Guarda un po’.. a volte riusciamo a fare cose intelligenti in Italia..
A mio avviso, per quanto sia favorevole a questa nuova modalità (perché è un po’ troppo all’italiana che si debbano ancora raccogliere con carta e penna le firme per i referendum), con la possibilità di farlo in via telematica si arriverà ad avere una quantità di quesiti (qualora superino il giudizio di ammissibilità della Corte costituzionale) che fanno passare come risolutori di problematiche complesse quando così non è (vedasi tanto quello sull’eutanasia [che va a intervenire solo su un articolo del cp, tra l’altro anche controverso, a mio parere] e sulla cannabis [riguardo al quale si parla di “legalizzazione”, quando il referendum interviene sulla coltivazione in casa]). Infatti servirebbe piuttosto una riforma organica, promossa dal Parlamento o tramite decreto legislativo.
Migliorare anche i server per riuscire a firmare completamente sarebbe ancora meglio.
Comunque finalmente una svolta intelligente in Italia, che si può adottare anche per le elezioni e finalmente farla finita col problema dei fuori sede.
Devo essere onesto, sono preoccupato del quantitativo di referendum che probabilmente vedremo in futuro, però era ora.
Abbiamo un parlamento immobile schiavo del governo, che l’unica cosa che fa è confermare i decreti e che si rifiuta di anche provare a legiferare perché con tutti i sistemi presenti per rallentare e bloccare i voti niente di complesso può passare.
​
Cioè io rido ancora per la sentenza di qualche anno fa sul suicidio assistito della cassazione che diceva “Hanno 1 anno di tempo per legiferare sulla questione altrimenti lo facciamo noi” e tutto il processo politico alla fine dell’anno di tempo non era neanche iniziato.A differenza del post spero che la soglia rimanga 500 mila perché ci son così tante cose su cui bisogna votare e chiaramente il parlamento non è ne desideroso ne capace, e questo qua sembra paradossalmente il metodo più veloce per fare cambiamenti (ovvero raccogliere firme, aspettare che la corte costituzionale lo approvi, successivamente scegliere una data e poi votare).
> la gente vuole conoscere, parlare con i leader, confrontarsi di persona, partecipare per strada. Era vero per noi negli anni Settanta, e credo lo sarà sempre
No, non me ne frega un cazzo. Se i banchetti faranno ancora comodo per avere le firme delle vittime del digital divide restino pure, ma non si aspettino che gli under 50 vadano a tenere compagnia ai volontari in piazza.
E per l’ennesima volta abbiamo la dimostrazione che le battaglie di progresso e modernità in Italia le fanno i Radicali e non la sinistra.
Basta che non diventi il nuovo change.org, con petizioni al limite del ridicolo, tipo “Costringere Tizio a cambiare il titolo a un suo film”
Daje già che ci siamo, voglio quello sugli OGM, e quello che permette di usare gli embrioni congelati per la ricerca ( ovviamente se i genitori acconsentono)
Riassunto brevissimo: da alcune settimane è possibile firmare online per i referendum utilizzando SPID o altri metodi di autenticazione. La firma digitale è usata attualmente per i referendum sull’eutanasia, sulla cannabis e due sulla caccia, ricevendo un riscontro molto positivo stando al numero dei firmatari e permettendo di raggiungere la soglia di firme necessaria più rapidamente.
Dispiace che la politica abbia ancora certi argomenti che sono considerati dei Tabu, se incominci a parlare di eutanasia o la legalizzazione di certe sostanza si ha paura di perdere parte dell’elettorato. Peccato che non ci sia un vero partito di centro destra liberale (IV 😑), abbiamo FI che va ancora in giro a dire che con la Cannabis poi si passa a robe più pesanti, sarebbe divertente chiedere a Berlusca cosa ne pensa della polvere bianca.
Io vedo questa cosa piuttosto pericolosa. Se non si alza il numero delle firme, ci ritroveremo una serie di referendum stupidi (tipo quelle quello sulla caccia) o addirittura dannosi (tipo quello sulle trivelle).
