Scusate se questo è un argomento molto specifico, ma purtroppo non trovo molto a riguardo, per cui scrivo qui nella speranza di un confronto costruttivo.

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La domanda nasce dalla mostra “[**Tota Italia. Alle origini di una nazione**](https://scuderiequirinale.it/exhibition/tota-italia-alle-origini-di-una-nazione/)” a cura delle Scuderie del Quirinale (2021) e da un articolo di Limes “[**Per una nuova pedagogia nazionale**](https://www.limesonline.com/cartaceo/per-una-nuova-pedagogia-nazionale)” del 2019:

se parliamo di “**Risorgimento**”, si può parlare (o si dovrebbe) anche di “**Sorgimento**”? Invece che di **Unità** d’Italia (1861), dovremmo parlare di **Riunificazione** dell’Italia?

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**#1- Partiamo dalla mostra.** Il titolo riprendeva la famosa formula del giuramento di Augusto:

**”Iuravit in mea verba tota italia sponte sua et me belli, quod vici ad Actium, ducem poposcit”**

Significa “Tutta l’Italia ha giurato di propria iniziativa sulle mie parole, e ha preteso che io fossi il capo della guerra che ho vinto ad Azio”, la guerra civile che lo contrappose a Marco Antonio e Cleopatra. La mostra presenta Augusto come “l’uomo che per la prima volta unificò l’Italia in un territorio omogeneo”. Come scrive [Classicult](https://www.classicult.it/augusto-e-quel-sogno-chiamato-tota-italia/), da un concetto meramente geografico di Italia si raggiungerà pian piano a partire da Augusto quell’unità politica che porterà poi contro la guerra con Marco Antonio a far giurare tutte le comunità d’Italia a favore di Ottaviano. E questo giuramento non passerà certamente inosservato nella politica augustea, tanto da essere enfaticamente espresso anche nel testamento morale e politico del princeps, le Res Gestae, che “L’Italia unita aveva giurato per lui”. Anche Manfredi a Repubblica dice [“L’Italia? L’ha costruita Ottaviano Augusto”](https://napoli.repubblica.it/cronaca/2014/08/22/news/manfredi_l_italia_l_ha_costruita_ottaviano_augusto-94290579/?callback=in&code=MGZMMMI2MMITYJI1NI0ZNMNKLTGXNZETMZMXY2ZIMZM5ZDQ5&state=c281199892d2460eb462a2198370ebcb) (2014).

Ho cercato quindi di ricostruire quali potrebbero essere le tappe principali di quello che potrebbe essere il “Sorgimento”, qui una proposta:

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* **91 aC – 88 aC: Guerra Sociale:** concessione della piena cittadinanza romana a tutta l’Italia a sud dell’Arno e del Rubicone e alla Cisalpina a sud del Po, attraverso la Lex Iulia de civitate e la Lex Plautia Papiria del 90-89 aC;
* **42 aC: Annessione dell’ex provincia della Gallia Cisalpina** (Italia settentrionale) all’Italia, in seguito alla concessione della piena cittadinanza romana ai suoi abitanti a nord del Po, tramite la Lex Roscia del 49 aC; l’annessione all’Italia delle ex province repubblicane di Sicilia e Sardinia et Corsica avverrà molto più tardi, nel 292 d.C;
* **31 a.C.: la “Coniuratio Italiae” (Giuramento d’Italia) e la successiva Battaglia di Azio**, la battaglia navale combattuta tra la flotta marittima di Ottaviano e le flotte combinate di Marco Antonio e Cleopatra. La battaglia ebbe luogo il 2 settembre del 31 aC;
* **7 d.C.: l’Italia divisa internamente in undici regioni da Augusto**. L’Italia (escluse le isole maggiori) costituiva il territorio di Roma (“ager romanus”) e come tale non era una provincia, ma “Domina Provinciarum”. L’espressione compare in una glossa al Corpus Iuris Civilis: “Italia non erat provinciale, sed domina provincialum”.

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**#2 – Perchè è importante?** Riprendo qui alcuni estratti dell’articolo di Dario Fabbri nel 2019, in cui scrive:

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* “**Sicché per rilanciarsi … è necessario riscrivere la nostra pedagogia. Per illustrare la continuità della storia patria, fissando un legame indissolubile tra l’antichità e il tempo presente**”;
* “Mentre l’Italia non conosce fondamento mistico … il Risorgimento non è avvolto da afflato spirituale, non è oggetto di venerazione. Il nostro paese non possiede neppure una festa nazionale indisputata, diviso tra l’acclamata caduta di un suo regime e la rievocazione di un referendum istituzionale”;
* “**Il legame con l’Antica Roma, il più illustre dei richiami, di fatto è stato propagandato soltanto durante il fascismo, quindi rinnegato a causa della damnatio memoriae applicata al regime**. Quasi il giudizio su una specifica fase politica potesse invalidare il valore pedagogico dell’intera classicità, quasi le forme istituzionali decidessero il destino di una collettività”;
* “Quindi dovremmo riformare l’insegnamento della storia a livello scolastico, dove l’ancestrale romanità degli italiani risulta alquanto scolorita … **realizzando uno scavo molto diverso da quello pensato dal fascismo, che pretendeva di costituire una posticcia corrispondenza tra sé e il modello latino, invece di fissare il progetto augusteo come principio del sentimento nazionale.** Con l’obiettivo di rendere sacra, inviolabile l’esistenza dello Stato. Passo fondamentale **per resistere a eventuali … decadenze socio-economiche**”;
* “Intrisa di storia e geopolitica, un’efficace pedagogia nazionale dovrebbe risalire il flusso temporale, tornare all’alba dei secoli … **il mito motore italiano va scovato nell’Antica Roma**. Dovremmo riconoscere nelle imprese dell’Urbe la nostra origine. Scegliendo la divisione dell’Italia in undici regioni da parte di Ottaviano Augusto (7 d.C.) quale evento fondativo della nostra epopea nazionale, provvedimento che trasformò la penisola in soggetto geopolitico, che le donò un assetto culturale assai simile all’attuale”.

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**#3 – Conclusione:**

Leggendo, mi sono fatto questa idea per cui ritengo che sarebbe importante **considerare il “Tota Italia” e la successiva Battaglia di Azio del 2 settembre 31 a.C.** (o la la divisione dell’Italia in undici regioni da parte di Ottaviano Augusto del 7 d.C. come suggerito da Fabbri, ma a quel punto se si cerca un “mito motore” mi sembra più sensato trovarlo in un giuramento che in un atto amministrativo), **come data della Prima Unità d’Italia, del “Sorgimento**”. Per dare all’Italia la giusta prospettiva storica, perchè un paese che rinuncia al proprio passato, rischia di rinunciare al proprio futuro.

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**#4 – Disclaimer:**

Per favore, non accusatemi di fascismo, non sono assolutamente fascista. Ritengo infatti che il legame stabilito dal fascismo con l’Antica Roma sia stato dannoso per l’Italia, provocando la successiva “damnatio memoriae” del classicismo, che invece fu fondamentale, ad esempio, per il Rinascimento italiano. E non sto parlando di ricreare l’Impero Romano, ma di dare all’Italia la giusta prospettiva storica.

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Grazie in anticipo per l’attenzione.

by L7Z7Z

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