Avrete sentito del vino da 2,50 € che qualche giorno fa [ha vinto una competizione](https://www.gamberorosso.it/notizie/notizie-vino/un-vino-da-due-euro-viene-travasato-in-unaltra-bottiglia-e-vince-la-medaglia-doro-al-concorso-gilbert-gaillard/) dopo essere essere stato travasato in una bottiglia dal nome magniloquente. Qualcuno noterà che non era un concorso serio, perché si fanno sempre con le bottiglie coperte per evitare influenze esterne.

Tuttavia per curiosità sono andato a vedere alcune recensioni dei tanti wine experts presenti in rete e mi è sorto un dubbio: fermo restando che sicuramente esistono alcune differenze oggettive tra vino e vino, ma è possibile che non veda mai un sommelier dire “Questo vino fa schifo, non va bene nemmeno per diventare disinfettante.”

Ogni vino di cui parlano sembra sempre il nettare degli dei: “Finemente rotondo e armonioso, floreale e fruttato, dal lieve retrogusto amarognolo, con spiccate note di agrumi, ananas, pompelmo e fiori bianchi. Tannico. Astringente al tatto.”

Questa terminologia di supercazzole mi ricorda il legalese, quel lessico balordo che usano certi giuristi: fa sentire parte di una cerchia eletta di narcisisti custodi di un sapere non accessibile a tutti.

Dite la vostra.
Sono dei paraculi o sono dei veri esperti, e quindi sono io che non li capisco?
Ci sono tante differenze tra le innumerevoli varietà di vino che vengono prodotte?

by Xenophon_0

16 comments
  1. Il sommelier puo’ darti tante informazioni sul vino, ma non puo’ dirti se e’ un vino buono o meno

    Puo’ dirti se nell’anno di quel vino faceva caldo perche’ il vino di quel particolare vigneto, che lui conosce, e’ piu’ dolce del solito. Puo’ darti informazioni su come e’ stato conservato in base al gusto che lascia il mezzo di conservazione, quel tipo di cosa

    Magari conoscendo i tuoi gusti, puo’ pure dirti se pensa che un determinato vino ti piaccia. Puo’ spiegarti gli accompagnamenti. Puo’ guidarti verso un vino che ti piace facendotene assaggiare diversi e raccogliendo la tua opinione

    Un vino non e’ buono o cattivo. Ti puo’ piacere un vino considerato del cavolo, e ti puo’ disgustare un vino considerato stellare

    E non vale solo nel vino, vale in tutto. Per dirtene una, io non sopporto il tartufo. Puoi darmi il tartufo migliore del mondo, ti diro’ che mi fa cagare: sa da gas e rovina ogni piatto IMO

    Insomma: qualsiasi giudizio qualitativo e’ marketing. Non c’e’ nessuna ragione “concreta” del perche’ un vino da 20.000 euro a bottiglia e’ meglio di uno da 10, salvo che io non stia provando a venderti un vino da 20.000 euro a bottiglia

  2. Sono semplici paraculi, ti vendono una sostanza che prima o poi accetteremo(io stesso mi ci metto dentro) quanto sia cancerogena, come puoi aspettarti che schifino uno dei prodotti che potrebbero vendere?

    Per me l’esempio che spiega questo è il venditore d’auto, non ho MAI sentito un venditore d’auto lamentarsi in nessun modo di una macchina che ha in catalogo, nonostante ci siano state cose come il Diesel-gate o auto ritirate perché non passavano i crash test adeguatamente.

  3. Oddio, mi viene da dire che se hai un san giovese in cartone non chiami un sommelier a sentirlo, banalmente.

    Detto questo, io di vino non so nulla e non sono neppure appassionata, ma un mio collega sta facendo il corso da sommelier e da quello che mi raccontava i termini “”legslesi””” hanno definizioni specifiche, quindi non sono supercazzole a caso. Poi che dia buono o non buono o che piaccia o meno immagino sia tutt’altra faccenda.

