Ponte Morandi, Procuratore Capo di Genova, Nicola Piacente, anticipa la resa: scatterà prescrizione, alcuni reati estinti, ma resterà il giudizio della Storia. È abbastanza, no?

by DashieTheReal

1 comment
  1. Cito testualmente quanto affermato dal Procuratore Capo di Genova, Nicola Piacente, nella ricorrenza dei 5 anni del crollo del ponte:

    > “bisogna contemperare i diversi principi di carattere costituzionale: obbligatorietà dell’azione penale, presunzione della non colpevolezza e la decorrenza della prescrizione, con diritto del giusto per tutte le parti coinvolte.

    > Il monito di Mattarella è da prendere in serissima considerazione nell’ambito di questa cornice costituzionale che inevitabilmente comporterà dei tempi che ritengo possano estendersi ragionevolmente entro la fine del 2024, per avere la sentenza o quantomeno la requisitoria del pm.

    > Bisogna essere chiari e leali, ci sono le ipotesi più datate di omissione di atti d’ufficio e dei falsi che **sicuramente andranno in prescrizione da ottobre 2023**. Gli imputati possono anche rinunciare alla prescrizione e optare per un accertamento giudiziario”.

    Per concludere con un laconico:

    > “Talvolta le indagini di carattere procedurale possono portare all’estinzione dei reati per prescrizione. Ci sono però vicende che nella memoria rimarranno. **Il giudizio della storia è inevitabile, a quello non ci si può sottrarre**”.

    Si parla spesso di fiducia nel sistema giudiziario. Si può permettere questo, anche di fronte una strage le cui responsabilità sono chiare ed evidenti? A me del *giudizio della Storia* sinceramente frega meno di zero, vorrei una sentenza oggi.

    Le parole rassegnate e la resa del Procuratore Capo, di fatto una dichiarazione di resa, non sono la dimostrazione della sua incapacità, e non dovrebbero portarlo alle dimissioni?

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