
Okay, eccoci ad un episodio di questa rubrica che mi par di capire interessasse a molte persone.
Questa prima parte verterà più sull’aspetto tecnico e politico, mentre andremo nel dettaglio pratico la prossima volta anche se qualche primo seme lo getterei già ora.
Intanto per cominciare, perché le piante (ed in particolare gli alberi) ci aiutano nella lotta contro la crisi climatica?
* Durante la loro crescita fissano il carbonio prelevato dall’aria nel loro legno (e anche nelle foglie). Se il legno non viene digerito o bruciato o reinserito nella catena alimentare in qualche modo questo carbonio è effettivamente sottratto dall’aria, quindi si diminuisce la concentrazione di CO2, andando quindi a causare un contro-effetto serra. Questo è il problema principale della deforestazione (oltre al collasso degli ecosistemi). Deforestando distruggiamo questi serbatoi, questi accumulatori di carbonio. Soprattutto poi se bruciamo. Sia chiaro, esiste anche la remotissima (e contestata/studiata) ipotesi che un albero troppo vecchio emetta più di quanto accumula, ma onestamente alberi così vecchi ne abbiamo veramente pochi, quindi non è cosa di cui curarci ora. E poi stiamo parlando di piantare nuove piante, che quindi su gggiovani e vogliose di svilupparsi.
* In secondo luogo gli alberi producono ossigeno, bello fresco. Ora attenzione che il grosso del lavoro non lo fanno gli alberi a livello mondiale. Roba tipo il 70% della produzione viene dalle alghe del mare. (Motivo per cui la conservazione degli ecosistemi oceanici è fondamentale). Ma comunque le varie piante danno un contributo.
Andiamo a qualcosa di meno conosciuto:
* le piante, ma gli alberi in particolare, hanno un effetto raffrescante notevole. Parliamo di un abbassamento delle temperature [fino a 15 gradi](https://www.mdpi.com/2073-4433/14/5/857). Cioè per capirci parliamo della differenza tra 25 e 40 gradi nei casi più estremi. Questo è dovuto al fatto che fanno ombra, ma anche all'[evapotraspirazione](https://it.wikipedia.org/wiki/Evapotraspirazione), il cui [effetto raffrescante](https://en.wikipedia.org/wiki/Transpirational_cooling_(biological)) è rilevante anche indipendentemente dall’ombra proiettata, anche se, parallelamente all’evaporazione tradizionale, di cui ho parlato in un altro episodio, non può verificarsi se l’aria è già umida. Chiaramente questo fatto è importantissimo per rinfrescare le città al livello del suolo (o comunque fin dove le chiome degli alberi riescono a salire), andando inoltre a gravare meno sulla richiesta energetica per il funzionamento di condizionatori e ventilatori.
(Altri articoli interessanti [https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S2210670723001427#:\~:text=We%20found%20the%20different%20cooling,higher%20cooling%20intensity%20than%20shrubs](https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S2210670723001427#:~:text=We%20found%20the%20different%20cooling,higher%20cooling%20intensity%20than%20shrubs)[.](https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S2210670723001427#:~:text=We%20found%20the%20different%20cooling,higher%20cooling%20intensity%20than%20shrubs)
[https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0360132321005047](https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0360132321005047)
qui in particolare varie specie particolarmente “adatte allo scopo” [https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0924271621001283](https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0924271621001283)
alcuni paper sono paywallati, ma i modi per aggirare il paywall ci sono, se si sa su quale sito andare)
* Molti alberi hanno apparati radicali estesi, lunghi e forti e aiutano a tenerlo insieme, riducendo la sua franabilità. Un albero non fermerà una frana, neanche un bosco, ma potranno contribuire ad evitare che si formi, in particolare aiutando a trattenere i grossi massi, oltre che il terreno. Notiamo che alberi e piante diverse possono avere radici larghe e profonde, strette e profonde, larghe e superficiali o strette e superficiali. Nel caso di alluvioni ed esondazioni, non sono solo le radici a fare la differenza, ma anche fusti e chiome, pure di arbusti. Lungo le anse di un fiume le piante possono “attutire il colpo”, prendendosi loro una parte dell’energia trasportata dalla piena.
