Negli Stati Uniti, la dipendenza da oppioidi ha causato quasi 100 mila morti per overdose nel 2020. Per questo si parla di un’epidemia, già verificatasi negli anni novanta, in crescendo nei primi anni 2000, recentemente riproposta dopo l’epidemia da SARS-CoV2. Ma il fenomeno è isolato al Nord America? Cosa succede in Italia?
Ricordo che ero a New York, era tipo Dicembre 2010 o qualcosa del genere, faceva un freddo cane (qualcosa come -8°C) e mi sono beccato un bel raffreddore.
Andai a comprare dell’aspirina, e ricordo che dopo averla presa ero fatto come una torta che si fredda sul davanzale della cucina. Decisamente più forte delle nostre, ma tipo 100 volte di più. E io sono uno che si prende pasticche di aspirina 1000 come fossero Zigulì.
Hanno un problema con i farmaci, sono troppo potenti. Basta guardare i video della gente dal dentista sotto anestesia che straparlano e vanno fuori di testa.
Si.
Per anni in Italia c’era il problema opposto e quindi una mancanza di cure palliative perchè i medici erano restii a prescriverle (fattore culturale,ma anche sociale). Poi l’uso di prodotti pensati per prevenire l’abuso (tipo i cerotti di fentanil pensati per impedire che il farmaco venga estratto per essere usato per iniezione), ha migliorato la situazione.
In compenso la gente abusa di antidolorifici OTC e di benzodiazepine (che vengono prescritte in maniera molto disinvolta).
La farmacodipendenza in USA non è un problema colossale solo da oggi. Si trovano migliaia di tracce ed esempi nei film e nelle storie vere a partire (almeno) dall’inizio del 900. Micky Rooney parlando, in un’intervista, di Judy Garland diceva “A Hollywood, tutte le storie di dipendenza cominciano con ‘Non riesco a dormire’. Trovi sempre un medico che ti prescrive troppe pillole”.
Se fossi un sociologo, direi che è una questione culturale.
Il mio moroso ha fatto una gastroscopia qua in Italia e l’hanno sedato con il fentanyl. Avendo visto diversi documentari sulla situazione negli USA siamo rimasti davvero stupiti.
OxyContin (o Ossicodone, se preferite) has entered the chat
Vi risparmio il click e la lettura, in una frase dell’articolo:
> un abuso di oppioidi come negli Stati Uniti è davvero poco probabile
Un problema ben più grave dell’italia è sugli antibiotici, non sugli antidolorifici.
We love our perky
Certo e si lega al non avere un sistema sanitario gratuito.
I medici sono alla mercè delle case farmaceutiche che li spingono a prescrivere determinati farmaci, aggiungiamoci anche che farmaci del genere sono pubblicizzati in TV (cosa vietata in Europa), infine se non ti puoi permettere cure adeguate a volta l’unica soluzione è curare i sintomi e non la causa oppure non potersi prendere la malattia a lavoro ed imbottirsi di pillole per andare comunque.
Metti tutto questo insieme e la frittata è fatta.
Si’
In Italia non usano oppiacei nemmeno nel postoperatorio a meno che non sia strettamente necessario lol
10 comments
Negli Stati Uniti, la dipendenza da oppioidi ha causato quasi 100 mila morti per overdose nel 2020. Per questo si parla di un’epidemia, già verificatasi negli anni novanta, in crescendo nei primi anni 2000, recentemente riproposta dopo l’epidemia da SARS-CoV2. Ma il fenomeno è isolato al Nord America? Cosa succede in Italia?
Ricordo che ero a New York, era tipo Dicembre 2010 o qualcosa del genere, faceva un freddo cane (qualcosa come -8°C) e mi sono beccato un bel raffreddore.
Andai a comprare dell’aspirina, e ricordo che dopo averla presa ero fatto come una torta che si fredda sul davanzale della cucina. Decisamente più forte delle nostre, ma tipo 100 volte di più. E io sono uno che si prende pasticche di aspirina 1000 come fossero Zigulì.
Hanno un problema con i farmaci, sono troppo potenti. Basta guardare i video della gente dal dentista sotto anestesia che straparlano e vanno fuori di testa.
Si.
Per anni in Italia c’era il problema opposto e quindi una mancanza di cure palliative perchè i medici erano restii a prescriverle (fattore culturale,ma anche sociale). Poi l’uso di prodotti pensati per prevenire l’abuso (tipo i cerotti di fentanil pensati per impedire che il farmaco venga estratto per essere usato per iniezione), ha migliorato la situazione.
In compenso la gente abusa di antidolorifici OTC e di benzodiazepine (che vengono prescritte in maniera molto disinvolta).
La farmacodipendenza in USA non è un problema colossale solo da oggi. Si trovano migliaia di tracce ed esempi nei film e nelle storie vere a partire (almeno) dall’inizio del 900. Micky Rooney parlando, in un’intervista, di Judy Garland diceva “A Hollywood, tutte le storie di dipendenza cominciano con ‘Non riesco a dormire’. Trovi sempre un medico che ti prescrive troppe pillole”.
Se fossi un sociologo, direi che è una questione culturale.
Il mio moroso ha fatto una gastroscopia qua in Italia e l’hanno sedato con il fentanyl. Avendo visto diversi documentari sulla situazione negli USA siamo rimasti davvero stupiti.
OxyContin (o Ossicodone, se preferite) has entered the chat
Vi risparmio il click e la lettura, in una frase dell’articolo:
> un abuso di oppioidi come negli Stati Uniti è davvero poco probabile
Un problema ben più grave dell’italia è sugli antibiotici, non sugli antidolorifici.
We love our perky
Certo e si lega al non avere un sistema sanitario gratuito.
I medici sono alla mercè delle case farmaceutiche che li spingono a prescrivere determinati farmaci, aggiungiamoci anche che farmaci del genere sono pubblicizzati in TV (cosa vietata in Europa), infine se non ti puoi permettere cure adeguate a volta l’unica soluzione è curare i sintomi e non la causa oppure non potersi prendere la malattia a lavoro ed imbottirsi di pillole per andare comunque.
Metti tutto questo insieme e la frittata è fatta.
Si’
In Italia non usano oppiacei nemmeno nel postoperatorio a meno che non sia strettamente necessario lol