Torino, Como e Udine hanno già approvato i progetti, nonostante i rischi e il fatto che al momento non siano tecnicamente legali

[https://www.ilpost.it/2021/09/16/riconoscimento-facciale-comuni-telecamere/](https://www.ilpost.it/2021/09/16/riconoscimento-facciale-comuni-telecamere/)

50 comments
  1. Mi stanno dando motivi in più per tenere la mascherina e mettere gli occhiali da sole lol… Spero faccia effettivamente qualcosa coprire la faccia

  2. Che brutto futuro. Concordo con chi ha già scritto che uscirà con mascherina e occhiali scuri. Questa sorta di Minority Report fatto malissimo non mi pàiace per nulla.

    E Ciani che dice la solita, noiosissima tiritera del “chi non ha nulla da nascondere non deve preoccuparsi” è a dir poco stantia e pericolosa. Non voglio che alcuna anima, specialmente le FF.OO. sappiano quanta distanza interpupillare ho; alla sua ritrita frase opporrei il “perché le FF.OO. dovrebbero volere questi miei dati SOPRATTUTTO se non ho nulla da nascondere? Perché esattamente volete catalogarmi?”

    Ps: poco conosciuta ma sempre interessante è questa [petizione europea](https://reclaimyourface.eu/), firmatela se avete tempo. Se non sbaglio spiegavano anche quale sia il “precedente bloccato” dal Garante della Privacy.

  3. Come tutte le tecnologie **SE** fosse usata a fin di bene potrebbe essere un aiuto concreto per la sicurezza delle città.

    Pensate a tutti quei DASPO emanati contro parcheggiatori abusivi, spacciatori, borseggiatori che comunque peggiorano la vivibilità delle nostre città.

    Certo spaventa il controllo di massa perché apre a scenari poco piacevoli e soprattutto spaventa l’assenza di una regolamentazione.

  4. Questi pazzi non hanno idea di quello che stanno facendo, per una manciata di voti venderebbero anche le loro madri. E l’assessore che “se non hai niente da nascondere…” mi chiedo perché non abbia già portato una copia delle chiavi di casa in questura. Questa È una mentalità fascista

  5. Sta cosa è spaventosa. Dobbiamo agire prima che sia troppo tardi. C’è qualche associazione a favore della privacy che possiamo contattare?

  6. Da una parte è sconcertante dall’altra sono contento perché è il campo della mia tesi e di dove faccio tirocinio. Per lo meno posso assicurare che siamo ancora lontani da sistemi di riconoscimento alla CSI.

  7. Tutto dipenderà da come verrà utilizzata.

    Se ben implementata potrebbe essere un ottimo aiuto a combattere il degrado di tutte le città italiane (scritte sui muri a Milano, per dire?) ma i potenziali rischi e sospetti per le violazioni di privacy ovviamente restano. Le AI sanno riconoscere le persone anche dalla camminata, quindi – se accettiamo una sorveglianza di questo tipo- qualsiasi camuffamento in futuro potrebbe essere inutile.

    Una buona via di mezzo potrebbe essere l’accesso a questi dati solo dietro precisi ordini della magistratura e su esposto dei comuni. Se ad esempio è accaduta una rissa in centro e parte un’indagine, solo e soltanto in quel caso, si sbloccano i dati di chi era presente. Imho è solo la fase successiva e più avanzata di quanto fanno i velox/tutor per le infrazioni stradali, le telecamere delle varie autostrade e strade o le telecamere intelligenti che rilevano le auto senza bollo o assicurazione in ingresso nei comuni.

    Tutto questo per dire che siamo già sorvegliati da telecamere e questi dati sono già oggi accessibili a FdO e magistratura in presenza di reati e già oggi FdO e magistratura possono venire a sapere chi era in un preciso momento in un preciso luogo.

  8. Ma alla fine se uno non ha niente da nascondere, non vedo cosa ci sia da preoccuparsi se un sistema complesso di telecamere collegate in rete gestite da non si sa chi, registra tutti i nostri spostamenti, luoghi in cui entriamo, quando e come, abitudini e spostamenti che violano le nostre abitudini, e cataloga le informazioni in maniera poco chiara, archiviandole secondo pratiche non ben specificate e con standard di sicurezza non esistenti, per magari poter rilevare la mostra posizione corrente in tempo reale e comunicandola ad agenti sconosciuti anche senza motivo.