* Forniscono cibo (sia all’uomo, che agli animali). Questo è abbastanza ovvio e se i benefici umani sono importanti ed ovvi (cibo gratis dopotutto, se sono luoghi pubblici, sapete che mangiate di gelsi mi sono fatto nei parchi), ancor più rilevante è il beneficio apportato all’ecosistema urbano (anche in termini di riparo/rifugio), di cui vi parlerò un altro giorno, anche perché per ora ci sto scrivendo sopra. Sto anche scrivendo sulla guerrilla gardening, a cui arrivo tra un minuto.
* Attutiscono il rumore, proprio il chiasso della città, i clacson, le ambulanze, le urla.
* (Soggettivamente) migliorano l’estetica della città.
Ci sono una serie di altri vantaggi, ma questi sono quelli che ci tenevo ad attenzionare.
Abbiamo capito perché siamo amici delle piante e perché loro sono nostre amiche, bene, ma ora parliamo di Guerrilla Gardening e piantumazioni (termine che eviterò il più possibile)
La Guerrilla Gardening consiste (principalmente) nell’identificare una zona “abbondonata” di una città o paese ed “attaccarla” andando a piantare o seminare alberi e piante. Eventualmente si possono avere guerriglie di manutenzione o pulizia, ma il succo del discorso è questo: andare ad attenzionare una zona non curata dal comune. Sia chiaro questo di base è illegale in Italia, ma personalmente ho incontrato il beneplacito sia delle istituzioni (che anzi, vergognandosi delle loro inadempienze a volte si sono poi date da fare, almeno a livello circoscrizionale), sia delle forze dell’ordine che hanno roba più importante a cui pensare, sperabilmente.
L’ideale è coinvolgere le persone del territorio, quantomeno se si vogliono ottenere risultati decenti: avere gente del quartiere che una volta a settimana va ad innaffiare è fondamentale per la riuscita dell’attacco, a meno che non andremo a piantare roba veramente tosta, argomento su cui torneremo più in là o la prossima volta.
La guerrilla gardening unisce quindi la pratica alla politica, alla denuncia, all’oltrepassare lo stato (o la sua mancanza), dandosi da fare come individui. I risultati non sono, non saranno sempre ottimi. Spesso per esempio abbiamo subito vandalismo, o meglio insomma ci hanno distrutto le aiuole che avevamo sistemato il giorno dopo, oppure si son rubati le piante. Altre volte semplicemente l’incuria non si è fermata, oppure erano state piantate piante non adatte o troppo delicate.
Altre volte però abbiamo avuto grande successo, ridando vita e verde ad alcune aree della città.
(Nel mio caso Palermo, andate pure sulla pagina facebook Guerrilla Gardening Palermo, GGP, per vedere alcuni dei risultati che abbiamo raggiunto, anzi tra poco, verso fine settembre dovremmo riattivarci per la stagione)
Se volete cimentarvi in quest’attività (o anche una sua versione più addolcita, anche gestire l’aiuoletta davanti il portone di casa vostra fa.) vedete se avete un gruppo locale esistente o riattivatelo, oppure fondatene uno, perché no! C’è anche la pagina italiana credo, ma non mi sembra molto attiva, anche perché devo dire che ho incontrato poche persone veramente veramente giovani che ci si dedicassero, e zappo dal 2015.
