>**Il primo è che la tassa si applica solo alle banche italiane**, creando un chiaro svantaggio competitivo rispetto alle aziende di credito straniere, che già presentavano valutazioni borsistiche e multipli ben superiori. L’imposta crea, infatti, un rischio regolamentare che certo non favorisce il sistema finanziario italiano (oltre a creare in generale un pericoloso precedente). In altri termini questo provvedimento, come paventato dalla stampa estera, può accrescere il cosiddetto “rischio Italia”. Non un bel risultato per un governo che ha fatto molti sforzi (e conseguito qualche successo) per rendersi credibile agli investitori internazionali.
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>**Il secondo dettaglio da tenere presente è che la tassa non colpisce direttamente solo le banche ma indirettamente anche i loro azionisti**, che hanno già subito una perdita sul valore del loro investimento e che subiranno in prospettiva una riduzione sui dividendi attesi. Altrettanto esposti sono i depositanti, che potrebbero vedere aumentare le commissioni pagate, e le imprese, che rischiano un aumento del costo del credito e una contrazione della sua disponibilità.
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>**La terza questione da ricordare è che la tassa sul margine d’interesse colpisce anche le cedole di tutte le obbligazioni detenute nei portafogli delle banche, incluse le obbligazioni pubbliche**. In questo caso i titoli di stato di nuova emissione, che pagano interesse più alti, sarebbero particolarmente penalizzati con potenziali ripercussioni sul collocamento dei titoli pubblici e impropri arbitraggi fiscali.
>
>Infine, come **quarto punto, non è ancora chiaro chi saranno i beneficiari delle misure finanziate col gettito** della tassa sugli extraprofitti. Così come non è chiaro che saranno gli stessi che hanno subito gli effetti negativi del *deposit franchise*
​
Devo dire che sono tutti punti interessanti e con cui mi trovo d’accordo, però sono d’accordo nel reperire fondi anche dalle banche ma in altro modo, questo:
>Inoltre, andrebbe **facilitata la portabilità dei conti**, come è stato fatto con i mutui attraverso la legge Bersani. Dovrebbe essere incentivata la crescita delle *fintech*che già oggi offrono depositi ben più remunerativi delle banche. Infine, è molto importante che **le banche che hanno una piattaforma on line offrano servizi di intermediazione con prodotti alternativi facili da acquistare e convenienti.** Negli USA ci sono i Money Market Mutual Fund, in Italia forse i vecchi Bot.
Il problema è che a questi due punti le banche si oppongono più della tassazione sugli “extra-profitti”. Inoltre con le piattaforme online e portabilità dei conti ci sarebbero molti esuberi negli impiegati, però penso che ne guadgneremo tutti.
Bocconiano che lavora alla Cattolica ☕
È chiarissimo chi saranno i beneficiari delle misure finanziate col gettito, lo aveva detto Salvini, ci sarà una ridistribuzione della ricchezza (verso i loro amici)
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>**Il primo è che la tassa si applica solo alle banche italiane**, creando un chiaro svantaggio competitivo rispetto alle aziende di credito straniere, che già presentavano valutazioni borsistiche e multipli ben superiori. L’imposta crea, infatti, un rischio regolamentare che certo non favorisce il sistema finanziario italiano (oltre a creare in generale un pericoloso precedente). In altri termini questo provvedimento, come paventato dalla stampa estera, può accrescere il cosiddetto “rischio Italia”. Non un bel risultato per un governo che ha fatto molti sforzi (e conseguito qualche successo) per rendersi credibile agli investitori internazionali.
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>**Il secondo dettaglio da tenere presente è che la tassa non colpisce direttamente solo le banche ma indirettamente anche i loro azionisti**, che hanno già subito una perdita sul valore del loro investimento e che subiranno in prospettiva una riduzione sui dividendi attesi. Altrettanto esposti sono i depositanti, che potrebbero vedere aumentare le commissioni pagate, e le imprese, che rischiano un aumento del costo del credito e una contrazione della sua disponibilità.
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>**La terza questione da ricordare è che la tassa sul margine d’interesse colpisce anche le cedole di tutte le obbligazioni detenute nei portafogli delle banche, incluse le obbligazioni pubbliche**. In questo caso i titoli di stato di nuova emissione, che pagano interesse più alti, sarebbero particolarmente penalizzati con potenziali ripercussioni sul collocamento dei titoli pubblici e impropri arbitraggi fiscali.
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>Infine, come **quarto punto, non è ancora chiaro chi saranno i beneficiari delle misure finanziate col gettito** della tassa sugli extraprofitti. Così come non è chiaro che saranno gli stessi che hanno subito gli effetti negativi del *deposit franchise*
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Devo dire che sono tutti punti interessanti e con cui mi trovo d’accordo, però sono d’accordo nel reperire fondi anche dalle banche ma in altro modo, questo:
>Inoltre, andrebbe **facilitata la portabilità dei conti**, come è stato fatto con i mutui attraverso la legge Bersani. Dovrebbe essere incentivata la crescita delle *fintech*che già oggi offrono depositi ben più remunerativi delle banche. Infine, è molto importante che **le banche che hanno una piattaforma on line offrano servizi di intermediazione con prodotti alternativi facili da acquistare e convenienti.** Negli USA ci sono i Money Market Mutual Fund, in Italia forse i vecchi Bot.
Il problema è che a questi due punti le banche si oppongono più della tassazione sugli “extra-profitti”. Inoltre con le piattaforme online e portabilità dei conti ci sarebbero molti esuberi negli impiegati, però penso che ne guadgneremo tutti.
Bocconiano che lavora alla Cattolica ☕
È chiarissimo chi saranno i beneficiari delle misure finanziate col gettito, lo aveva detto Salvini, ci sarà una ridistribuzione della ricchezza (verso i loro amici)