  4. L’unico sommelier che conosco personalmente da prima che fosse un venditore di fuffa certificato e professionista era un mio compagno di classe. All’epoca era una persona piena di nulla e incapace al ragionamento, con un buon successo sociale senza risultare antipatico.

    Non ho nulla da aggiungere.

  5. In generale non ho strumenti per dire alcunché ma quelli in questione sono dei gran paraculi! Un vino da 2,5 euro sono in grado anch’io di distinguerlo da uno da 25 anche se non ho studiato e non ne capisco nulla!

  6. Io sono un sommelier di terzo livello AIS. È una certificazione sulla didattica più che sulla reale capacità degustativa ed analitica organolettica, questo è un dato di fatto (per quanto il percorso sia impegnativo e l’esame challenging.

    Ciò non toglie che quel concorso fosse organizzato da un ente fuffa, di quelli che appongono etichette dorate di significato dubbio ai vini che si vendono comunemente nella GDO. In sostanza capiscono poco, e se capiscono qualcosa sono molto “furbi” in senso commerciale — non so se mi spiego.

  7. Sommelier qui presente! Non è assolutissimamente vero che non pronunciamo mai la frase “Questo vino fa schifo, non va bene nemmeno per diventare disinfettante.”. Anzi, purtroppo capita spesso di doversi riferire così anche a vini acclamati da fantomatiche riviste del settore o da colleghi. La “terminologia di supercazzole” di cui ti riferisci è in realtà un lessico che è stato concordato proprio per unificare i parametri di degustazione tra diversi sommelier. Per farti un esempio, il “rotondo” di cui parli tu non esiste nel lessico del Sommelier, ma si parla di “Morbidezza” del vino, ovvero la percezione gusto-olfattiva dei polialcoli di un vino.

    Chi sta fuori dal mondo del vino dovrebbe vederci più come dei Nerd che si divertono a degustare, a studiare i luoghi, le tecniche di produzione e le annate e giocano con altri Sommelier a indovinare la bottiglia bevuta alla cieca (prendendo cantonate gigantesche il 90% delle volte) . Tutti quei personaggi che tirano fuori profumi impensabili da un vino vengono visti pure dagli addetti al settore come degli esaltati, stai tranquillo.

  8. Secondo me al momento dell’assaggio erano già mbriachi 🤣🤣🤣

  9. Dipende se chi recensisce è ricompensato direttamente o indirettamente dal produttore oggetto di degustazione. Poi dipende anche se sta scrivendo di un mostro sacro che deve essere buono per definizione o di un poveraccio che si fa il culo in vigneto ma che nessuno conosce.

    Per la mia esperienza, meglio lasciar perdere sommelier e compagnia cantante e aprire bottiglie magari visitando il produttore. Usando le parole di uno che seguo per altro tema: “i motorini li dovete grippare!!”

    Altra nota a margine: il vero professionista non è quello che dice che il vino buono per definizione è buono, è quello che ti dice che quel produttore nel giro di qualche anno diventerà un punto di riferimento.

    Nel mio piccolo dico la mia, credo con una certa onestà, qui r/vino_italia

  10. Da bevitore di vino guardo ai sommelier con una certa tenerezza.

  11. 90% fuffa al sugo per intortare i ricconi, 10% capacità tecnica. Ci sono sommelier che sanno individuare i vigneti di provenienza, l’annata e mille altre cose: tanto di cappello. Il 90% di cazzate è lì perché nessun sommelier può dirti se un vino è buono o no e le differenze tra vini pregiati e non è molto, molto, molto sottile.

    Fonte: conosco un sommelier che lavora in un ristorante molto rinomato della capitale e OVVIAMENTE dovevo chiedere. Ho solo riassunto la sua opinione sul suo lavoro.

  12. Mettiamola così, esistono diverse categorie di sommelier e molti di queste diciamo che non possono parlare male del vino in generale perché hanno un tornaconto dietro.

