
L’uroboro, il cane che si morde la coda, l’eterno ritorno, il “circolo vizioso”, oggi parliamo di feedback loops. Cosa sono? Beh più o meno lo sappiamo tutti e tutte, diciamo che un feedback loop è un una serie di eventi circolare, ovvero che si ripete, che può anche aumentare o diminuire di “intensità” (spiralizzare). Li incontriamo ogni giorno anche nella vita personale:
1. due persone A e B si vogliono bene
2. c’è un’incomprensione, A ferisce leggermente B
3. B fa uno sgarbo ad A alla prima occasione
4. A risponde a tono, incazzandosi
5. B si inorgoglisce ecc…
(Notiamo come in questo scenario ipotetico semplificato nessuna delle due parti faccia uno sforzo per fermare il loop)
Perché sono importanti? Beh sono un meccanismo che rende veramente difficile contrastare la crisi climatica perché quando si innescano si autoalimentano. In teoria potrebbero autoestinguersi, ma noi parliamo di quelli “positivi”, che appunto incrementano la propria “forza” a ogni giro.
Tocca andare a vederne un po’.
# Scioglimenti
Lo scioglimento dei ghiacciai, così come lo scioglimento del permafrost sono inseriti all’interno di feedback loops positivi.
Indipendentemente da tutte le conseguenze dirette dello scioglimento dei ghiacciai (e in generale riduzione della copertura nevosa) c’è un preciso problema, la diminuzione dell’albedo. L’albedo è la quantità di radiazione, (di luce, di calore se vogliamo per semplificare) che un determinato corpo o materiale riflette. Più è alto più radiazione viene rimandata indietro o respinta. Essenzialmente è il motivo per cui vestirsi di bianco o avere l’auto verniciata di bianco è meglio per stare al fresco.
Ora i ghiacciai, la neve, sono bianchi e questo ci piace, questo respinge una parte della radiazione solare e rallenta il riscaldamento. Ciò detto questo effetto da solo non è sufficiente a contrastare il caldo e a lungo termine si sciolgono.
**digressione sull’effetto serra.**
I gas serra tra l’altro agiscono su un fenomeno molto simile all’albedo, anzi di cui l’albedo fa parte. In generale un corpo, un materiale, può assorbire, trasmettere o lasciare passare e riflettere la radiazione. Ci sono tre coefficienti, quello di assorbimento, quello di trasmissione e quello di riflessione, appunto l’albedo. La somma di sti tre coefficienti fa sempre 1, quindi se togli dall’albedo alzi gli altri due. Tra l’altro quello di trasmissione della terra, per quanto riguarda la radiazione solare è pressoché 0, se la consideriamo superficie opaca, quindi neanche gioco delle 3 carte, ma proprio riflessione scende, assorbimento sale. I gas serra poi modificano i tre coefficienti dell’atmosfera peggiorandone il suo coefficiente di trasmissione nei confronti della radiazione terrestre, quindi il calore della terra non ha “come scappare” durante la notte.
**Fine digressione,** (se vi interessa la vediamo bene nel dettaglio un’altra volta la questione.**)**
Quindi, dicevamo, il ghiacciaio si scioglie, la neve pure, la superficie terrestre perde il suo “candore”, insomma non è più così tanto bianca, ma verde, o marrone o blu nell’oceano e quindi ha un albedo più basso e quindi riflette meno radiazione e quindi si riscalda ancora di più e via dicendo.
Ora se fossimo sotto una temperatura critica, una soglia insomma, ogni anno si avrebbe un netto 0. O se non è ogni anno è ogni lustro o ogni decennio, perché l’inverno sarebbe abbastanza freddo da “recuperare” e l’estate non dovrebbe diventare così calda da far sciogliere tutto troppo, ma siccome siamo sopra quella soglia e continuiamo ad alzarla l’albedo continua a diminuire. [Guardate pure](https://www.youtube.com/shorts/uLKEFU1HLrg) [Oppure qua](https://www.youtube.com/watch?v=6PLBEz7o6wc&embeds_referring_euri=https%3A%2F%2Fclimate.nasa.gov%2F&embeds_referring_origin=https%3A%2F%2Fclimate.nasa.gov&source_ve_path=MjM4NTE&feature=emb_title)
Lo scioglimento del permafrost funziona in maniera molto simile, ma in aggiunta c’è il problema della biomassa imprigionata in esso. Una volta esposta all’aria e a temperature non rigidissime i batteri iniziano a decomporla, liberando gas serra come il metano, che quindi vanno ad alimentare l’effetto serra, accelerando quindi lo scioglimento del permafrost il ché libererà ancora più gas e avete capito come funziona.