Ciò detto è giusto dire che esistono altri modi di prendersi cura del verde. A seconda del vostro regolamento comunale potrebbe essere possibile richiedere l’affidamento di un’aiuola o una zona che pensiate possa ricevere attenzione. Se avete un “regolamento dei beni comuni” pure meglio. Io personalmente non amo quest possibilità, perché si tratta, a mio modo di vedere, di un fallimento istituzionale, dove il comune ammette di non poter gestire tutto e lascia onori (e oneri e responsabilità) ai cittadini. La guerrilla invece pretende che l’intervento finale sia quello istituzionale, andando quindi ad avere un vero verde pubblico curato in ogni parte della città. Ciò detto le vie legali potrebbero esistere ed è giusto saperlo, ma chiaramente variano da comune a comune. A parte quesot poi potrebbero esserci iniziative pubbliche, promosse dal comune o da qualche altra associazione. Partecipare e contribuire, a parer mio, fa sempre bene.
Andiamo al dunque, prima di tutto:
# come ci procuriamo le piante?
Personalmente noi agiamo o con donazioni (nel senso che ci donano le piante, non i soldi, o magari le portano sul posto quando facciamo l’evento pubblico invitando altre persone a partecipare), oppure ce le coltiviamo, le propaghiamo e le portiamo quando è il momento.
Okay, ci siamo procurati le piante, mo’?
# Zappa e Piccone o non si fa niente
Vi serve sicuramente una zappa se avete un terreno buono e laddove il terreno fa schifo (risulta derivante da costruzioni edili, rocce, ghiaia, o semplicemene arido, duro e compatto) vi serve un piccone. Fate attenzione con questi attrezzi, che davvero ammazzano una persona.
# Identificate un luogo
Trovate una zona dove sapete di poter lavorare senza disturbo, senza risse, magari ecco non zappate davanti alla caserma dei carabinieri e fate attenzione a tombini di luce e acqua e annessi fili e tubi.
Se avete penetrazione sul territorio, lo ribadisco, è l’ideale. Magari c’è qualcuno della zona che fa parte del vostro gruppo, oppure avete ricevuto una segnalazione che vi chiedeva di andare ad attenzionare una particolare aiuola.. insomma le possibilità ci sono.
# Quando piantare
Varia da specie a specie, ma come linea generale piantate se avete la sicurezza delle piogge per almeno il mese successivo e quindi NON piantate a fine primavera o durante l’estate a meno che non possiate garantire un’approvvigionamento idrico a ciò che avete messo a dimora almeno una volta a settimana, preferibilmente 2. (E poi vi ammazzate col caldo, ve lo dico io).
# Coinvolgete persone esperte
Nel nostro gruppo c’è gente di agraria, botanica oppure giardinieri di professione. Possibilmente vedete di avere tali contatti, specialmente per capire con precisione cosa e come piantare. La prossima settimana darò qualche linea guida in merito basata più sull’esperienza, ma avere persone della vostra città, con una conoscenza più precisa sulle specificità locali fa una grande differenza.
# Lettiera?
Se avete come, magari avete un giardino o un terreno, tenete pronta un po’ di lettiera di foglie, humus, terra, possibilmente con lombrichi e altri decompositori come porcellini di terra e millepiedi dentro. Sono fondamentali per ripristinare la salute del suolo e se quando piantate mescolate un pochino di questa terra/vermiera/lettiera al terreno dove state lavorando questo va a migliorare e potenziare lo sviluppo di tutto il microhabitat del livello basso.
Tra un po’ vi lascio, ma prima qualche accenno pratico su cosa piantare, o meglio su
# COSA NON PIANTARE
allora, intanto per cominciare niente specie invasive non autoctone, che già ne abbiamo assai e fanno enorme danno agli ecosistemi.
Quindi niente:
* [Kalanchoe daigremontiana](https://it.wikipedia.org/wiki/Kalanchoe_daigremontiana) [delagoensis](https://en.wikipedia.org/wiki/Kalanchoe_delagoensis) e [laetivirens](https://en.wikipedia.org/wiki/Kalanchoe_%C3%97_laetivirens)
* Chiamate anche madre di mille o di milioni, se le pianti non te le levi più.
