Allarme degli apicoltori per la crisi della produzione del miele: in alcune regioni fino a -95%, la produzione messa in ginocchio dai cambiamenti climatici e anche l’import è fermo

13 comments
  1. Giovani, rallegriamoci, si aprono nuove opportunità di lavoro come “addetto sostituto insetto impollinatore”.

  2. Già vero, mio fratello è un apicoltore e quest’anno di miele di acacia, che è la fonte principale del guadagno degli apicoltori nella nostra zona, ne hanno prodotti 0 (zero) barattoli.

    La produzione di quel miele si è resa molto più instabile perché a maggio, quando ci sono le acacie fiorite, negli ultimi anni si sono verificati forti temporali anomali che hanno distrutto i fiori.

    Vari apicoltori locali stanno cominciando a pensare di abbandonare la produzione di miele di acacia in favore del millefiori, che è meno pregiato ma la cui produzione è molto più sicura.

  3. Magari è la volta buona che si sdogana il “miele” industriale (alla fine è zucchero trasformato, non stregoneria), così lasciamo in pace le api mellifere e diamo spazio per il ritorno delle *altre* api, che sono quelle che si stanno estinguendo ([video](https://www.youtube.com/watch?v=nk5muURIUAE) al riguardo).

  4. Cambiamenti climatici? Manca solo che dicano che hanno influenzato anche le estrazioni del lotto.

    Pesticidi e inquinamento, quelli sì che rovinano gli alveari.

  5. Ma se il miele cinese, per il consumatore medio, non ha differenze con quello italiano, non fa male e costa molto meno….perché non produrlo anche noi così?

  6. Tempesta perfetta, per chi se lo fosse perso, si sta diffondendo anche in Italia la vespa velutina:

    i calabroni asiatici si appostano davanti all’entrata degli alveari, dove attendono il ritorno delle api bottinatrici. Le api, infatti, rappresentano quasi i 2/3 della dieta di questi calabroni, essendo i loro muscoli molto ricchi di proteine. Nelle zone particolarmente infestate, si possono anche vedere una decina di questi calabroni aggirarsi davanti all’entrata di un singolo alveare.

    Il problema, però, non è legato solo all’uccisione delle api. L’alveare viene letteralmente preso d’assedio e le api si rifugiano nell’alveare, smettendo di procacciare il cibo necessario per la sopravvivenza della famiglia. Questa situazione può portare al collasso dell’alveare stesso. È stato stimato che questi calabroni possono portare alla perdita anche del 50% delle colonie. In Liguria, hanno osservato che 3-5 api velutine possono arrivare a catturare un’ape ogni 10 secondi, per un totale di 6 api al minuto.

    https://www.3bee.it/vespa-velutina/

  7. “Hey, i’m one of them!”

    Apicoltore semi-professionista here, tutto vero purtroppo. Da quando ho iniziato (6 anni fa) c’è stata una sola stagione decente per quello che riguarda il miele d’acacia. Purtroppo è un’insieme di fattori, i principali sono il clima e la debolezza degli alveari. Se avete domande in merito, sono felice di rispondere

  8. Ho sempre pensato come piano C di ritirarmi dalla città e andare a vivere in campagna e fare l’apicoltore. Invece niente. E vabbè.

  9. Come ex-apicoltore (per hobby) è una notizia veramente deprimente, pensando anche che le api sono insetti così affascinanti (e cinicamente parlando il miele è buono).

    Finiremo come in Cina ad impollinare manualmente?

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