È un articolo di un paio di settimane fa, ma si parla del referendum sull’eutanasia per il quale ancora la raccolta firme non si è nemmeno chiusa, quindi è più attuale che mai. L’intervista è al [professor Flick](https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Maria_Flick), presidente emerito della Corte costituzionale.
In particolare Flick critica la portata abbastanza ambigua del referendum, che depenalizza *in toto* il reato di omicidio del consenziente: e quindi non solo relativamente all’ambito medico, ma anche in qualsiasi altra situazione in cui un adulto consenziente possa chiedere a un altro di far cessare la sua vita. Flick sottolinea l’assurdità del mantenere inalterato il reato di aiuto al suicidio (che la Corte costituzionale ha annullato solo in parte, ristrettamente ai malati affetti da sofferenze inimmaginabili), mentre al contempo il reato di omicidio del consenziente, che lui puntualizza essere in un certo qual senso *‘più grave’* del semplice aiuto al suicidio, diverrebbe legale.
Flick non fa previsioni, ma al contempo non nega l’ipotesi che, per via di queste difficoltà, la Corte costituzionale potrebbe non autorizzare il referendum nonostante il traguardo delle cinquecentomila firme sia stato già ampiamente superato.
Si ma non ci si può informare su “Avvenire” dai.. è la fonte meno oggettiva che ci sia, soprattutto in questo ambito
Flick? Ha mica un fratello che si chiama Flack?
[deleted]
Il referendum potrebbe anche creare confusione, ma è un mezzo per arrivare ad un fine, che è quello della regolamentazione del fine vita, tema che il parlamento ha evitato di affrontare perchè i parlamentari sono troppo pavidi e asserviti alla chiesa e al suo bacino elettorale.
Abolire la norma oggetto del referendum è solamente il grimaldello per forzare finalmente il parlamento a fare quello che dovrebbe fare: prendere atto dell’evoluzione della società e della scienza su questo punto.
Ma se uno ti chiede di poter fine alla sua vita, ci sono due possibilità:
– 1) o è impossibilitato a suicidarsi (e in genere una persona che fisicamente non può togliersi la vita da sola, può avere delle motivazioni ragionevoli per desiderare la morte: per intenderci quelle della sentenza Cappato)
– 2) o ha bisogno di una perizia psichiatrica e quindi rientra nel divieto già contenuto nella articolo 579
Se uno vuole lucidamente la morte (stile Amleto, per capirci) ed è in grado di darsela, non ha certo bisogno di passare per l’omicidio del consenziente.
Se vuole la morte indolore può fare richiesta all’ASL che naturalmente gliela negherà, perché non sussiste nessuna ragione per assecondare la sua richiesta.
Qua secondo me si sta cercando il pelo nell’uovo. La volontà di uccidere sé stessi o deriva da una grande e motivata sofferenza psicofisica, o da dei disturbi psichici trattabili con psicoterapia.
Non è che, con buona pace di Avvenire e amici, se passa il referendum aprono le cabine del suicidio tipo Futurama.
EDIT: Mi è venuta in mente un ulteriore fattispecie + corretto due inesattezze
Una persona potrebbe chiedere al suo amico di ucciderlo in casa e quindi di provocargli sostanzialmente una morte dolorosa, perché difficilmente potrebbe dargli una morte pacifica (a meno che non sia un anestesista/medico,etc.)
Dolore per dolore, l’aspirante defunto farebbe prima a fare le cose da solo e suicidarsi.
Se non può suicidarsi ritorniamo alla fattispecie 1.
Se vuole evitare il dolore dovrebbe chiedere all’ASL, che in assenza di ragionevoli motivi di cui al punto 1, gli negherebbe la richiesta.
Gira e rigira si torna sempre al fatto che la colpa è del parlamento che non legifera
[removed]
Questo articolo di Avvenire mi conferma ciò che sospettavo
Vedendo la partita persa sul contenuto, si fa campagna elettorale facendo disinformazione sul funzionamento stesso dei referendum
Partiamo da alcune considerazioni. Flick non è esattamente super partes, è profondamente cattolico e ha in passato fatto scelte piuttosto discutibili (basta leggere la pagina Wikipedia per capire che tipo è).
La notizia è di avvenire che è leggermente di parte.
Terzo non vedo il problema di depenalizzare in toto chi aiuta una persona a morire quando c’è la sua volontà di morire.
