Renzi non si ricandida, Azione ci mette il leader, IV i quadri intermedi (Marattin, Bellanova, Scalfarotto, Bonetti) e +Europa un’autorità come la Bonino. L’elettorato è lo stesso si mettessero insieme così almeno con un 8% qualcosa possono contare, si sente la mancanza di un centro liberaldemocratico nello scenario politico italiano
[deleted]
Tldr; siamo fottuti.
Visti i sondaggi, a meno di clamorosi ribaltoni, un giro di sovranisti leghisti e di fratelli d’italia è abbastanza scontato. DOPO si potrà parlare di altro ma finché non verranno messi alla prova dei fatti anche loro occupano uno spazio troppo grande per permettere ad “altro” di affermarsi.
Non leggo spesso giornali e articoli ma questo mi e’ sembrato molto interessante e calzante. Thank you for sharing!
>Sono (siamo) in tanti a pensare che l’avvento del governo Draghi abbia anche la funzione di scomporre e ricomporre, dandogli finalmente stabilità, il quadro dell’offerta politica italiana.
“Siamo in tanti a pensare che Draghi è l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo, il principio e la fine. Beati coloro che votano Calenda: avranno parte all’albero della vita e potranno entrare per le porte nella città. Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna!”
Sempre normali questi articoli.
>Questo film, con differenti intensità dovute perlopiù alle diverse contingenze politiche, è andato in onda dopo l’elezione di ciascuno dei segretari del Pd. Con particolare veemenza quando a prevalere alle primarie era stata la linea “liberal-democratica” (Veltroni 2007, Renzi 2013 e Renzi 2017) ma evidentemente ben presente anche durante la segreteria Zingaretti (2019-2021), visto che egli ha preferito dimettersi anzitempo lanciando al contempo dure accuse alle minoranze interne e alla modalità di funzionamento del partito. Con Bersani (2012) fu una storia a sé, visto che la clamorosa non-vittoria alle politiche del 2013 e il forte mutamento del quadro politico nazionale provocarono a gran voce un nuovo momento di contendibilità del partito, vinto poi a mani basse da Matteo Renzi.
Quando vince il mio padrone bene. Poi se sputtana il consenso con una riforma costituzionale penosa è colpa delle altre correnti. Fondamentalmente come ragionano i ragazzini delle medie.
>I primi pongono l’accento sul ruolo della tassazione patrimoniale e sulla necessità di rendere ancor più progressiva l’imposta sul reddito. I secondi pensano che vada efficientata la spesa pubblica (che i primi non sono disposti a toccare in nessun modo) per finanziare una massiccia riduzione del carico fiscale sui fattori produttivi.
Come a dire, noi siamo bravi, gli altri stupidi. Disuguaglianza in crescita, la classe media scompare, povertà diffusa. Che importa, la soluzione è abbassare i salari per competere con l’est Europa. Di problemi strutturali sia mai che si pesta i piedi a chi tiene il guinzaglio di questi servi. “Gli ingegneri più economici di Europa”. La famosa spending review di cottarelli Che non ha cavato un ragno dal buco? Cifre ridicole, a un certo punto dovettero anche spiegargli che non puoi tagliare i fondi alla crusca e simili organizzazioni per risparmiare spiccioli.
>I primi vogliono evitare licenziamenti e delocalizzazioni vietandoli per legge. I secondi, considerando controproducente questa mossa, mirano piuttosto a migliorare le condizioni di competitività e attrattività dei nostri sistemi territoriali. Per incentivare a assumere e investire, piuttosto che illudersi di poter vietare di licenziare o delocalizzare.
===> abbassare i salari. O avete mai visto incentivare piani industriali di crescita che non fossero fondi regalati a aziende che non innoverebbero a loro spese manco sotto tortura?
>I primi considerano l’incremento di risorse pubbliche come la condizione necessaria e sufficiente per il miglioramento dei servizi pubblici. I secondi la considerano solo necessaria: servono anche cambiamenti strutturali (ad esempio nella scuola: differenziazione carriere docenti, valutazione meritocratica, ecc).
Meritocrazia ai quello che ha come padrone quello del giglio magico, con lotti, boschi e madia. E marattin compreso, intendiamoci. Che ha dimostrato questa gente se non di avere le giuste conoscenze?
