Fiducia sul decreto Pa, magistrati contabili all’attacco – Politica

11 comments
  1. Come da titolo, il governo pone la questione di fiducia sul Decreto PA. All’interno del suddetto decreto, ci sono opinioni contrastanti riguardo ai controlli della Corte dei Conti e ad una proroga dello scudo erariale.

    Il/la presidente del Consiglio Meloni si difende sostenendo in un’intervista rilasciata a Quarta Repubblica che: *”Facciamo quello che ha fatto Draghi”*

    Le maggiori proteste arrivano dai magistrati contabili — ovviamente — e dalle opposizione del centrosinistra *tout court* e del Movimento 5 Stelle. Terzo Polo invece che sostiene di non votare la fiducia, ma che si trova d’accordo con il *velocizzare* e *semplificare*.

    Cosa ne pensate? Siete d’accordo con il suesposto decreto?

    Vi segnalo anche due interessanti disamine di Luigi Oliveri, la prima uscita su Autonomie Locali sullo [scudo contro la responsabilità erariale](https://leautonomie.asmel.eu/la-proroga-dello-scudo-contro-la-responsabilita-erariale-per-colpa-grave-non-si-basa-su-condizioni-di-emergenza/) e l’altra pubblicata su Phastidio, il blog di Mario Seminerio, sulla [Corte dei “non” Conti](https://phastidio.net/2023/06/04/la-corte-non-conti-lallergia-della-politica-ai-controlli/) ed il rapporto difficile con la politica.

  2. *Prima* riducono i controlli e *poi* ^(forse) presentano il PNRR rivisto, la trovo una cosa abbastanza grottesca dopo sette mesi di proclami su varie revisioni mai presentate del piano, a maggior ragione visto che questa è di fatto la prima cosa fatta dal governo attuale in materia. Diciamo che non pensare male è abbastanza difficile quando l’atteggiamento è questo.

    Non entro nel merito del “lo voleva fare anche Draghi” perché ammetto che non so quanto sia vero, anche se, come per qualunque variante di “e allora il PD?”, non è che se qualcun altro voleva fare una cosa allora quel qualcosa sia giusto.

    Infine, un po’ off-topic, che dopo anni di normalizzazione dello strumento non ci sia ancora un dibattito serio sull’abuso delle questioni di fiducia è un po’ sconfortante. Vale per la Meloni, Draghi, Conte e predecessori vari.

    Ah, tra parentesi: doverosi complimenti al terzo polo, che è all’opposizione ma non perde mai occasione per distinguersi dagli altri due (e fin qui ci sta) e lo fa sempre per mostrarsi più vicino e aperto nei confronti del governo.

  3. 5.000€ per pagare le tangenti

    Condono fiscale per dichiarare le tangenti

    Riduzione dei controlli

    Pirla che hanno votato questo governo o rinfoltito le fila del partito degli astensionisti che pagheranno più tasse per il debito contratto col PNRR che sarà in gran parte stato bruciato da amici della destra.

    Qualcosa di nuovo?!

  4. Chi non lavora nella PA non può capire che lo spettro di una Corte dei Conti iper severa e puntigliosa, insieme ad una burocrazia iper complicata e talvolta senza senso, fanno sì che sia meglio NON fare una cosa che farla perchè se NON la fai NON la puoi sbagliare.

    Questa inerzia di una PA ignava e senza coraggio causa più danni allo Stato di una modica quantità di errori per colpe lievi o anche gravi (il dolo è altro).

  5. Perchè la fiducia? Temono di non avere i numeri e che qualcuno nella maggioranza voterebbe contro?

    Mi pare il classico argomento su cui fi+lega+fascelli d’italia dovrebbero essere tutti d’accordo…

  6. Sono lontanissimo dal sostenere questo governo, ma avendo a che fare quasi quotidianamente con sto PNRR capisco quantomeno il discorso. Poi non so se gli strumenti usati, se il modo di procedere del governo sia giusto o no.

    Però il PNRR pone dei tempi strettissimi su delle procedure che nella burocrazia italiana richiedono tempi più lunghi. Per ridurre i tempi significa tagliare tutti i margini che normalmente si lasciano per sistemare piccoli errori e vizi di forma. In questo modo si aumenta la possibilità di fare errori, oltre che aumentare il livello di stress per tutti. Con i controllori che a distanza di una settimana o due poi ti dicono “eh no qui avete sbagliato questo pezzettino di procedura” senza che ci sia il tempo prima di aver verificato internamente, che avrebbe permesso magari un aggiustamento a posteriori. Tra l’altro con un approccio non risolutivo “c’è questo errore, cerchiamo ci capire come ovviare per mandare avanti la macchina” ma punitivo “c’è questo errore e ora faccio partire la procedura per bloccare i fondi o per chiedere compensazioni”

  7. Quando FdI era all’opposizione durante il governo Draghi aveva presentato un emendamento per dare più potere alla corte dei conti.
    Branco di pajassi.

  8. Stessa storia del ponte di messina, belle idee in principio teorico ma considerata la lunga storia di frodi varie dei partiti e dei personaggi che formano il governo chiunque pensi che non sia soltanto una mossa per facilitare future ruberie mi contatti che ho un colosseo da vendergli.

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