Lavoro e stipendi, per i 25enni meno di 15mila euro lordi all’anno: la metà rispetto agli over 55. Tra uomini e donne fino a 11mila euro di gap

17 comments
  1. Rubo il post a u/matteopo su italiapersonalfinance per riproporlo qui.

    I dati sono di INPS/MEF.

  2. Non mi sorprende a giudicare dalle persone mie coetanee che conoscono. La maggior parte lavorano part-time, in stage o apprendistato. Quelli che se la passano meglio lavorano in aziende partecipate o nel pubblico.

  3. > Qui, va chiarito, gli stipendi pagati dalle aziende contano solo fino a un certo punto. Il problema è che le donne sono le più soggette al part time involontario

    Grazie al Fatto Quotidiano che ha chiarito che il divario salariale per genere non è dovuto al sessismo ma a diversi contratti. Peccato che poi lo mette nel titolone come ad implicare l’opposto, perché scrivere “I lavoratori part time prendono meno di chi ha il posto fisso”, essendo la banalità fatta a frase, non avrebbe acchiappato quei click in più che tanto agognano i pubblicitari.

    Per quanto riguarda invece del divario salariale l’articolo ne parla tanto ma dice poco. Poiché le cariche più importanti vengono assegnate tramite requisiti di anzianità (in maniera più o meno esplicita poi dipende dal posto di lavoro) la conseguenza fisiologica è che i vecchi abbiano stipendi più alti, anche questa è la scoperta dell’acqua calda.

    La cosa più grave non è tanto questo divario però, ma il fatto che ormai ogni generazione sta peggio della precedente. I giovani di oggi quando arriveranno alla terza età non arriveranno mai al benessere economico che chi li ha preceduti ha potuto godere. Detta semplice semplice, così come i ventenni di oggi vivono di stenti rispetto ai ventenni di cinquant’anni fa, i sessantenni futuri avranno solo una frazione della ricchezza dei sessantenni odierni.

    Poi oltre al potere d’acquisto che è precipitato anno dopo anno, bisogna ricordare che i diritti dei lavoratori pure hanno seguito lo stesso tracciato. Non si può pianificare la propria vita, fare progetti, mettere su casa e famiglia, con lavori part time, se non a prezzo di un fortissimo stress causato dall’incertezza che si fa unica certezza della vita.

    Decade dopo decade si assiste inermi al peggioramento delle condizioni di vita, e non sembra si sia in procinto di frenare. Anzi, coll’introduzione della gig economy e l’erosione degli organi preposti a proteggere i lavoratori, pare si sia premuto a fondo l’accelerazione.

  4. Sarebbe utile una rielaborazione dei dati su base oraria (euro lordi per ora lavorata) per distinguere se i bassi stipendi sono dovuti alle poche ore lavorate (a causa di part-time o discontinuità), o a paghe orarie particolarmente basse, o anche entrambi.

  5. Volevo aggiungere non siate troppo mammoni cercatevi una casa e una persona con cui stare, magari se ce la fate a fare figli prima dei 40 anni sarebbe il top; noi intanto pensiamo a come fare per non darvi la pensione prima dei 75 anni.

    con tanto amore INPS supporter

  6. Praticamente fino a 40 anni è una vita di stenti, a 40 anni portate a casa in due 35-38k lordi e forse potete figliare

  7. Io che a 25 anni mi appresto a chiedee un minimo aumento a 33k dai 28 che prendo: meme del tizio che suda

  8. Finta partita iva here.

    9 ore di lavoro, fattura mensile leggermente sopra i 1000

    Nessuna tredicesima, e 1/3 del mio guadagno se ne andrà in tasse.

  9. 15mila lordi non sono nemmeno 1000 netti al mese, o quantomeno, quando iniziai a lavorare nel 2006 per avere 1040 € netti ne prendevo 20mila lordi, in 14 mensilità.

  10. Se portiamo il reddito medio maschile allo stesso livello del femminile potremmo essere paese dell’anno per due volte di seguito!

  11. Mi sembra ovvio che un under 25 guadagni meno di un over 55, il primo gruppo ha appena iniziato la carriera il secondo è alla fine è quindi in posizione più senior.

  12. Ragazzi che dire, ho appena compiuto 30 anni, lavoro da 3, laurea in architettura, vivo ancora con i miei e ho una casa ereditata che non so con che soldi sistemerò.

    Ho aperto partita IVA perché nel mio ambito (architettura) è pressoché obbligatorio. Lavoro 6 giorni su 7 e quando va bene FATTURO 1.2k – 1.3k (fatturo allo studio un forfeit che abbiamo accordato tempo fa). Lavoro per due studi, su mia scelta volevo tenermi aperte più porte possibili, e facevo/faccio 3 giorni nello studio della mia cittadina e 2 a Milano (qui ho iniziato ad ottobre 2019 sempre part time, mentre nell’altro da solo 1 anno).

    Lavorare in due studi è stato molto stancante e infatti mi ero dato come dead line la fine del 2021 per decidere dove andare.

    A dicembre mi è arrivata la proposta economica dello studio di Milano che ammontava a 1k LORDO mensili FATTURATI, io ho chiesto 1.6 k LORDI, loro mi hanno detto che non potevano permettersi questo costo e quindi ho deciso di chiudere il rapporto.

    Nell’altro studio invece tutti i discorsi economici sono fermi in quanto stiamo aspettando di capire se vinceremo o meno un bando pubblico. Temo che comunque non andrò a fatturare più di 1.2k se mi andrà bene…

    Questa è la breve storia di un architetto 30enne, mi chiedo spesso se forse dovrei andarmene, se dovrei mandare cv a tappeto e cambiare studio, mi chiedo se magari fare un lavoro completamente diverso dall’architetto possa essere la soluzione e mi chiedo, sopratutto, se faccio abbastanza.

    Forse avete ragione voi, il nostro paese getta le sue fondamenta “sul tesoro dei nonni” e io purtroppo credo di esserci dentro fino al collo…

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