Ora, su che basi si affida un bambino a uno o l’altro parente? Credo che nessuno abbia le informazioni per dire se il nonno ha bene o male a portarlo in Israele.
Io faccio davvero fatica a capire l’accanimento di interesse su questi casi privati
[removed]
Gli israeliani hanno questo “vizietto”: oggi è Eithan, nel 1960 era Yossele, per il quale si mosse addirittura il Mossad (che lo trovo dopo moltissimo lavoro di intelligence a New York nascosto in una comunità ultraortodossa); ai tempi il rischio che vi fosse una guerra “civile” fra ebrei ultraortodossi e non era talmente alto che Ben Gurion chiese direttamente l’intervento del Mossad
L’artico sul sito di Repubblica (a mio avviso scritto malissimo) sembra far intendere che ci fosse un accordo sul portare il bambino in Israele per le feste, ma che poi i nonni materni abbiano deciso di non riportarlo in Italia.
Dopo aver visto il TG di La7 e di Rai3:
C’era un accordo (sancito dal giudice) per far stare il bambino con il nonno paterno alcune ore, ma il nonno ne ha approfittato per farlo imbarcare su un volo privato, portandolo in Israele. Dice che il nonno avesse il passaporto israeliano del bambino. Come sia stato possibile imbarcare il bambino senza controllare che ci fosse l’autorizzazione della tutrice legale non riesco a spiegarmelo.
Ma se abbiamo I clandestini che si calano dalle finestre e scappano via, figurati quando lo riacchiappi un bambino in Israele.
Il tema per me non è tanto la procedura di affido. Ma il fatto che sia potuto accadere un rapimento del genere. In attesa dei procedimenti la custodia era affidata alla zia materna. Il giudice aveva disposto la riconsegna del passaporto e informato le autorità doganali e aeroportuali del rischio rapimento. Il nonno, in spregio alla legittimità delle autorità italiane e presumibilmente con qualche complicità (la Repubblica scrive che ha lavorato per anni per la compagnia aerea coinvolta), ha rapito il bambino. Non sarebbe mai accaduto in un altro Paese occidentale. Ora, mi auguro che la Farnesina ed il Ministero della Giustizia intervengano con ogni mezzo diplomatico ed esigano il ritorno immediato del bimbo, ne va della credibilità delle nostre istituzioni. Dopodiché si discuterà in tribunale l’affido. Resto scettico sul successo, ma un intervento è doveroso.
Che delusione leggere l’articolo e scoprire che il bambino non è stato rapito dal Mossad in quanto criminale di guerra nazista sotto mentite spoglie.
La cosa più triste è che palesemente alla famiglia materna non frega un cazzo di lui.
Si sono inventati un sacco di cose false, tipo che non vedeva mai gli zii in italia
Questi vogliono i soldi a discapito della salute mentale di un bimbo di 5 anni, che orrore
È Israele quindi ci saranno zero conseguenze. E comunque praticamente ci facciamo cagare in testa da qualsiasi paese perché in politica estera contiamo meno del Madagascar.
The Israelian family seems to be a highly toxic bunch. They don’t seem to care about the best interests of the boy but solely of their own egotistical interests. The boy was growing up in Italy and they wouldn’t have commonly seen him if his parents hadn’t died, but now they try to claim him as though he’s an inheritance / property / object. They also strongly want to decide things for him instead of looking at what he might want. Like the way they insist he must grow up with Jewish education and must have “a Jewish identity”. They don’t seem to want to raise him in his best interest and wishes, but in their own interests and wishes. The way they’ve been treating the events only drives it home further. The boy lost his parents and is going through some very traumatic events, yet they can only think of themselves. If I were a judge I’d ban them from entering Italy and from all contact after this case in order to protect the boy, with the sole exception being if the boy himself asks to see his Israelian family.
Ma… Fossi stato la zia mai e poi mai lo avrei lasciato senza supervisione senza avere il passaporto in mano…
Onestamente ci sono cose che non riesco a comprendere.
Il ragazzino viveva in Italia con i suoi genitori israeliani. I genitori muoiono in un incidente in funivia, e il bambino viene affidato agli zii residenti in Italia perché sono già lì per fornirgli immediata assistenza. Dopo mesi, col bambino rimesso dall’ospedale, arriva il nonno, e lo riporta in Israele.
Il problema qual è?
E, soprattutto, a che titolo lo Stato Italiano si oppone alla ritorno in Israele di un cittadino israeliano non beneficiario di necessità di protezione internazionale/status rifugiato/ecc?
Andrebbero cercati i responsabili compiacenti e puniti in maniera esemplare.