>Coloro ai quali è stato rivolto questo ragionamento, perlomeno nella mia esperienza, non lo hanno mai contestato nelle sue premesse o nel suo svolgimento logico.
Immagino con chi ne abbia discusso, sicuramente gente che di logica se ne intende. Metà delle posizioni sono: noi bene, gli altri cacca. Quali vette del pensiero. E ricordate le loro non sono posizioni ideologiche perché…già, perché? Logica inattaccabile. Imbarazzante.
>Ma è il secondo fraintendimento ad essere più rilevante. Una frase di quel genere (“mica puoi andare con la destra!”) assume il bipolarismo come dato di fatto, esogenamente determinato. Il classico “o di qua o di là” in cui tanti abbiamo creduto per decenni ma che – per le ragioni che ho provato finora a spiegare – credo non rappresenti più la realtà politica di questo paese, e non solo di questo paese.
Che significa che se l’opportunità si presenta e se ne trae vantaggio diamo spazio e legittimità politica a fascisti e mafiosi, perché il punto, da sempre è il raggiungimento del potere. Il resto sono gloriose fregnacce.
Al livello di Berlusconi che prometteva i posti di lavoro. Questi sono per la prosperità. Di chi? Come? Non sono questioni che si ha diritto a conoscere a quanto pare.
Logica inattaccabile, posizioni politiche economiche prese per corrette come se parlasse delle leggi della termodinamica, questo sarebbe un adulto?
Mario, ti prego, candidati per il secondo giro che siamo messi malissimo.
Solo a me pare un lungo rant* contro la parte di PD avversa a Renzi travestita (male) da articolo di previsione sui futuri equilibri interni ai partiti?
Da una parte la sinistra populista, ideologica, impregnata di marxismo e statalismo, rimasta agli anni ’70; dall’altra la destra ancora più populista, con vene di xenofobia e nostalgia del fascismo, liberale a parole ma statalista nei fatti. Nel mezzo un centro liberaldemocratico fatto da partitini litigiosi (E+) e personalismi (Renzi, Calenda).
A questo punto tanto vale che vinca la Meloni, spread a 500 per 6 mesi e si smonta anche lei
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Renzi non si ricandida, Azione ci mette il leader, IV i quadri intermedi (Marattin, Bellanova, Scalfarotto, Bonetti) e +Europa un’autorità come la Bonino. L’elettorato è lo stesso si mettessero insieme così almeno con un 8% qualcosa possono contare, si sente la mancanza di un centro liberaldemocratico nello scenario politico italiano
[deleted]
Tldr; siamo fottuti.
Visti i sondaggi, a meno di clamorosi ribaltoni, un giro di sovranisti leghisti e di fratelli d’italia è abbastanza scontato. DOPO si potrà parlare di altro ma finché non verranno messi alla prova dei fatti anche loro occupano uno spazio troppo grande per permettere ad “altro” di affermarsi.
Non leggo spesso giornali e articoli ma questo mi e’ sembrato molto interessante e calzante. Thank you for sharing!
>Sono (siamo) in tanti a pensare che l’avvento del governo Draghi abbia anche la funzione di scomporre e ricomporre, dandogli finalmente stabilità, il quadro dell’offerta politica italiana.
“Siamo in tanti a pensare che Draghi è l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo, il principio e la fine. Beati coloro che votano Calenda: avranno parte all’albero della vita e potranno entrare per le porte nella città. Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna!”
Sempre normali questi articoli.
>Questo film, con differenti intensità dovute perlopiù alle diverse contingenze politiche, è andato in onda dopo l’elezione di ciascuno dei segretari del Pd. Con particolare veemenza quando a prevalere alle primarie era stata la linea “liberal-democratica” (Veltroni 2007, Renzi 2013 e Renzi 2017) ma evidentemente ben presente anche durante la segreteria Zingaretti (2019-2021), visto che egli ha preferito dimettersi anzitempo lanciando al contempo dure accuse alle minoranze interne e alla modalità di funzionamento del partito. Con Bersani (2012) fu una storia a sé, visto che la clamorosa non-vittoria alle politiche del 2013 e il forte mutamento del quadro politico nazionale provocarono a gran voce un nuovo momento di contendibilità del partito, vinto poi a mani basse da Matteo Renzi.
