Dall’Europa primo sì al Prosek croato. Rivolta dei produttori di Prosecco. Roma promette battaglia: “Attacco al made in Italy, faremo ricorso”

33 comments
  1. Si parla di due categorie di prodotto diverse, la tutela comunque è giusta e dovuta. Speriamo soltanto che non lottino come hanno lottato con il Tocai. Ridicoli.

  2. Dopo il grande “successo” della lotta al parmesan e ad altri “grandi prodotti”, ecco un’altra grande “vittoria” in arrivo.

  3. Io non capisco una cosa e non sto scherzando, davvero non vedo il motivo. Se la Croazia produce un prodotto che si chiama Prosek in cosa il made in italy dovrebbe essere attaccato, mica l’hanno chiamato “Prosecco originale italiano dop”. Allora noi non dovremmo poter produrre il gorgonzola? Sono realmente curioso sul perché non downvotatemi a morte.

  4. Uno deve essere abbastanza ubriaco per confondere Prosek con Prosecco sugli scaffali di un supermercato

    Aldilà del fatto che il target di tale prodotto saranno sicuramente paesi come Slovenia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Croazia, forse Ungheria

  5. tanto ci siamo già fatti fregare il Tocai… in Europa siamo rispettati come quelli che pulivano le sputacchiere nei saloon

  6. Chiedo da ignorante.

    Ora il prosecco è stato spinto nel mercato mondiale da un pò oramai.

    Ha un marchio DOP e altre cose.

    È particolarmente apprezzato all’estero.

    Perché adesso dovrebbero aver paura della concorrenza di paesi che puntano sul prezzo basso e (credo) bassa qualità?

    Se il loro prodotto è migliore si inizi la normale concorrenza tanto cara ai liberisti e che vinca il migliore.

    Edit. Il prodotto è diverso dal prosecco quindi a mio dire ben distinguibile dato che è letteralmente un’altra cosa.

    Edit2. Grammatica

  7. Ma non stiamo parlando del Prosekar vero? è una roba che non c’entra niente con la zona di Prosek/Prosecco giusto?

  8. È divertente vedervi scannare gente che vi cambia il nome dei prodotti poi comprate telefoni cinesi che sono le copie di un telefono americano Coerenza italiana

  9. Tanto anche il prosecco veneto è nato da vitigni trapiantati dalla zona di Prosek/Prosecco (TS) Quindi sul nome c’è poco da discutere. Il Prosecco veneto è protetto in ogni caso, e il Prosek è un prodotto diverso (e a mio parere merdosino) quindi non vedo ste disgrazie.

  10. Oh io comunque ho controllato e sulla gazzetta europea non trovo nulla. Qualcuno ha un link?

    E comunque il prosecco va a ruba perché è la versione povera dello champagne, un vino da dessert creato sicuramente non andrà a intaccare i guadagni

  11. Secondo me non c’è alcun diritto per cui l’Italia, in questo caso, possa agire contro alla decisione europea. Come trovo sbagliato il cambio di nome del Tocai, comunque.

    Però capisco la rivolta dei produttori Veneto/Friulani, nel senso che in un modo o nell’altro ci sarà almeno un consumatore che “si sbaglierà” leggendo la scritta “Prosek”, comprerà quello, non gli piacerà (e spargerà la voce dicendo che il “Prosecco” è una merda) o gli piacerà (e continuerà a comprare quel “Prosek”).

  12. Questa storia mi ricorda molto i problemi che noi Sloveni abbiamo avuto per la protezione del Terrano carsico, prodotto sul carso Triestino e Sloveno. Comunque gli Croati ne sanno una piu del diavolo, e sono riusciti a far proteggere il proprio Terrano (che qui in Istria chiamiamo Refosco) e ad ottenere il diritto per l’uso del nome, anche se la denominazione protetta per questo nome e ristretta solo ai comuni del Carso in Italia e Slovenia.

  13. in parte però è anche colpa dei Veneti che anzichè puntare sulla qualità hanno incrementato la quantità di coltivazioni di prosecco prima era coltivato solo a conegliano e valdobiadene adesso si lambisce vicenza !

    se evitavi di svalutare il brand era chiara la distinzione tra originale e imitazione , invece , vogliono botte piena e moglie ubriaca e si incavolano quando cara delevingne si compra una cantina o paris hilton pubblicizzava il prosecco in lattina di un magnate russo

    non puoi essere popolare come la coca cola e di qualità come il don perignon. non meravigliarti se la pepsi ti fa le scarpe

  14. Mi sembra che si stiano agitando per nulla, il vino è molto diverso dal prosecco (liquoroso, tanto che si beve anche allungato con l’acqua tipo Ferrarelle locale) e il nome è comunque abbastanza diverso. Ci sta che l’Unione Europea non metta i bastoni tra le ruote ad un membro “giovane” e che ha bisogno di crescere, se ce la prendiamo con un paese come la Croazia per così poco…

  15. Tanto per animare la discussione, consiglio di controllare l’origine del nome prosecco.

    Hint: deriva dalla parola croata Prosek

  16. Aldilà del fatto che il target di tale prodotto saranno sicuramente paesi come Slovenia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Croazia, forse Ungheria

  17. Che buffoni, speriamo che ulteriori colpi come questi ed altri alla lobby del cibo made in Italy possano portare ad un cambio di marcia sul protezionismo e sulle protezioni geografiche. L’arroganza di questi che si permettono di pensare che il loro piscio in bottiglia valga tutto l’inquinamento che usano per portarlo in giro per il mondo e lo sfregio a tutte le altre colture è incommensurabile.

  18. Mi ricordo un professore del MBA che diceva: “Gli imprenditori bravi li riconsci subito. Chiedono di abbassare la pressione fiscale e laborale perche’ sanno che i loro prodotti possono essere competitivi a livello internazionale. Invece i cialtorni chiedono protezionismo, perche’ sanno che non hanno nessuna possibilita’ di competere a livello internazionale”.

  19. Il nome del prosecco in origine è slavo. La parola proseguendo vuol dire nient’altro che quello spazio che uno crea nel bosco abbattendo una fila di alberi per creare un lungo corridoio. Quel lungo corridoio è il prosek. Cioè letteralmente “tagliato nel mezzo”. Gli slavi facevano così posto per coltivarci l’uva per il vino. Poi nel tempo e diventato prosecco.
    Detto ciò, effettivamente può indurre in confusione, soprattutto gente/popolazioni che hanno poca dimestichezza coi vini e perciò va vietato come ogni altro marchio

  20. Dai, non potrá essere piú cattivo del DOC che fanno giú per la bassa, almeno loro hanno le colline.

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