Per fortuna c’è il quorum e i referendum hanno un perimetro limitato, altrimenti era davvero preoccupante (vedi Brexit)
Troppi referendum fanno male. La Brexit insegna.
L’articolista la fa troppo facile.
È vero, 500 mila firme erano un quorum non impossibile già anni fa (ricordate il referendum “anti-trivelle”?), con lo SPID diventa una soglia ancora più bassa. Ma l’iter del referendum abrogativo resta lo stesso e transita per più di una volta da Cassazione e della Corte Costituzionale, oltre che fattivamente essere organizzato da qualche partito politico, associazione politica o consorzio dei suddetti. Inoltre imbastire una raccolta firme digitali costa parecchio, bisogna pagare i certificati e i servizi delle CA abilitate dallo stato italiano per ogni singola firma, parliamo spannometricamente di 2 euro a firma, quindi un milione di euro per il quorum. Al momento le spese per le certificazioni per la raccolta firme per il referendum su cannabis e eutanasia legale sono state parzialmente coperte dai promotori (RI e +Europa ad esempio accedono al 2 per mille), mentre quello per abrogare la caccia no, quindi la somma necessaria è a carico del firmatario.
Tralascio l’implicita equiparazione da parte dell’articolista tra una raccolta di firme digitali qualificate e un sondaggio su un social.
Due o tre anni fa ero rimast* a bocc aperta quando la mia amica e collega di università, di origini estoni ma residente in Italia da quando a veva 6 anni tipo, mi ha raccontato di come funziona la cittadinanza digitale in Estonia.
Ce l’hia? Hai i mezzi gratuiti.
Ce l’hai? Hai un sacco di servizi che puoi sfruttare sia offline che online (come da noi con la app IO, solo svariati anni addietro)
Ce l’hai? Puoi votare telematicamente.
Da quel momento ogni volta che qualcuno mi dice che l’Italia se la cava a liello digitale gli rido in faccia. Era ora, e ci voleva una pandemia per smuovere questi meccanismi?
Merdata totale la politica online, istituzioni sempre meno rappresentative, crisi di rappresentanza ormai ventennale
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Guarda un po’.. a volte riusciamo a fare cose intelligenti in Italia..
A mio avviso, per quanto sia favorevole a questa nuova modalità (perché è un po’ troppo all’italiana che si debbano ancora raccogliere con carta e penna le firme per i referendum), con la possibilità di farlo in via telematica si arriverà ad avere una quantità di quesiti (qualora superino il giudizio di ammissibilità della Corte costituzionale) che fanno passare come risolutori di problematiche complesse quando così non è (vedasi tanto quello sull’eutanasia [che va a intervenire solo su un articolo del cp, tra l’altro anche controverso, a mio parere] e sulla cannabis [riguardo al quale si parla di “legalizzazione”, quando il referendum interviene sulla coltivazione in casa]). Infatti servirebbe piuttosto una riforma organica, promossa dal Parlamento o tramite decreto legislativo.
Migliorare anche i server per riuscire a firmare completamente sarebbe ancora meglio.
Comunque finalmente una svolta intelligente in Italia, che si può adottare anche per le elezioni e finalmente farla finita col problema dei fuori sede.
Devo essere onesto, sono preoccupato del quantitativo di referendum che probabilmente vedremo in futuro, però era ora.
Abbiamo un parlamento immobile schiavo del governo, che l’unica cosa che fa è confermare i decreti e che si rifiuta di anche provare a legiferare perché con tutti i sistemi presenti per rallentare e bloccare i voti niente di complesso può passare.
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Cioè io rido ancora per la sentenza di qualche anno fa sul suicidio assistito della cassazione che diceva “Hanno 1 anno di tempo per legiferare sulla questione altrimenti lo facciamo noi” e tutto il processo politico alla fine dell’anno di tempo non era neanche iniziato.A differenza del post spero che la soglia rimanga 500 mila perché ci son così tante cose su cui bisogna votare e chiaramente il parlamento non è ne desideroso ne capace, e questo qua sembra paradossalmente il metodo più veloce per fare cambiamenti (ovvero raccogliere firme, aspettare che la corte costituzionale lo approvi, successivamente scegliere una data e poi votare).