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È un articolo di un paio di settimane fa, ma si parla del referendum sull’eutanasia per il quale ancora la raccolta firme non si è nemmeno chiusa, quindi è più attuale che mai. L’intervista è al [professor Flick](https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Maria_Flick), presidente emerito della Corte costituzionale.
In particolare Flick critica la portata abbastanza ambigua del referendum, che depenalizza *in toto* il reato di omicidio del consenziente: e quindi non solo relativamente all’ambito medico, ma anche in qualsiasi altra situazione in cui un adulto consenziente possa chiedere a un altro di far cessare la sua vita. Flick sottolinea l’assurdità del mantenere inalterato il reato di aiuto al suicidio (che la Corte costituzionale ha annullato solo in parte, ristrettamente ai malati affetti da sofferenze inimmaginabili), mentre al contempo il reato di omicidio del consenziente, che lui puntualizza essere in un certo qual senso *‘più grave’* del semplice aiuto al suicidio, diverrebbe legale.
Flick non fa previsioni, ma al contempo non nega l’ipotesi che, per via di queste difficoltà, la Corte costituzionale potrebbe non autorizzare il referendum nonostante il traguardo delle cinquecentomila firme sia stato già ampiamente superato.
Si ma non ci si può informare su “Avvenire” dai.. è la fonte meno oggettiva che ci sia, soprattutto in questo ambito
Flick? Ha mica un fratello che si chiama Flack?
[deleted]
Il referendum potrebbe anche creare confusione, ma è un mezzo per arrivare ad un fine, che è quello della regolamentazione del fine vita, tema che il parlamento ha evitato di affrontare perchè i parlamentari sono troppo pavidi e asserviti alla chiesa e al suo bacino elettorale.
Abolire la norma oggetto del referendum è solamente il grimaldello per forzare finalmente il parlamento a fare quello che dovrebbe fare: prendere atto dell’evoluzione della società e della scienza su questo punto.
Ma se uno ti chiede di poter fine alla sua vita, ci sono due possibilità:
– 1) o è impossibilitato a suicidarsi (e in genere una persona che fisicamente non può togliersi la vita da sola, può avere delle motivazioni ragionevoli per desiderare la morte: per intenderci quelle della sentenza Cappato)
– 2) o ha bisogno di una perizia psichiatrica e quindi rientra nel divieto già contenuto nella articolo 579
Se uno vuole lucidamente la morte (stile Amleto, per capirci) ed è in grado di darsela, non ha certo bisogno di passare per l’omicidio del consenziente.
Se vuole la morte indolore può fare richiesta all’ASL che naturalmente gliela negherà, perché non sussiste nessuna ragione per assecondare la sua richiesta.
Qua secondo me si sta cercando il pelo nell’uovo. La volontà di uccidere sé stessi o deriva da una grande e motivata sofferenza psicofisica, o da dei disturbi psichici trattabili con psicoterapia.
Non è che, con buona pace di Avvenire e amici, se passa il referendum aprono le cabine del suicidio tipo Futurama.
EDIT: Mi è venuta in mente un ulteriore fattispecie + corretto due inesattezze
Una persona potrebbe chiedere al suo amico di ucciderlo in casa e quindi di provocargli sostanzialmente una morte dolorosa, perché difficilmente potrebbe dargli una morte pacifica (a meno che non sia un anestesista/medico,etc.)
Dolore per dolore, l’aspirante defunto farebbe prima a fare le cose da solo e suicidarsi.
Se non può suicidarsi ritorniamo alla fattispecie 1.
Se vuole evitare il dolore dovrebbe chiedere all’ASL, che in assenza di ragionevoli motivi di cui al punto 1, gli negherebbe la richiesta.
Gira e rigira si torna sempre al fatto che la colpa è del parlamento che non legifera
[removed]
Questo articolo di Avvenire mi conferma ciò che sospettavo
Vedendo la partita persa sul contenuto, si fa campagna elettorale facendo disinformazione sul funzionamento stesso dei referendum
Partiamo da alcune considerazioni. Flick non è esattamente super partes, è profondamente cattolico e ha in passato fatto scelte piuttosto discutibili (basta leggere la pagina Wikipedia per capire che tipo è).
La notizia è di avvenire che è leggermente di parte.
Terzo non vedo il problema di depenalizzare in toto chi aiuta una persona a morire quando c’è la sua volontà di morire.