Questo articolo, scritto da un italiana in inglese, mette a confronto la sua educazione in Italia e il modo in cui le donne sono viste e trattate in contrasto con la sua vita in Finlandia.

[https://www.foreigner.fi/opinion/paola-elefante/being-woman-in-italy-and-in-finland/20200720125447006989.html](https://www.foreigner.fi/opinion/paola-elefante/being-woman-in-italy-and-in-finland/20200720125447006989.html)

24 comments
  1. Bastava che si spostasse al nord in città di qualche centinaio di km invece di migliaia. Cmq non mi sembra abbia citato veri casi di sessismo (solo cultura espansiva/aggressiva/provinciale ) o sono io desensibilizzato?

    edit: il sessismo vero è essere discriminati quando succubi di una situazione di potere, farsi toccare impropriamente (esempio stupido) sarebbe sessista se a farlo fosse il ragazzo bisex che a te ti tocca e ai tipi regala rose oppure il prof universitario che non dà certi voti a tutte le ragazze, qualsiasi situazione di disconfort femminile con i maschi non è sessismo, come colleghi idioti che sminuiscono in “privato” una prof donna. Non sminuiamo il sessismo

    Avesse detto che se ne scappava in Finlandia per avere certe opportunità di carriera, “rallentate” o precluse qua in Italia per sessismo, avrebbe avuto tutto senso

  2. Prima che leggiate il commento

    -sono maschio

    -si, sono insensibile

    -colpa mia, qualunque cosa pensiate abbia fatto

    Nell’articolo la signora è stata un po’troppo melodrammatica. Bisogna anche considerare in che parte d’Italia ha vissuto e quando, nell’articolo non lo ha scritto. L’esperienza di una donna di 40 anni potrebbe essere molto diversa da quella di una ragazza di 20 anni nell’Italia di oggi: i tempi sono cambiati molto velocemente.

    Premesso questo, ho visto con i miei occhi cosa una ragazza possa subire in certi momenti e contesti: la questione maschilismo esiste, anche e soprattutto in Italia; però boh avrò capito male io ma da quello che ha scritto traspare il sentimento “sono rimasta in Finlandia, perché in Italia mi toccavano il sedere”: è un po’ipocrita come cosa. È rimasta in Finlandia probabilmente per migliori opportunità lavorative(non c’è niente di male), non credo che il maschilismo italico sia stato il problema o la causa principale che l’abbia spinta a trasferirsi.

  3. Il punto di molte discussione é che le persone hanno culture diverse. Let me explain.

    Io vi parlo da asiatico e sto fallendo miserabilmente ingegneria dopo aver passato bene un liceo scientifico abbastanza buono di milano per motivi personali.

    In pratica per la prima metà del primo anno studiavo, poi ho perso completamente la voglia anche per colpa di mia madre.

    É la stessa che ogni giorno mi rompe il cazzo dicendo di studiare, che mi compare con l’ennesiml figlio di un ricco o che mi dice che io dovrei aiutarla in casa e che dovrei lavorare. Ok.

    Adesso le mie sorelle sono al 4o anno di liceo scientifico e linguistico e stanno pensando all’universitá. Mia madre che fa? Gli consiglia di fare la cassiera a quella che va al linguistico e l’infermiera a quella che fa lo scietifico.

    Cioè ok. Voi italiani (soprattutto al nord) non avete idea del livello di sessismo che c’è e qui sto parlando solo dello studio e di adesso. Letteralmente a me pressavano un sacco in prima liceo facendomi perdere interesse a studiare, letteralmente quando hanno smesso di badare a me i miei voti sono aumentati. Poi mia madre mi deve ancora rompere il cazzo perché sono il maschio maggiore alla prima università??? Cioè più volte ho detto che mi da fastidio e ancora oggi quando i biblioteca mi deve rinfacciare altri, mi deve rompere il cazzo che devo studiare.

