Dal pezzo: “sono straniere 3 bottiglie su 4 consumate in Italia. Le importazioni italiane di olio d’oliva dall’estero hanno segnato il record del secolo per un valore di oltre 2,2 miliardi di euro nel 2022 con un incremento di quasi il 20% nei primi sei mesi del 2023 secondo l’elaborazione Coldiretti su dati Istat”

Qualcuno sa dirmi perché?
Che vantaggi economici ne abbiamo ricavato?
Da cittadino poco informato, penserei che il paese simbolo della cucina mediterranea avesse una produzione interna molto superiore a quei 3/4.

by n0_1d

7 comments
  1. Errata corrige, subito: “a quel 1/4”, una bottiglia italiana su quattro.

  2. Immagino che la xyella lasciata libera di devastare le coltivazioni per anni abbia avuto un qualche impatto

  3. Ti sei perso vari disastri naturali nel bel paese che hanno distrutto la produzione interna di recente

  4. > Qualcuno sa dirmi perché? Che vantaggi economici ne abbiamo ricavato? Da cittadino poco informato, penserei che il paese simbolo della cucina mediterranea avesse una produzione interna molto superiore a quei 3/4.

    Considera anche che il nostro costa un casino e lo esportiamo come prodotto di lusso, mentre noi usiamo quello greco e spagnolo che costano meno.

  5. Cambiamento climatico, pessime annate per due anni, Spagna, Grecia e Italia, che sono i maggiori produttori al mondo, già l’anno scorso stavano usando le riserve

    Quest’anno non è andata meglio e c’è di meno, le riserve sono in sofferenza e per forza i prezzi aumentano

    Fonte: [L’olio d’oliva scarseggia e costa più del solito](https://www.ilpost.it/2023/09/04/olio-oliva-raccolto-siccita-costo/)

  6. Semplicemente altre coltivazioni sono più redditizie

    L’olio di oliva non ha quel prestigio del vino o altri prodotti agricoli che portano ad alto valore per lo sforzo che comporta. Pure il kiwi conviene di più

    Nella piccola nicchia di oli di oliva “gourmet” siamo messi molto bene, ci sono tanti oli pugliesi, umbri, siciliani pregiati. Ma ecco costano nel minimo il doppio dell’olio da supermercato.

    L’Andalusia che è la più grande produttrice di olio di oliva, oltre alla produzione gourmet di ottimo successo e molto diffusa – ha anche un’altra produzione in parallelo di olio di oliva di massa, ma è gestita da una piccola manciata di grande corporazioni con la loro economia di scala e anche usano dei coltivari/varietali/uliveti/comelovuoichiamare di bassa qualità per questa coltivazione di massa.

    Un’altra cosa è che dobbiamo considerare che le nostre proprietà agricole sono in media molto più piccole della Spagna o Francia o California. Tipo per il vino la nostra proprietà vinicola media è tipo tre volte più piccola – non pesa troppo nel vino (forse in alcune cose offre qualche vantaggio) ma immagino che per l’olio di oliva sia impossibile poi mantenere pari passo.

    Andalusia è pure una delle parti del mediterraneo più colpite dal cambiamento climatico, quindi se crolla la loro produzione colpisce i prezzi dell’intero mercato.

    Un’altra cosa da considerare è che comunque tra i grandi consumatori d’olio di oliva siamo tra i più benestanti, ci superano giusto l’Australia, l’ovest americano, il sud francese. È naturale che in crisi di fornitura di olio di oliva siamo quelli più capaci di coprire le lacune con i soldi, importando. In Marocco se gli manca l’olio col cacchio che coprono la produzione importando l’olio Provenzano.

  7. Compratevi un nebulizzatore per olio, da quando lo uso ne consumo la metà e forse anche meno.

    Certo, è una finta soluzione ma bisogna pur sempre arrangiarsi.

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