Un altro fenomeno è l’aumento dell’umidità dell’aria, con annessi fenomeni intensi ed evaporazione, ma ne ho parlato [l’altra volta](https://www.reddit.com/r/italy/comments/15gboel/contro_la_crisi_climatica_101_acqua_alluvioni_e/), vi invito a darci uno sguardo in caso.
# Di Alberi e Incendi
Parleremo presto di alberi in maniera dettagliata, ma sappiamo bene la loro importanza sia come rinfrescatori (secondo alcuni studi anche 10 gradi), sia come depositi di carbonio (legno).
Ora con l’aumentare della temperatura media gli alberi soffrono di più, si ammalano e muoiono più facilmente ad opera di insetti e parassiti. Inoltre il propagarsi degli incendi (ma non l’innesco che è tipo al 95% sempre doloso) è favorito dalle alte temperature e dalla loro consistenza.
Ora sia che sia perché l’albero muore e quindi secca, sia banalmente per la temperatura più alta gli incendi sono in generale più distruttivi. Ma l’incendio, a parte proprio produrre calore e indebolendo ancora di più i pochi alberi che sopravvivono libera anidride carbonica, appunto un gas serra, il che fa sì che la temperatura media si alzi ancora, il che rende sempre più probabile una distruzione ancora maggiore e incendi più dirompenti. Ecco quindi un altro circolo.
Aggiungo anche la scelleratezza degli incendi causati intenzionalmente per disboscare non a scopo di ricavare legna, ma allo scopo di prendere terra. Di per sé le industrie del legno e della carta non sono terribili, anzi, teoricamente (perché praticamente è un casino) sarebbero addirittura utili al fine dell’accumulo di carbonio a terra, ma vuoi per come vengono condotte (e cosa e dove si disbosca), vuoi per cosa viene prodotto (legna da ardere e pellet da bruciare) ecco un problema l’abbiamo.
Un modo importante per far fronte a questo circolo è sia ridurre gli incentivi a disboscare (e prima o poi parleremo dei motivi legati al consumo di suolo, ma comunque consumare e mangiare meno prodotti ad alto consumo di suolo, che comunque ripeto è un tema abbastanza complesso, e iniziare ad attaccare seriamente l’abusivismo edilizio e alcune industrie), sia procedere alle piantumazioni e compensazioni, nonché alla protezione di svariate aree naturali che devono necessariamente essere portate a riserva, con eventualmente una corretta gestione e un minimo disboscamento per garantire il corretto accumulo di carbonio e non rischiare che la foresta invecchi così tanto da diventare emettitore e non più accumulatore, ma questo è un tema che merita un approfondimento tutto suo.
# Più Energiaaa
Ad oggi produrre energia inquina. Muoversi inquina. Emette gas serra.
Più noi avanziamo tecnologicamente più aumentiamo la nostra richiesta energetica. Aumenta il welfare, il tenore di vita, si alzano le richieste, anche tecnologiche. Se un paese “migliora” aumentano le auto, aumenta il consumo di carne pro capite, aumenta il terreno da utilizzare per magnà (e quindi sottratto alle foreste) e aumenta l’industria. Questo però arricchisce il paese nel complesso. Il che significa che può ampliare questi settori, rafforzando ulteriormente queste situazioni, queste eventualità sopra elencate. Ad ogni giro quindi aumenta la quantità di energia necessaria per far funzionare il paese, aumentano le emissioni delle industrie varie, aumentano le emissioni dei trasporti e diminuisce la terra ricoperta da boschi e foreste. Questo è un altro esempio di feedback loop.
