Ho letto ieri un [articolo](https://www.bbc.com/news/magazine-15987082) interessante – e a tratti esilarante – della BBC, scritto da una inglese residente in Italia.

Secondo l’articolo noi italiani ci ammaliamo di più essenzialmente perché conosciamo meglio l’anatomia e sappiamo fare un nome a certe parti del corpo che, conseguentemente, ci possono far male.

L’esempio lampante è la cervicale, malanno inesistente in altri paesi.

Oltre a chiedervi cosa ne pensate, vorrei anche farvi riflettere sull’importanza del linguaggio e delle parole: quanto condiziona la nostra percezione della realtà?

> inserire qui tipico esempio degli eschimesi che hanno diciassei parole per indicare la neve.

22 comments
  1. È un articolo di 10 anni fa, che ho già letto e mi ha fatto molto ridere. È vero comunque che la “cervicale” è una cosa tutta italiana.

    Però aggiungo che ho fatto l’erasmus in UK e ogni mattina era un concerto di gente che tossiva, in un aula universitaria in Italia non è la stessa cosa.

  2. è proprio vero, soffro da decenni di una forma acuta di “mal di ciuffo”, una patologia che sarebbe diffusissima se non fosse per il fatto che non esiste un nome per questa parte del nostro corpo.

  3. “Dottò, me fa male el malleolo”

    “Mallealo se te fa male”

    Non ricordo più dove ho sentito sta cazzata

  4. cioè non gli fa male il collo a quelli che tengono la faccia in avanti alla scrivania e magari sono miopi tipo il sottoscritto?

  5. Il problema é che “la cervicale” é intesa come mal di testa e non ha nulla a che vedere con la colonna cervicale

  6. Lessi tempo fa un libro che sosteneva che il linguaggio condiziona il nostro modo di pensare, quindi ogni lingua forma l’individuo in maniera diversa. L’autore sosteneva che il linguaggio ci è stato così utile che ha condizionato la nostra evoluzione per permettere al nostro corpo di emettere certi suoni e che il nostro cervello si è sviluppato anche ed intorno al linguaggio.

    edit il libro è Il prezzo del linguaggio – Evoluzione ed estinzione nelle scienze cognitive
    di Alessandra Falzone, Antonino Pennisi

  7. >>hanno diciassei parole per indicare la neve

    Il bello è che non è neanche vero. Esiste solo una parola per indicare la neve che cade e una per indicare quella per terra. Le altre sono tutte parole per indicare tipi di neve come quella soffice che sono parole composte come se in italiano si dicesse soffineve.

  8. Io comunque son quasi 11 anni che sto in UK ed ho seriamente smesso di ammalarmi per il freddo. Bho. In Italia stavo tutto imbacuccato sempre col raffreddore e tosse al primo colpo di vento. Ora posso pure uscire in inverno in pantaloncini corti coi capelli bagnati e non succede niente

  9. E noi [colitici](https://youtu.be/q5Q3JYLia24)
    Un po’ individualisti ma simpatici
    Insieme diventiamo più politici
    Ma democratici
    Ci organizziamo ed uniti marciamo
    Sicuri del successo

    E noi colitici
    Un po’ individualisti ma simpatici
    Insieme diventiamo più politici
    Ma democratici

    Ci organizziamo ed uniti marciamo
    Sicuri del successo
    Al cesso

  10. Innegabile che l’Italiano medio e’ parecchio ipocondriaco, inoltre tutelarsi troppo da qualunque rischio ti fa ammalare di sicuro al primo sgarro.

    Ci sono comportamenti (oltre alla citata cervicale e colpo d’aria) che non hanno equivalente nel resto del mondo, come:

    – attendere 3 ore dal pasto prima di fare il bagno ad Agosto.

    – stressare l’uomo dell’aria condizionata perche’ in ufficio arriva un filo d’aria dalla bocchetta.

    – mettere la sciarpina al collo a Settembre

    – uomini si fanno 20 minuti di phon per non uscire dalla piscina coi capelli umidi

  11. Non lo dire a me che sono ipocondriaco. Comunque per me non ha torto l’anglosassone, siamo molto più informati degli altri.

  12. Quando guardi troppi porno, e la prima cosa che ti viene in mente quando leggi BBC non è British Broadcast Company.

  13. va detto che in altre parti del mondo volano con le cosiddette prescription pills, oppiacei ed anestetizzanti tout court

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