    Letteralmente ho detto in quarta o in quinta “se vado all’uni studio quello che voglio e lo faccio per me” adesso dovrei studiare e lavorare per la mia famiglia ora che mio padre é morto? Lmao ora che sono passati mesi e vedo come mi trattano col cazzo.

    Vabbé rant a parte, a milano le opportunitá per le donen ci sono, ovviamente però come per gli uomini non dobbiamo tanto pensare alle donne con un’istruzione superiore o facente parte della classe dirigente, ma della classe più bassa.

    Non si può confrontare le figlie di borghesi che stanno ora studiando all’universitá con generica_donna_che_ha_studiato_a_inzio_2000 o sopratutto con le ragazze di classe più bassa.

    Letteralmente se ora mia sorella va all’uni molto probabilmente non va a fare l’erasmus come quasi tutti della sua classe al liceo, proprio per motivi economici.

    E no, mia madre non lo farebbe mai, almeno non per le mie sorelle e io non potrei essendo dietro di un anno.

    Poi contate che la paga a livelli alti é la stessa ma a quelli più bassi cambia. A me mi sembra inverosimile che un’azienda paghi meno una donna quadro che un uomo, proprio perché ormai i tempi sono cambiati e devono mantenere apparenze se non credo a ste cose. Ma una donna a livello più basso? In fabbrica o anche nella stessa azienda di quella prima? Voglio dire, non é improbabile e i dati lo dimostrano.

    Sesso, razzo non seperano così tanto, alla fine non totalizzano la nostra individualitá. Il problema era, é e sará sempre le classi.

    Dont get me wrong, vorrei essere socialista ma vivere negli strati bassi della popolazione e a stretto contatto con persone ricche mi spinge verso più una vena liberista e più cinica.

    Vorrei seriamente, ma le mie condizioni non lo permettono.

  4. Con l’annedotica personale si va poco lontano: io potrei dire che l’Arabia Saudita è uno dei paesi migliori del mondo perchè mi pagavano un botto e non mi hanno mai fatto problemi…
    Guardando ai numeri globali, mi pare che in Finlandia le statistiche dicano che sono messi peggio di noi:

    https://worldpopulationreview.com/country-rankings/rape-statistics-by-country

    818 casi di molestie su 5 milioni di abitanti contro 4500 su 60 milioni.

    Ovviamente bisogna capire i numeri e può benissimo essere che in Finlandia si consideri molestia cose che in Italia invece sono viste come normali. Però insomma: mi pare che i paesi nordici, almeno come percezione di chi ci vive, non siano poi questo paradiso.

  5. Secondo me dipende molto da dove vivi in Italia, un mio amico che studia a Catanzaro mi ha raccontato cose agghiaccianti di come vengono trattate le ragazze lì.

    Poi voglio dire che con l’aneddotica si va poco lontano, sia nel caso dell’articolo che per le mie o altre esperienze personali. Personalmente mi sono trovato in molte situazioni dove ragazze si sono comportate in maniera molesta nei miei confronti ma da qua a dire che ad esempio esiste una cultura della molestia nei confronti dei maschi ce ne vuole.

    Voglio essere chiaro io ritengo che in Italia ci sia il maschilismo, sono solo contrario a questi articoli aneddotici che secondo me non aggiungono veramente nulla al discorso e non solo in questo ambito, il mio è un discorso generale.

  6. Aldilà dei problemi più plateali legati al sessismo (molestie, discriminazione, violenza domestica, leggi, ecc) c’è a mio parere un problema culturale più insito nella nostra mentalità, che ci vorrà un bel po’ per superare. Ci sono tanti luoghi comuni (es. donna che non sa usare il pc, donna che non sa guidare, donna che non sa fare lavori manuali) che portano ad un sessismo spesso involontario (mansplaining) o anche direttamente discriminatorio (“infermiera posso parlare con il chirurgo?” “sono io il chirurgo”). Così come il fatto che posizioni di amministrazione nelle aziende sono ancora ad appannaggio perlopiù di uomini. Questo ovviamente si riflette anche sulle prospettive professionali, sulla mentalità de “ti paghiamo poco perché poi vai in maternità”, e sull’autoconvincimento involontario delle donne che questa è il percorso che possono prendere, a meno di non lottare con il coltello fra i denti ogni giorno più di quanto già normalmente una donna non debba fare (cosa che noi maschietti, lasciatemelo dire, non dobbiamo assolutamente fare).