Quando vince il mio padrone bene. Poi se sputtana il consenso con una riforma costituzionale penosa è colpa delle altre correnti. Fondamentalmente come ragionano i ragazzini delle medie.
>I primi pongono l’accento sul ruolo della tassazione patrimoniale e sulla necessità di rendere ancor più progressiva l’imposta sul reddito. I secondi pensano che vada efficientata la spesa pubblica (che i primi non sono disposti a toccare in nessun modo) per finanziare una massiccia riduzione del carico fiscale sui fattori produttivi.
Come a dire, noi siamo bravi, gli altri stupidi. Disuguaglianza in crescita, la classe media scompare, povertà diffusa. Che importa, la soluzione è abbassare i salari per competere con l’est Europa. Di problemi strutturali sia mai che si pesta i piedi a chi tiene il guinzaglio di questi servi. “Gli ingegneri più economici di Europa”. La famosa spending review di cottarelli Che non ha cavato un ragno dal buco? Cifre ridicole, a un certo punto dovettero anche spiegargli che non puoi tagliare i fondi alla crusca e simili organizzazioni per risparmiare spiccioli.
>I primi vogliono evitare licenziamenti e delocalizzazioni vietandoli per legge. I secondi, considerando controproducente questa mossa, mirano piuttosto a migliorare le condizioni di competitività e attrattività dei nostri sistemi territoriali. Per incentivare a assumere e investire, piuttosto che illudersi di poter vietare di licenziare o delocalizzare.
===> abbassare i salari. O avete mai visto incentivare piani industriali di crescita che non fossero fondi regalati a aziende che non innoverebbero a loro spese manco sotto tortura?
>I primi considerano l’incremento di risorse pubbliche come la condizione necessaria e sufficiente per il miglioramento dei servizi pubblici. I secondi la considerano solo necessaria: servono anche cambiamenti strutturali (ad esempio nella scuola: differenziazione carriere docenti, valutazione meritocratica, ecc).
Meritocrazia ai quello che ha come padrone quello del giglio magico, con lotti, boschi e madia. E marattin compreso, intendiamoci. Che ha dimostrato questa gente se non di avere le giuste conoscenze?
>Coloro ai quali è stato rivolto questo ragionamento, perlomeno nella mia esperienza, non lo hanno mai contestato nelle sue premesse o nel suo svolgimento logico.
Immagino con chi ne abbia discusso, sicuramente gente che di logica se ne intende. Metà delle posizioni sono: noi bene, gli altri cacca. Quali vette del pensiero. E ricordate le loro non sono posizioni ideologiche perché…già, perché? Logica inattaccabile. Imbarazzante.
>Ma è il secondo fraintendimento ad essere più rilevante. Una frase di quel genere (“mica puoi andare con la destra!”) assume il bipolarismo come dato di fatto, esogenamente determinato. Il classico “o di qua o di là” in cui tanti abbiamo creduto per decenni ma che – per le ragioni che ho provato finora a spiegare – credo non rappresenti più la realtà politica di questo paese, e non solo di questo paese.
Che significa che se l’opportunità si presenta e se ne trae vantaggio diamo spazio e legittimità politica a fascisti e mafiosi, perché il punto, da sempre è il raggiungimento del potere. Il resto sono gloriose fregnacce.
Al livello di Berlusconi che prometteva i posti di lavoro. Questi sono per la prosperità. Di chi? Come? Non sono questioni che si ha diritto a conoscere a quanto pare.
Logica inattaccabile, posizioni politiche economiche prese per corrette come se parlasse delle leggi della termodinamica, questo sarebbe un adulto?
Mario, ti prego, candidati per il secondo giro che siamo messi malissimo.
Solo a me pare un lungo rant* contro la parte di PD avversa a Renzi travestita (male) da articolo di previsione sui futuri equilibri interni ai partiti?
Da una parte la sinistra populista, ideologica, impregnata di marxismo e statalismo, rimasta agli anni ’70; dall’altra la destra ancora più populista, con vene di xenofobia e nostalgia del fascismo, liberale a parole ma statalista nei fatti. Nel mezzo un centro liberaldemocratico fatto da partitini litigiosi (E+) e personalismi (Renzi, Calenda).
A questo punto tanto vale che vinca la Meloni, spread a 500 per 6 mesi e si smonta anche lei