    A me sembra un compromesso accettabile se serve a beccare lo spaccino alla stazione.

  9. Con tutti i casi di “sistema in tilt per attacco hacker” vogliamo davvero rischiare e aggiungere sistemi così potenti?

    Vogliamo davvero assumerci il rischio di avere il titolone su tutti i giornali “sistema di riconoscimento facciale di sicurezza in mano al gruppo terroristico X”?

  10. Quando vi dicevano che il lockdown, il green pass, la sospensione della democrazia erano solo misure passeggere la colpa è vostra che ci avete creduto mentre c’era un ministro che diceva che la società andava riformata……

  11. Dobbiamo fermarli. Che futuro ignobile ci attende, non rendiamolo una vera e propria distopia, almeno.

  12. Comunque viviamo in una società dove è normale pubblicare online tutto ciò che stai facendo praticamente nonostante spesso non freghi un cazzo a nessuno. Se chi è così “social” si autopriva della privacy, non sarà più di tanto impensirito da questa notizia

  13. >Dall’inizio degli anni Duemila nei comuni italiani sono stati installati migliaia di sistemi di videosorveglianza controllati dalla polizia locale. Dagli schermi, nelle nuove sale operative, si può spesso controllare quasi ogni angolo delle città grazie alle telecamere posizionate sui pali della luce e sulle facciate degli edifici.

    Poi però ti succede qualche caxxo e non sanno mai aiutarti

  14. > Perché dovrei preoccuparmi se una telecamera conosce il mio nome e cognome o se un agente della polizia di stato sa che sono passato a quell’ora e in quella via? Chi viola la legge deve preoccuparsi, gli altri no», dice Ciani al Post.

    Classica risposta quando si parla dell’importanza della privacy…

  15. Hanno bisogno della foto per completare il nostro profilo personale sul database di dati condiviso tra mega-corporazioni.

    Migliaia di dati ed informazioni che quotidianamente, e spontaneamente, immettiamo in questo sistema che vengono tracciati ed indirizzati verso un super-algoritmo che li processa per creare un profilo che poi viene inserito in un mega-database condiviso tra le più grandi corporazioni del mondo.

    Un profilo che racchiude ogni informazione sulla persona: chi è, quali sono le sue idee, le sue convinzioni, i suoi punti deboli…praticamente ogni cosa che c’è da sapere su di essa. Un’identità digitale utilizzata dalle corporazioni per regolare la nuova società che nascerà nell’imminente era dell’ipercapitalismo.

    Ad ogni profilo viene assegnato un punteggio stabilito dai criteri che regolano l’agoritmo. Più alto è il punteggio, maggiori saranno i vantaggi che quella persona potrà ottenere. Al contrario, se il punteggio sarà basso, la persona verrà praticamente esclusa da ogni attività sociale. E questo applicato ad ogni settore della società moderna: lavoro, sanità, didattica etc.

    Vuoi prenotare una visita per curare una grave patologia che ti affligge? Ok, ma i tempi di attesa per farla varieranno in base al punteggio che il tuo profilo ha conseguito. Vuoi candidarti per questo lavoro? Ok ma lo potrai fare solo se il punteggio assegnato al tuo profilo rientrerà nel range di punteggi stabilito per quella mansione. Ovviamente più è alto il prestigio della mansione, maggiore sarà il punteggio richiesto per accedervi.

    Un credito sociale ma stabilito e regolato secondo gli ideali dell’ipercapitalismo, creato appositamente dalle mega-corporazioni per manipolare la popolazione e spingerla ad accettare subconsciamente una condizione di sfruttamento, al punto da renderla “naturale” e dare vita ad un’immutabile e perenne piramide alimentare a cui vertici ristagneranno per sempre gli ideatori di questo progetto. /s

  16. Dopo aver letto l’articolo mi sono ricordato subito di Edward Snowden “Alcuni potrebbero dire, non mi interessa se violano la mia privacy perché io non ho nulla da nascondere.” Occorre fargli capire che stanno fraintendendo il concetto fondamentale dei diritti umani. Non occorre giustificare il motivo per cui si ha “bisogno” di un diritto: il carico della giustificazione ricade su chi cerca di infrangere quel determinato diritto. Ma anche se fosse, non puoi cedere i diritti altrui perché a te non sono utili. Ad esempio, la maggioranza non può votare contro i basilari diritti di una minoranza.Affermare che non si è interessati al diritto alla privacy perché non si ha nulla da nascondere è come dire che non si è interessati alla libertà di parola perché non si ha nulla da dire.”

