Frode fiscale, sequestrati quasi 48 milioni a Esselunga

33 comments
  1. > Il Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano, in un’inchiesta del pm Paolo Storari, ha eseguito un sequestro preventivo d’urgenza per quasi 48 milioni di euro nei confronti di Esselunga in un’indagine con al centro una presunta “somministrazione illecita di manodopera”.

  2. Non leggo nemmeno l’articolo e faccio una predizione: sono accusati di aver sfruttato cooperative di facchinaggio per non pagare straordinari, ferie, malattia, Tfr, evadendo anche le relative imposte e contributi.

    > Pm: ‘sistematico sfruttamento dei lavoratori e ingentissimi danni all’erario’

    Lmao gottem

    > al centro una presunta “somministrazione illecita di manodopera”.

    Eccoli lì.

    > quasi 48 milioni di euro per una presunta frode fiscale col sistema dei “serbatoi di manodopera”

    L’ennesima riscoperta dell’acqua calda. L’intero settore logistica funziona così: la corsa ai prezzi bassi viene attuata tramite cooperative fantasma che scudano i committenti dalle conseguenze delle illegalità (o almeno ci provano). Uguale all’inchiesta contro Bartolini e Amazon di qualche mese fa.

    Marcio, marcio, marcissimo tutto il settore, non c’è niente da fare se non sventrarlo e rifarlo da capo.

  3. Ogni volta che sento parlare di cooperative, è somministrazione del lavoro conto terzi, da parte di presunti soci che non sono altro che dipendenti mascherati senza garanzie o tutele.
    Possibile che si possa continuare a mascherare da cooperative delle agenzie interinali senza problemi, chiudendole e ricreandole a ogni piè sospinto?
    Non è possibile introdurre una regola che un dipendente somministrato in questo modo non può ricevere un trattamento inferiore a quello di un interno per la medesima mansione?
    La ricerca esterna dovrebbe servire a tappare picchi di richieste e/o competenze specifiche che non ci sono in azienda, dovresti pagarli di più di un interno, vista la natura precaria e/o urgente del rapporto!

  4. ricordo chiaramente il mese in cui lavorai nel reparto ortofrutticolo alla Esselunga.

    credo una delle mie peggiori esperienze lavorative in assoluto.

    I miei colleghi, a tempo indeterminato, erano un branco di spacconi, paninari, bulletti che sembravano non essere mai usciti fuori dalla mentalità della terza superiore che si prendevano gioco di un altro loro collega più anziano e con dei problemi mentali e di un ragazzo argentino, che aveva cominciato a lavorare insieme a me nello stesso periodo, di 20 anni e non parlava benissimo l’taliano (lo parlava ma qualche volta si perdeva qualcosa ovviamente) allora anche a lui lo prendevano per il culo e lo rimproveravano spesso. oltre poi a le loro discutibilissime idee sui migranti e i paesi del terzo mondo (era il 2017 quindi l’immigrazione era dipinta come una emergenza terrificante, poi abbiamo visto cosa era davvero una emergenza), in un clima in cui se provavi solo ad argomentare non ne uscivi.

    e questo erano i lavoratori più “base” non voglio pensare ai loro superiori che razza di puzza sotto al naso debbano avere e come si debbano comportare.

  5. Il mio ex titolare ha rinunciato a fare affari, impianti frigoriferi, con il gruppo perché proponevano contratti capestro, forti della loro posizione. Non che Coop o Lidl fossero meglio ed infatti mollò anche loro.

  6. E questi pezzidemmé mi prendono massimo metà della spesa in buoni, con un limite di 7 buoni :v bestie.

  7. Oh, una mega corporazione che si approfitta dei lavoratori considerandoli come se fossero schiavi, che stranezza

  8. Esselunga è soggetta alla legge 231, potrebbero anche chiudergli l’azienda per sto casino.

  9. Esselunga ha una ~~esse~~lunga storia di comportamenti vessatori nei confronti dei dipendenti: quindici anni fa una cassiera del supermercato di viale Papiniano a Milano è stata costretta a farsela addosso di fronte ai clienti.
    L’azienda è stata portata a processo dai sindacati ma ha tentato di far passare la dipendente per disturbata mentale e per ladra, con il supporto della canea della stampa di destra.

    Più volte gli stessi sindacati hanno dichiarato che Esselunga era il gruppo con cui era più difficile chiudere contratti.

    Altroconsumo, nel 2010 e nel 2014, aveva chiesto ai più grossi gruppi della GDO decumentazione sul loro politiche di responsabilità [sociale](https://www.altroconsumo.it/-/media/altroconsumo/images/paper%20publications/altroconsumo/2014/278/l%20etica%20dei%20supermercati/reference/attach/ac278_020024_csr%20supermercati%20pdf.pdf?rev=60aeefd9-210d-4da7-8678-943ccde2518f).
    Al primo sondaggio Esselunga non aveva risposto, al secondo aveva mandato informazioni scarse. Quegli erano gli anni di Caprotti, padre padrone orgogliosamente di destra( aveva pubblicato un libello contro Coop, “Falce e carrello”).

    Pensavo che col passaggio di testimone, Caprotti muore nel 2016 e aveva lasciato le cariche societarie 3 anni prima, la musica cambiasse ma a quanto pare….

  10. Ricordo quando è morto capretti e si parlava di imprenditore illuminato e invece padroni are gonna pardoning

  11. Ogni volta che leggete “prezzi corti” chiedetevi chi paga al posto vostro. E questo vale per ogni roba low cost esistente

  12. E, mi raccomando, continuiamo a dire che il salario minimo non serve perchè “abbiamo già i contratti nazionali caspiterina bla bla bla”.

    Perché quella del salario minimo è una questione di sacrosanto principio: l’unico che potenzialmente ha davvero la forza di trattare con questi colossi per metterli in riga è lo Stato, tutti gli altri (lavoratori, sindacati, fornitori, eccetera) sono destinati a soccombere, come abbiamo visto.

Leave a Reply