    Sto partecipando un corso da sommelier, non dico per quale ente per non aver problemi, qualora per pura sfiga venissi riconosciuto, ma in generale chi tiene lezioni e via discorrendo deve tenere il buon viso a cattivo gioco per non aver problemi, questo comporta che durante le lezioni ti portano a premiare sempre un vino ed in parte di essere di manica larga perché comunque la scusa è che sia il lavoro di una persona e sparare a 0 non è mai educato e bello.

    I corsi in questione, che ti rendono sommelier, ti danno i mezzi necessari per iniziare a capire qualcosa del vino utilizzando un linguaggio comune e giudicarlo, nulla che tante bocce di vino aperto e qualche ricerca su internet non possa dare, però sia chiaro che parliamo di svariate migliaia di vino assaggiati, ma la differenza sta nel fatto che una volta ottenuta la certificazione hai più possibilità di renderlo un “lavoro” ed aver un ritorno economico.

    Di tutti gli influencer del vino, molti se non tutti, hanno un ritorno economico, quindi difficile che sparino a 0 se non quando hanno raggiunto uno status che possono tranquillamente autofinanziarsi, ma bisogna sempre vedere se dici che un vino faccia “schifo” non hai dei risvolti legali da parte dei produttori.

    Se vuoi l’onestà reale, la trovi in persone che hanno fatto qualche corso o bevuto tanto e non sono all’interno dell’ambiente sommelier per fini lavorativi e quindi ti possono giudicare un vino spiegandoti anche il perché quel vino non sia buono e dove potrebbero essere i problemi. Di persone che si spacciano esperti ma hanno bevuto poco o nulla è pienissimo il web, motivo per cui anche la figura da sommelier è veramente difficile, dato che molti si spacciano esperti del vino (con certificazione o meno) senza aver reali competenze su di esso.

    Parlando dei corsi, AIS, FISAR, ONAV, etc se sono seri come quello che sto seguendo io, non è per nulla semplice se fatto seriamente, perché il materiale da studiare è tanto a livello teorico ed ancora più difficile la parte pratica. Un vero esperto però, è quello che assaggiando un vino ti è capace a dire più o meno di quale zona dell’Italia arriva il vino ed il perché, visto fare di persona più volte e nulla era preparato.

  13. > Avrete sentito del vino da 2,50 € che qualche giorno fa [ha vinto una competizione](https://www.gamberorosso.it/notizie/notizie-vino/un-vino-da-due-euro-viene-travasato-in-unaltra-bottiglia-e-vince-la-medaglia-doro-al-concorso-gilbert-gaillard/) dopo essere essere stato travasato in una bottiglia dal nome magniloquente. Qualcuno noterà che non era un concorso serio, perché si fanno sempre con le bottiglie coperte per evitare influenze esterne.

    non è un concorso serio per un altro motivo. E’ un non concorso. Tu paghi, mandi il campione e loro ti danno un premio. Potevano mandre del piscio con etanolo e ottenere lo stesso risultato

    > ma è possibile che non veda mai un sommelier dire “Questo vino fa schifo, non va bene nemmeno per diventare disinfettante.”

    In che senso? quanti gruppi di assaggio frequenti? Inoltre nel 2023 fare un vino che fa schifo è quasi impossibile.

    > Ogni vino di cui parlano sembra sempre il nettare degli dei: “Finemente rotondo e armonioso, floreale e fruttato, dal lieve retrogusto amarognolo, con spiccate note di agrumi, ananas, pompelmo e fiori bianchi. Tannico. Astringente al tatto.”

    Come descrivi a parole qualcosa che percepisci con olfatto e gusto? in qualche maniera devi pure farlo. La tua non mi sembra una descrizione di un buon vino, tra parentesi, ma di una roba che costa poco e vale poco.

    > Sono dei paraculi o sono dei veri esperti, e quindi sono io che non li capisco?

    In realtà il problema dei sommelier e del circolo attorno è ben altro. E’ la difficoltà ad accettare fatti scientifici, a parlare sempre degli stessi vini, a basare la valutazione del vino su concetti falsi. Ma questo è un altro discorso

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