  17. Il bello è che la Cina fu soggetto di critiche (giustificate) per il grosso network di telecamere col riconoscimento facciale (e per il sistema dei crediti sociali) e ora ti ritrovi paesi che si autoproclamano baluardi della libertà ad implementare le stesse telecamere. Quanti anni ancora prima che verrà introdotto il sistema dei crediti sociali anche qua in occidente?

  18. Confido nei no-5G, così come hanno buttato giù antenne, magari adesso faranno qualcosa di veramente utile

  19. Sono d’accordo che se uno non ha niente da nascondere può farsi tranquillamente riprendere, per questo comincerei a installare le telecamere nell’ufficio dell’assessore, negli uffici della PA e nelle caserme, rendendo i feed pubblici.

    Assurdo come questa narrativa venga sempre usata dalle persone (politici, forze dell’ordine, addetti alla sicurezza) che hanno nella riservatezza la ragione stessa del loro mestiere.

  20. Con tutto lo schifo che c’è a Como, sti ritardati pensano a ste cose? Sistemassero prima la città intera che è una roba orripilante.

  21. Fontanini brutto idiota che non è altro, ha preso una città tranquilla come Udine e la sta distruggendo a forza di idee idiote. Spende e spande i soldi a cazzo di cane, mi vien da piangere. Spero sia mafioso, sarebbe l’unico motivo decente che giustifichi le sue azioni

  22. Il punto non è tanto la sorveglianza in sè. Il punto è capire chi gestirà questi dati e in quale modalità.
    Io in passato ho avuto una brutta esperienza in questo campo: mi vedevo con una tizia e dopo un po’ lei è venuta a sapere che il suo ex (carabiniere) ci aveva visti insieme e aveva raccolto un sacco di informazioni su di me (dove vivevo, dove lavoravo, che auto avevo, etc.) e un paio di volte ci ha anche pedinato mentre eravamo insieme. In quel periodo venivo fermato frequentemente (diciamo 2/3 volte al mese) alla stazione per controllo documenti e con l’auto. Quando ho smesso di vedermi con quella tizia, magicamente non mi hanno mai più fermato.

    Finchè le telecamere sono usate per investigazione in caso di reati possono essere accettabili (con molte, molte riserve), ma chi tutela un cittadino da un abuso da parte delle forze dell’ordine.

  23. A parte l’essere legale o meno, quanto etico sarebbe, quanti rischi correrebbero i cittadini (soprattutto i minori) anche “a loro insaputa”. Sappiamo già di orribili azioni di “compravendita” di dati personali da parte di colossi del marketing e piattaforme non proprio trasparenti nel loro operato.

    A cosa porterà tutto questo (e.g. diventeremo come la Cina o gli SU, dove esiste già la registrazione dell’iride)?

  24. Ma prima sistemassero il sistema giudiziario, non servono le telecamere sepoi ci vogliono 3 anni a dare i domiciliari a qualcuno che dovrebbe marcire in galera

  25. A me fa sorridere che qui ci sia tanta gente che non esce di casa senza un telefono in tasca che rileva e lascia sempre un log della posizione e intestatario tramite triangolazione delle celle. Ma soprattutto su cui ha installato vagonate di app gestite da privati variamente schifosi che non solo raccolgono dati suoi e dei suoi conoscenti previa autorizzazione, ma addirittura e’ il grullo che li raccoglie attivamente, li tagga e poi li condivide in rete e con “terze parti”.

    Pero’ e’ impensabile che si possa andare a prendere il filmato di un bacomat o un ristorante per evitare o perseguire crimini (stupri, furti, pizzo, stalking) da parte delle forze dell’ordine con infrastruttura pubblica e sotto la supervisione della magistratura italiana.

  26. Schedati, videosorvegliati e umiliati. Ricordatevi che è molto pericoloso dire “ma tanto io non faccio nulla di male”, perché la privacy non è un diritto riservato esclusivamente ai criminali.

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