    E in secondo luogo la questione si rivolta anche contro gli uomini stessi: il costo maggiore di beni di prima necessità per donne ricade sui conti dell’intera famiglia; il fatto che una donna abbia più difficoltà a raggiungere un buon stipendio o addirittura avere un lavoro stabile, ricade sui conti dell’intera famiglia; il fatto che io, uomo, la paternità posso averla giusto per “il tempo di capire da dove caga mio figlio” (giusto per citare il commento di un redditor), ricade sulla famiglia.

  7. Questa ha avuto problemi sociali e, da perfetta italiana all’estero, fa un rant sull’Italia generalizzando e scegliendo statistiche a caso per confermare la sua tesi. Ok…

  8. Hi this is my personal experience and so it is surely the same for everyone else.

    Ovviamente il mio commento è puramente provocatorio ma mi fa sempre impazzire quando esperienze personali, che sono legate a mille variabili, passino per la realtà che vive al 100% un dato gruppo di individui, in questo caso le donne.

  9. L’autrice stessa afferma che la Finlandia non è il paradiso, quindi non interpreterei l’articolo come un generico “l’Italia deve diventare come la Finlandia”, ma più come un “ehi, potremmo fare di meglio”. Da lavoratrice nell’ITC, posso confermare che il problema c’è ed è radicato nella società. Non si risolve con la bacchetta magica, ma partendo dal basso (es. Introducendo materie come educazione sentimentale ed economia domestica già dalla scuola materna).
    Per chi si lamenta dei toni “melodrammatici”: neanche a me piacciono, ma mi rendo conto che ognuno affronta difficoltà e critiche con la propria marcia. Le stesse critiche che a me hanno al massimo fatto arrabbiare e anzi spinto di più verso la mia strada (“la figlia di Tizia ha fatto una scuola professionale e lavora già”, “ma sempre al computer stai?”, “se leggi troppo diventi scema”, “altri due anni di università, una laurea di non ti basta?”, “Ma giochi ancora ai videogiochi?”, “Sei un maschiaccio” etc…) potrebbero influenzare concretamente altre persone. Ho visto con i miei occhi bambine amanti della scienza, curiose e intraprendenti, mettere da parte le loro passioni perché la società chiedeva altro da loro.

  10. A me fa ridere certi commenti che giustifica l’Italia, ammettere un proprio difetto è il passo numero 1 per migliorarlo ma si fa fatica pure nel primo passo non dista molto dal far finta che il problema non esista.

    Un aneddoto si va poco lontano? Che ne dite di 100/mille/10mila aneddotica personale che parlano di stesse cose?

    Ad esempio:

    >There were no **inappropriate jokes**, no **flirting**, no **dismissive behaviours** or **remarks**.

    Challenge: trovatemi qualcuna che vive in Italia che non ha mai subito questi comportamenti evidenziati

    aneddotica personale mia: sì e capita spessissimo

  11. certo che scrivere in un articolo che qualcuno le ha detto “le donne non capiscono la matematica”. è indicativo del maschilismo di una nazione intera oppure ha solo incontrato un coglione? io un’idea ce l’ho

    per il resto senza dubbio del vero c’è. parlando con donne straniere che hanno viaggiato abbastanza, mi dicono che i paesi europei in cui ricevono più catcalling sono quelli del sud: italia, spagna, grecia e anche francia

  12. Quindi non si può nemmeno guardare più? Me lo ricorderò la prossima volta che un gruppo di ragazze griderà come allupata al tronista di turno.

