Allarme pastifici, a inizio 2022 non ci sarà più grano: «Mai così poco, neanche durante la guerra, prima di Natale potrebbe aumentare il prezzo della pasta tra i 15 e i 20 centesimi al pacco»

27 comments
  1. Scusatemi la domanda da ignorante ma perché la mancata produzione in Canada dovrebbe impattare su un marchio che sulla confezione scrive solo grano italiano?

  2. Soluzione intelligente: porre limiti all’esportazione e dare priorità alla produzione interna proteggendo il potere d’acquisto dei consumatori italiani.

    Soluzione UE: unica possibilità è aumentare i prezzi.

  3. Per l’Italia sarà una disgrazia almeno al livello della malattia delle patate per gli irlandesi il secolo scorso.
    Già vedo i barconi di italiani salpare per porti migliori

  4. Fosse solo il grano che è aumentato

    Il mais anno scorso era a 18€/ quintale quest’anno ha raggiunto i 28, ora siamo in pieno raccolto ed è sceso a malapena sotto i 26,5.

    La soia a ottobre 2020 era a 36, a metà anno è volata a 70 per poi assestarsi a 50, vedremo verso il raccolto come andrà.

    Per l’orzo e frumento (grano tenero) tra giugno e luglio non erano aumentati di troppo.

    Ho appena controllato il prezzo dei frumenti duri da aprile ad oggi da 24 è passato a circa 45 €/qle.

  5. Lavoro in un pastificio e la situazione è realmente critica.
    In (relativamente) poche settimane il costo della semola è raddoppiato (parliamo di una media di 360-380 €/t a 700 e più €/t) e spesso i molini non riescono nemmeno a consegnartela perché non hanno grano da comprare.
    La programmazione delle produzioni,che prima erano a lungo termine, è diventata praticamente giornaliera.
    In linea generica i clienti stanno accettando l’aumento prezzi richiesto, anche perché non avrebbero altre soluzioni immediate (anche gli altri pastifici stanno aumentando i prezzi).
    Se uniamo questo alla crisi delle materie prime in generale, quindi gli imballi in cui andare ad inserire la pasta dopo essere prodotta, la situazione si prospetta abbastanza critica per i prossimi mesi..

  6. Come abbondantemente previsto, il cambiamento climatico ci sta portando velocemente verso un pianeta capace di sfamare forse un decimo della popolazione attuale, in tutto. I tempi si misurano in decenni.

    Le prime avvisaglie concrete come questa sono ancora robetta.

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