Sulla scia del [sensitivity reader](https://www.ilpost.it/2023/03/27/sensitivity-reader/)presente nell’editoria anglofona, il quotidiano diretto da Massimo Giannini ne introduce la versione giornalistica: i diversity editor saranno incaricati di sensibilizzare l’opinione pubblica con un’informazione più attenta ai temi cari alle comunità Lgbtqia+, a persone con disabilità, ai migranti e ad altre minoranze.

Che ne pensate? Si tratta di una giusta presa di posizione contro le ingiustizie sociali o di un delirio di stampo woke?

by Xenophon_0

7 comments
  1. praticamente se fino a ieri vedevo un membro di quella comunità come uguale a me da adesso in poi dovrò vederlo come un diverso?

  2. > i diversity editor saranno incaricati di sensibilizzare l’opinione pubblica con un’informazione più attenta ai temi cari alle comunità Lgbtqia+, a persone con disabilità, ai migranti e ad altre minoranze.

    Si, si, ma tra arancinA e arancinO come la mettiamo? /s

    Devo dire che di questi lavori leggerei molto volentieri le linee guida ma scommetto che non le pubblicano manco per scherzo.

    Poi, devo dire che purtroppo su questi temi puoi provare a sensibilizzare l’opinione pubblica quanto ti pare ma sempre opinionata/politicizzata resta.

  3. Tra le varie mansioni giornaliere, immagino abbia un blocco di mezz’ora sul calendario per accertarsi che la stringa Lgbtqia+ non sia cambiata nelle ultime 24 ore.

  4. Ah ma adesso La Stampa ha iniziato a scrivere con l’asterisco?

  5. mi stavo per chiedere come sia possibile che abbiano soldi da spendere in questo modo poi mi sono ricordato degli usi del settore in merito alla retribuzione dei collaboratori

  6. La solita deriva woke ammerigana di cui si sentiva tantissimo il bisogno

  7. >i diversity editor saranno incaricati di sensibilizzare l’opinione pubblica

    Questo onestamente sembra più attivismo che giornalismo.

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