Le migliaia di braccianti rumene/bulgare che lavorano nei campi di Italia devono separarsi dai figli per mesi

by Mte90

6 comments
  1. Praticamente l’italia nel settore agricolo tira avanti con lavori stranieri che subiscono il caporalato e vengono pagati poco (non solo gli immigrati ma anche gli extra-eu).

    Oltre al fatto che sono genitori molti di questi e lasciano i figli a zii per mesi, creando anche un problema di portata familiare.

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    *Una ricerca di Save the Children Romania, pubblicata in rumeno all’inizio di maggio di quest’anno, calcola che oltre mezzo milione di minori rumeni (536 mila, per la precisione, circa il 14% del totale), nel 2022, abbiano avuto almeno un genitore all’estero. Delle bambine e dei bambini conteggiati da Save the Children, 184 mila sono rimasti del tutto senza cure parentali dirette. I “senza madre” sono stati 155 mila.*

    *Left behind (abbandonati) è la definizione inglese usata dall’organizzazione internazionale Unicef (l’agenzia delle Nazioni Unite per la tutela dei diritti e delle condizioni di vita dei bambini e delle bambine), per i minori affidati ai nonni o ad altri parenti mentre i genitori espatriano.*

    *Anca Stamin ritiene che l’assenza delle madri sia avvertita più intensamente di quella dei padri perché sulle spalle delle donne c’è il carico tradizionale delle faccende domestiche e della cura dei figli.*

  2. > Secondo il Consiglio per i diritti umani dell’Onu, nel settore agricolo italiano sono occupati tra i 450 mila e i 500 mila migranti; il 40% di loro in modo irregolare.

    Sono stupito che la percentuale sia solo del 40%, forse si riferisce solo a quelli completamente in nero?

  3. Ma quale caporalato qui in Emilia Romagna sono assunti in regolae guadagnano decisamente bene.

    Fanno la stagione dei pomodori e poi fanno la bella vita tornando al loro paese

  4. Credo che la Romania sia l’esempio più eclatante di paese da cui si emigra indipendentemente dal titolo di studio e in massa.

    A fare la manutenzione alla mia caldaia è stato un romeno che era stato il direttore della filiale romena della stessa ditta e aveva deciso di trasferirsi in Italia a fare il manutentore perché prendeva nettamente di più. La ditta per cui lavoravo ( una società dell’ENI) ci ha messo un anno a trovare un tecnico commerciale in Romania perché chi aveva qualcosa da offrire era emigrato ( soprattutto in Italia).

    La Romania ha avuto un momento “positivo” dopo la caduta del muro perché molte aziende hanno delocalizzato li per il basso costo del personale, e poi è arrivata l’Asia e i lavori sono svaniti, il tutto in una decina d’anni. E un paese da cui chi può lavorare va via non ha un gran futuro ( se vi ricorda l’Italia è esattamente quello che ho in mente).

  5. É successo anche da noi nel secolo scorso con i nostri connazionali emigrati.
    Non si tratta solo di braccianti, anche tante badanti straniere sono in maggioranza donne e lasciano i figli a casa per mesi mandando soldi ai parenti che li mantengono.

  6. Pensiero relativamente slegato. Una cosa abbastanza grottesca della nuova rivoluzione delle AI nel mondo del lavoro è che palesemente a esserne colpiti saranno più i lavori di concetto che quelli “veramente duri”

    Questi lavori usuranti e sottopagati continueranno ad esistere. Il robografico è molto più economico di un robobracciante o un roboperaioedile.

    Sta roba di usare le persone come macchine biologiche sopravviverà magari addirittura a lavori come il medico o l’ingegnere

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