> la gente vuole conoscere, parlare con i leader, confrontarsi di persona, partecipare per strada. Era vero per noi negli anni Settanta, e credo lo sarà sempre
No, non me ne frega un cazzo. Se i banchetti faranno ancora comodo per avere le firme delle vittime del digital divide restino pure, ma non si aspettino che gli under 50 vadano a tenere compagnia ai volontari in piazza.
E per l’ennesima volta abbiamo la dimostrazione che le battaglie di progresso e modernità in Italia le fanno i Radicali e non la sinistra.
Basta che non diventi il nuovo change.org, con petizioni al limite del ridicolo, tipo “Costringere Tizio a cambiare il titolo a un suo film”
Daje già che ci siamo, voglio quello sugli OGM, e quello che permette di usare gli embrioni congelati per la ricerca ( ovviamente se i genitori acconsentono)
Riassunto brevissimo: da alcune settimane è possibile firmare online per i referendum utilizzando SPID o altri metodi di autenticazione. La firma digitale è usata attualmente per i referendum sull’eutanasia, sulla cannabis e due sulla caccia, ricevendo un riscontro molto positivo stando al numero dei firmatari e permettendo di raggiungere la soglia di firme necessaria più rapidamente.
Dispiace che la politica abbia ancora certi argomenti che sono considerati dei Tabu, se incominci a parlare di eutanasia o la legalizzazione di certe sostanza si ha paura di perdere parte dell’elettorato. Peccato che non ci sia un vero partito di centro destra liberale (IV 😑), abbiamo FI che va ancora in giro a dire che con la Cannabis poi si passa a robe più pesanti, sarebbe divertente chiedere a Berlusca cosa ne pensa della polvere bianca.
Io vedo questa cosa piuttosto pericolosa. Se non si alza il numero delle firme, ci ritroveremo una serie di referendum stupidi (tipo quelle quello sulla caccia) o addirittura dannosi (tipo quello sulle trivelle).
Per fortuna c’è il quorum e i referendum hanno un perimetro limitato, altrimenti era davvero preoccupante (vedi Brexit)
Troppi referendum fanno male. La Brexit insegna.
L’articolista la fa troppo facile.
È vero, 500 mila firme erano un quorum non impossibile già anni fa (ricordate il referendum “anti-trivelle”?), con lo SPID diventa una soglia ancora più bassa. Ma l’iter del referendum abrogativo resta lo stesso e transita per più di una volta da Cassazione e della Corte Costituzionale, oltre che fattivamente essere organizzato da qualche partito politico, associazione politica o consorzio dei suddetti. Inoltre imbastire una raccolta firme digitali costa parecchio, bisogna pagare i certificati e i servizi delle CA abilitate dallo stato italiano per ogni singola firma, parliamo spannometricamente di 2 euro a firma, quindi un milione di euro per il quorum. Al momento le spese per le certificazioni per la raccolta firme per il referendum su cannabis e eutanasia legale sono state parzialmente coperte dai promotori (RI e +Europa ad esempio accedono al 2 per mille), mentre quello per abrogare la caccia no, quindi la somma necessaria è a carico del firmatario.
Tralascio l’implicita equiparazione da parte dell’articolista tra una raccolta di firme digitali qualificate e un sondaggio su un social.
Due o tre anni fa ero rimast* a bocc aperta quando la mia amica e collega di università, di origini estoni ma residente in Italia da quando a veva 6 anni tipo, mi ha raccontato di come funziona la cittadinanza digitale in Estonia.
Ce l’hia? Hai i mezzi gratuiti.
Ce l’hai? Hai un sacco di servizi che puoi sfruttare sia offline che online (come da noi con la app IO, solo svariati anni addietro)
Ce l’hai? Puoi votare telematicamente.
Da quel momento ogni volta che qualcuno mi dice che l’Italia se la cava a liello digitale gli rido in faccia. Era ora, e ci voleva una pandemia per smuovere questi meccanismi?
Merdata totale la politica online, istituzioni sempre meno rappresentative, crisi di rappresentanza ormai ventennale