Sia chiaro, è vero che tecnologicamente stiamo diventando sempre più efficienti (a prescindere, per dire, meglio un’auto elettrica rispetto ad una a benza o a gas per quanto riguarda le emissioni gas serra e l’impatto ambientale in generale), però l’aumento di richiesta energetica è comunque reale. Non è necessariamente qualcosa da ostacolare, ma ha implicazioni ambientali da tenere in conto. Possibilmente ridurre i consumi energetici a livello sistemico, oppure accollarsi di alzarli a patto però che l’energia provenga solo da fonti meno emittenti. Andare contro agli sprechi iniziare a capire che ci sono degli eccessi da limare ed arginare. Queste sono possibili azioni valide a vari livelli. Ribadisco, per me personalmente quello che conta davvero sono le grandi cose, ma l’onestà intellettuale mi impone di fare notare che indirizzare il mercato con le masse funziona.
# Problemi di coscienza, problemi di umanità
C’è tutta una serie di feedback loops legati ad una serie di problematiche prettamente umane, esempio:
il tipico ragionamento del: “non cambia niente”. Più persone lo vanno a pensare, meno si può portare cambiamento, meno persone si sforzano di farlo, ma allora ci sono meno probabilità che cambi qualcosa, ma allora si è portati a pensare ancora di più che non si risolva nulla.
Quindi benché nei fatti sia possibile agire su vari livelli, a tutti i livelli direi, è pur vero che le capacità di intervento vengono ridotte da questo tipo di circolo vizioso.
Fortunatamente le persone sensibili o sensibilizzate sul tema cercano di contrastare questo meccanismo, coinvolgendo ed informando, educando e mostrando cosa si possa fare, cosa si debba fare portando a risultati concreti almeno almeno a livello locale. Ma per quelli più grossi qualche piccolo traguardo c’è stato e penso mi auguro riusciremo ad alzare l’asticella un po’, un paio di idee ci sono in merito.
Un meccanismo simile è il circolo dell’ignoranza, della disinformazione, del negazionismo, delle credenze popolari. Questo è un grosso problema perchè tramite la diffusione di notizie false riduce gli sforzi concreti e la capacità di indirizzare le decisioni verso le misure veramente efficaci, oppure comporta perdita di tempo prezioso in dibattiti fondati su premesse errate. Questo è un meccanismo vecchio e semplice, il classico esempio è quello della diceria di dover aspettare 3 ore prima di potersi fare il bagno dopo aver mangiato. Questa informazione veniva trasmessa alla propria discendenza, che poi continuava a trasmetterla a sua volta e si propagava.
Se non altro tra i vari feedback loop è uno dei più semplici da interrompere, basta forzare la mano e informare correttamente, sia a scuola, che tramite persone esperte in eventi, seminari, piazze. Ovviamente non è immediato, ma è ben più fattibile di fermare lo scioglimento dei ghiacciai così, come diciamo da me, tattà.
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Questi erano alcuni dei circoli viziosi legati alla crisi climatica di cui volevo parlarvi. Si potrebbe parlare del fatto che nulla spiralizza all’infinito e ci sarà sempre un “nuovo equilibrio”, che però non sempre è accettabile o compatibile con la nostra vita o il nostro welfare o semplicemente con la nostra morale.
Si potrebbe discutere di tanti altri meccanismi legati ai feedback loop, ma penso che in caso nei commenti ci sarà come aggiungere info eventualmente. Sono sicuro esistano altre persone esperte che magari vogliono contribuire.
In ogni caso la prossima volta penso di parlare finalmente di alberi, di piantumazioni ecc… dato che settembre è alle porte ed è il momento migliore per intervenire (più o meno, ma vedremo la prossima volta appunto)
Spero vi sia piaciuto, attendo critiche e commenti, a presto!
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by AkagamiBarto
1 comment
Anche questo tuo post, e la mia risposta, fanno lavorare dei server che si scaldano, consumano energia e contribuiscono al riscaldamento globale. La soluzione è disconnettersi.