  13. Ogni volta che torniamo in Italia per le vacanze la mia ragazza si lamenta di questo.
    Viene costantemente guardata da passanti e tizi in macchina che le suonano o la giudicano in qualche modo. È una ragazza normale, non una top model.
    L’italia é Bella solo per le vacanze, per viverci lo é solo se sei lontano da tutti.

  14. Se non fosse così triste, mi farebbe proprio ridere la quantità di gente che mette in dubbio quanto sia vero che esiste questo livello di sessismo nell’Italia, e poi lo fa usando argomenti e termini sessisti. Bravissimi. Anzi, grazie, ci date ragione a tutti noi che siamo coscienti que questio sia davvero un problema.

  15. Questa sezione dei commenti mi mette i brivid, ma comunque. Sono una donna giovane, nata a Roma. Non amo particolarmente uscire, eppure quelle quattro volte e mezzo che esco in croce sono “vittima” di cat calling e molestie. È talmente comica la situazione con il quale capita che mi son messa a riflettere se qualche anno fa era così comune la situazione perché non mi ricordavo tanto harassment, ma mi son resa conto che invece di uscire quattro volte e mezzo, ne uscivo due. Mia madre non vuole che io esca di sera dalle 20 in poi senza accompagno, ha ragione. Anche con l’accompagno ti pedinano. Basti pensare che 4 mesi fa son andata a villa Borghese con un amico MASCHIO, ed un uomo in giacca e cravatta si è messo a ronzarmi attorno ed è stato 4 ore lì a fissarmi finché non ce ne siamo andati per l’inquietudine. Ovviamente mi son fatta venire a prendere, erano solo le 19 di sera. Colloquio di lavoro? Prima domanda? “Ha intenzione di fare figli?”. Quando mi ha fatto quella domanda non volevo nemmeno crederci. Figuratevi, paesini? Quali paesini. Anche le città sono insopportabili. E magari valesse solo per me, tutte le mie amiche in qualche modo hanno fatto esperienze di queste tipo. Regà, piano a svalutare le esperienze altrui, l’Italia non sta assolutamente messa bene con queste dinamiche. È solo che non le vedete. Non ve ne faccio una colpa, ci mancherebbe, ma ci sono, esistono e sono gravi.

  16. Io una sera ho conosciuto una tedesca dove studio, che mi ha raccontato di essere andata in una spiaggia per nudisti a Rimini ed è rimasta sorpresa dal fatto che venisse in continuazione importunata, mentre era stata in altre spiagge al di fuori dell’Italia e queste cose non le erano successe. Quindi evidentemente abbiamo un problema da questo punto di vista.

  17. Letto l’articolo è mi son chiesto : quindi dovremmo guardare per terra? cioè cazzo posso capire tutto ma nemmeno guardare? diventa reato?

    ​

    Ah coosoooo me hai guardato per più di 3secondi so 50euro (di multa) !

  18. A me sembra il solito rant un po’ triste dell’expat che è pieno di rancore verso l’Italia e considera il suo paese di origine una merda.

    Una delle cose che mi ha fatto un po’ incavolare è questa:

    > Whenever a female teacher held a lecture, my classmates would gossip whose lover she was

    Come se non fosse vero: ho visto succedere queste cose sia all’università (non solo per donne, ma anche gay) e anche in aziende private (non solo per donne, ma anche per uomini). Si chiama nepotismo e non ha niente a che fare con il sessismo.

    Sul fatto poi che una donna venga importunata di meno in Finlandia va considerato anche che c’è un fattore culturale (i rapporti sociali in Finlandia sono rarefatti e ridotto al minimo). Se poi si va a guardare i numeri sui reati sessuali, la Finlandia, ha un numero di stupri decisamente più alto in rapporto agli abitanti.
    https://www.statista.com/statistics/1072770/number-of-rapes-in-europe/

  19. “Whenever a female teacher held a lecture, my classmates would gossip whose lover she was.”

    boh, io commenti del genere in reverse mode (donne che commentano uomo) ne ho sentiti a bizzeffe.

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