* [Ailanto](https://it.wikipedia.org/wiki/Ailanthus_altissima)
* Albero ormai presente un po’ ovunque, tipicamente lungo le ferrovie.
* [Eucalipto](https://it.wikipedia.org/wiki/Eucalyptus)
* Non è invasiva come le prime due, ma è comunque un problema perché, soprattutto fuori dalle aree urbane va a soppiantare tutte le altre specie. Sia perché sottrae l’acqua, accaparrandosela capitalisticamente, sia perché secerne olii che rendono il terreno abbastanz ainfertile sia, soprattutto perché non muore bruciata, mentre il resto sì e quando ci sono gli incendi rispunta dopo un po’ spadroneggiando.
* [Penniseto](https://en.wikipedia.org/wiki/Pennisetum)
* evitare possibilmente
Evitate inoltre piante che hanno specie autoctone alternative. Qui l’elenco sarebbe troppo lungo, e comunque esiste sovrapposizione, quindi non è manco un consiglio troppo vincolante.
Una cosa importante invece è, non piantate piante delicate o che richiedono attenzioni.
Per dire, niente rose domestiche, ma anche niente piante da frutto che richiedono cura, per esempio gli agrumi. Quante volte ho anche personalmente piantato agrumi sapendo che non ce l’avrebbero fatta. La cosa peggiore è che spesso li pianta pure il comune e poi non ci bada, neanche ci dà l’acqua, e muoiono (chissà, uno addirittura potrebbe pensare ci sia speculazione dietro).
Alcune piante da frutto vanno comunque bene, di nuovo, quelle poco domesticate e possibilmente autctone il più delle volte sopravvivono.
In generale sappiate cosa state piantando e dove. Vi direi di non piantare roba velenosa o pericolosa, poi vedo l’oleandro piantato dai comuni davanti le scuole. Almeno è naturalizzato in italia.
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Se posso darvi un consiglio generico, iniziate a raccogliere semi (che seminare spesso è più efficace che piantar piante già sviluppate), magari vi fate un giro nei boschi, o anche per i giardini della zona. Qui ancora le ghiande non sono affatto mature, non so la situazione al nord.
Poi eh, dipende anche dai regolamenti boschivi, dalle riserve ecc.. e in ogni caso non raccogliete mai “troppo”, soprattutto non da una stessa pianta, ma iniziate a prepararvi le scorte, perché appena si ha sentore delle prime piogge, ci sarà da iniziare e c’è tanto lavoro da compiere. Fate l’occhio a cosa resista meglio alle intemperie, troppo caldo, troppo freddo, troppa acqua, poca acqua, neve.. le piante che riescono a reggere saranno i target privilegiati, se sono alberi soprattutto.
Per ora mi fermo qui, spero vi possa interessare e mi auguro vi uniate o formiate gruppi che vogliano combattere questa battaglia.
La prossima settimana scendiamo nel dettaglio di cosa io personalmente consiglio.
Fatemi sapere cosa ne pensate e se volete consigli o indicazioni parliamone pure!
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Qua un P.S. su una questione più personale/soggettiva
# Pulizia?
Spesso ci siamo messi a levare rifiuti dalle aiuole, eventualmente poi chiamando il servizio di raccolta. Per me questo non è guerrilla gardening. Può andare pure bene, ma non è questa l’attività che andiamo a fare.
Aggiungo anche un altro tema: la pulizia delle aiuole dalle erbacce.. “okay, ma fino a una certa”. Passi levare le erbacce che soffocano le piante, ma se per esempio c’è un albero che perde foglie e si è creato uno strato di foglie secche, per favore, lasciatelo. Il beneficio che esso apporta come concime e come retentore d’acqua non è da sottovalutare. Il prezzo da pagare sono le zanzare, e neanche sempre, e comunque il loro angolino lo troverebbero lo stesso.
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by AkagamiBarto