andare in università e per quello ho avuto ben pochi problemi. Farlo senza abbonamento però semplicemente non mi conviene. Tralasciando orari e disponibilità delle fermate (la mia zona é molto ben servita, un treno ogni ora per tutte le fermate e un diretto ogni mezz’ora per le fermate principali, unica mancanza: treni notturni per avere la possibilità di andare in qualunque posto tra le 22 e le 5 ma quello posso capire) anche a livello di denaro non ha senso: prima del 2019 aveva senso prendere il treno a meno che non si facesse macchinata di 3-4 persone perché costava comunque meno, ora per la stessa tratta, aggiungendo il costo di eventuale casello per la tangenziale e parcheggio per un paio d’ore in centro città, la macchina costa comunque meno o al pari che prendere il treno, anche andandoci da soli e affrontando il traffico, senza contare il fatto che tanto il tempo di percorrenza é più o meno lo stesso (con la linea diretta il treno sarà più veloce di una decina di minuti) e poi nel centro sei libero di spostarti senza dover ricorrere ai mezzi pubblici (aumentati anche quelli) e non devi stare dietro ad orari e ritardi

  23. Personalmente non capisco tutto questo accanimento nei confronti delle tratte a binario unico e/o non elettrificate. Molto spesso si tratta di linee che non giustificherebbero un raddoppio o un’elettrificazione, sarebbero lavori davvero troppo costosi in rapporto al numero di passeggeri. Ciò che si potrebbe migliorare è la gestione della circolazione, gestendo gli incroci in maniera più svelta nelle stazioni.
    Lo stesso discorso vale per l’età dei treni. Peraltro trovo sbagliato usare l’età media dei treni come metro di valutazione perché i treni, a differenza dei bus ad esempio, possono effettuare un “revamp” a mezza vita, ossia una ristrutturazione che può drasticamente cambiarne l’aspetto, quasi portandolo a nuovo. Mi riferisco in particolare alle carrozze Medie Distanze, che pur non avendo il design moderno di un Rock sono ancora molto comode, specialmente per lunghe tratte regionali, unica pecca è l’accessibilità non a raso con il marciapiede.

  24. Problema vero, ma analisi un po’ alla carlona.
    I paragoni tra il 2019 e il 2022 sono ampiamente influenzati dagli strascichi del covid.
    Si è consecentrati su binario unico, disel e treni vecchi, quando i dati veramente interessanti sarebbero stati la percentuale di cancellazioni e le statistiche sui ritardi. Nessun numero anche sull’aumento dei costi degli abbonamenti e alla valanga di chiusure di linee secondarie che c’è stata nei primi anni del 2000 (qui in Piemonte hanno chiuso una DECINA di linee).

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