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Ora, su che basi si affida un bambino a uno o l’altro parente? Credo che nessuno abbia le informazioni per dire se il nonno ha bene o male a portarlo in Israele.
Io faccio davvero fatica a capire l’accanimento di interesse su questi casi privati
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Gli israeliani hanno questo “vizietto”: oggi è Eithan, nel 1960 era Yossele, per il quale si mosse addirittura il Mossad (che lo trovo dopo moltissimo lavoro di intelligence a New York nascosto in una comunità ultraortodossa); ai tempi il rischio che vi fosse una guerra “civile” fra ebrei ultraortodossi e non era talmente alto che Ben Gurion chiese direttamente l’intervento del Mossad
L’artico sul sito di Repubblica (a mio avviso scritto malissimo) sembra far intendere che ci fosse un accordo sul portare il bambino in Israele per le feste, ma che poi i nonni materni abbiano deciso di non riportarlo in Italia.
Dopo aver visto il TG di La7 e di Rai3:
C’era un accordo (sancito dal giudice) per far stare il bambino con il nonno paterno alcune ore, ma il nonno ne ha approfittato per farlo imbarcare su un volo privato, portandolo in Israele. Dice che il nonno avesse il passaporto israeliano del bambino. Come sia stato possibile imbarcare il bambino senza controllare che ci fosse l’autorizzazione della tutrice legale non riesco a spiegarmelo.
Ma se abbiamo I clandestini che si calano dalle finestre e scappano via, figurati quando lo riacchiappi un bambino in Israele.
Il tema per me non è tanto la procedura di affido. Ma il fatto che sia potuto accadere un rapimento del genere. In attesa dei procedimenti la custodia era affidata alla zia materna. Il giudice aveva disposto la riconsegna del passaporto e informato le autorità doganali e aeroportuali del rischio rapimento. Il nonno, in spregio alla legittimità delle autorità italiane e presumibilmente con qualche complicità (la Repubblica scrive che ha lavorato per anni per la compagnia aerea coinvolta), ha rapito il bambino. Non sarebbe mai accaduto in un altro Paese occidentale. Ora, mi auguro che la Farnesina ed il Ministero della Giustizia intervengano con ogni mezzo diplomatico ed esigano il ritorno immediato del bimbo, ne va della credibilità delle nostre istituzioni. Dopodiché si discuterà in tribunale l’affido. Resto scettico sul successo, ma un intervento è doveroso.
Che delusione leggere l’articolo e scoprire che il bambino non è stato rapito dal Mossad in quanto criminale di guerra nazista sotto mentite spoglie.
La cosa più triste è che palesemente alla famiglia materna non frega un cazzo di lui.
Si sono inventati un sacco di cose false, tipo che non vedeva mai gli zii in italia
Questi vogliono i soldi a discapito della salute mentale di un bimbo di 5 anni, che orrore
È Israele quindi ci saranno zero conseguenze. E comunque praticamente ci facciamo cagare in testa da qualsiasi paese perché in politica estera contiamo meno del Madagascar.
The Israelian family seems to be a highly toxic bunch. They don’t seem to care about the best interests of the boy but solely of their own egotistical interests. The boy was growing up in Italy and they wouldn’t have commonly seen him if his parents hadn’t died, but now they try to claim him as though he’s an inheritance / property / object. They also strongly want to decide things for him instead of looking at what he might want. Like the way they insist he must grow up with Jewish education and must have “a Jewish identity”. They don’t seem to want to raise him in his best interest and wishes, but in their own interests and wishes. The way they’ve been treating the events only drives it home further. The boy lost his parents and is going through some very traumatic events, yet they can only think of themselves. If I were a judge I’d ban them from entering Italy and from all contact after this case in order to protect the boy, with the sole exception being if the boy himself asks to see his Israelian family.
Ma… Fossi stato la zia mai e poi mai lo avrei lasciato senza supervisione senza avere il passaporto in mano…
Onestamente ci sono cose che non riesco a comprendere.
Il ragazzino viveva in Italia con i suoi genitori israeliani. I genitori muoiono in un incidente in funivia, e il bambino viene affidato agli zii residenti in Italia perché sono già lì per fornirgli immediata assistenza. Dopo mesi, col bambino rimesso dall’ospedale, arriva il nonno, e lo riporta in Israele.
Il problema qual è?
E, soprattutto, a che titolo lo Stato Italiano si oppone alla ritorno in Israele di un cittadino israeliano non beneficiario di necessità di protezione internazionale/status rifugiato/ecc?
Andrebbero cercati i responsabili compiacenti e puniti in maniera esemplare.