In Italia ci sono soltanto 15 Starbucks, tra i paesi EU ad averne meno, nonostante “si dice che” l’idea venne al fondatore dopo aver visitato i bar di Milano

43 comments
  1. Mi sembra logico, hanno esportato una usanza italiana, in tutto il mondo.

    Negli altri paesi non ha avuto la minima concorrenza

  2. Perché non vendono caffè ma bevande al gusto di caffè, che non interessano alla maggior parte degli italiani che invece va al bar o agli altri clienti di un normale che cercano altro. Un franchise così a discapito di tanti bar non può vincere in Italia. Come per altri prodotti, tipo i gelati Ben&Jerry contro gli altri gelati di marca e l’artigianale.

  3. Uno Starbucks a città grande basta e avanza e potrebbero comunque avere problemi.
    Non è un prodotto che da noi può avere tutto quel successo

  4. nella mia zona ce n’è uno, mai sentito il bisogno di andarci , francamente se devo farmi fare un caffè costoso vado al Rivoire in centro

  5. Io ci sono andato (fuori dall’Italia) e a me i caffè ( la maggior parte sono latte con aromi vari) di Starbucks onestamente fanno schifo, sarà che non li conoscevo prima e quindi non ero stato intortato dal marketing, ma io li trovo come una sorta di fast food del caffè, c’è di meglio, come anche le pizze di Domino’s, sono tutti buonissimi se non hai possibilità di mangiare altro.

  6. credo il 90% delle persone ci andrebbe una volta per provare e addio, hanno bevande particolari che possono piacere ma pezzi esagerati rispetto ai nostri bar. però da intollerante al lattosio all’estero l’ho adorato per tutte le alternative di latte vegetale

  7. Non è tanto la cultura del caffè diversa. Secondo me è più il fatto che
    1. Negli Starbucks ci si può piazzare col pc a lavorare/leggere/studiare/quello che vuoi, cosa che noi italici non facciamo molto

    2. Il format è simile ai fast food: si va al McDonald per nutrirsi più che per mangiare (magari dopo una giornata in giro) quando non si ha sbatti di andare al ristorante/mangiare a casa, e si sa già cosa prendere ed è un’esperienza più “semplice” rispetto al mangiare al ristorante, dato che il menu si conosce già. Per bere il caffè però non si ha questa necessità, dato che in qualsiasi bar prendere un espresso al banco ha la stessa facilità

  8. Ci sono andato una volta ad Atene, ho pagato una cosa come sei euro un beverone di acqua frizzante, limone, ghiaccio e polvere di caffè. Alla lidl paghi un terzo del prezzo per una cosa praticamente identica, si chiama Coca Cola.

  9. LOL la gente che paragona Starbucks ad un bar/caffè e si dimostra indignata per il caffè o per i prezzi. Una cosa è certa, voi non siete il target a cui si rivolgono.

  10. Non credo proprio che sia un insuccesso, ce ne sono pochi perché hanno cominciato ad aprirli solo da poco, ma a Milano i locali di quel tipo già erano arrivati e andavano bene, e tutti gli Starbucks da cui mi è capitato di passare accanto erano sempre pieni.

    Penso che il loro caffè sia al limite dell’imbevibile, ma il loro target non è quello della persona che passa a bere un espresso al volo prima di tornare in ufficio, e tra l’altro credo anche che più che caffè venda o soprattutto quelle bevande tipo moccaccino o simili.

    Penso che in qualche anno ci saremo allineati al resto d’Europa o quasi

  11. Io sono stato allo Starbucks di Milano e se devo essere sincero è stata un’esperienza unica. La cosa che lo fa funzionare è proprio l’ispirazione e influenza Italiana, Starbucks per quanto possa funzionare in altri paesi qui non è diffuso proprio per la nostra cultura del caffè

  12. Tra l’altro quello di Corso di Porta Romana a Milano è stato chiuso di recente, passandoci davanti tutti i giorni credo di non averci mai visto dentro nessuno.

    Onestamente le bevande di starbucks mi fanno venire il mal di pancia solo a pensarci. Anche solo un cappuccino in un bicchiere così grande significa che ti stai bevendo un quantitativo di latte non indifferente, se poi ci aggiungi cremine e sciroppi diventa una cosa indegna.

  13. Credo che il motivo per cui sturbucks non abbia preso piede in Italia sia un altro. Quando uno va da starbucks ci trova al 90% studenti o lavoratori con il laptop che stanno lì dentro ore e ore, soprattutto considerando il clima rigido dei paesi del nord europa o nord america. Ovviamente bevendosi uno o più bibbitoni come li ha definito qualcunoi, che comunque a me piacciono, da 9 dollari. Se applicassimo lo stesso business model in Italia col caffè da 60 centesimi, fallirebbe subito, infatti i bar italiani sono piccolini col bancone stretto in modo tale che dopo aver bevuto uno si leva dalle 🏐 .

  14. ma starbucks non è più una pasticceria che un bar? Chiedo, non ci sono mai entrato e credo di non averne nemmeno mai visto ma so che fa frullati, bevande “con caffè” ecc…anche il bar del mcdonald ci prova ma con un menù molto ridotto

    insomma non lo paragonerei al bar senza nemmeno le sedie dove entri a fare pit stop di caffè e poi tornare a fatturare, mi ricorda più una pasticceria dove ti siedi e ti bevi magari una cioccolata con una pasta

  15. Io sono stato in qualche Starbucks all’estero e adesso, dato che ne hanno aperto uno relativamente vicino a casa mia, anche quello italiano.
    Allora il caffe di Starbucks all’estero è pietoso, proprio vomitevole, mentre in Italia devo dire che è passabile e vabbe poi si sono adattati pure loro a noi, servono anche espressi, macchiati, cappuccini, cornetti, paste, ecc…

    Alla fine non sono poi così male in Italia.

  16. Sentitevi pure offesi dalla frase che segue ma:

    **Dite che l’espresso italiano è il più buono del mondo e poi bevete brodaglia dalla dubbia igiene, che sa di bruciato e gli schiaffate dentro una bustina di zucchero per renderlo accettabile.**

    Il caffè espresso al bar, nella stragrande maggioranza dei casi, è fatto di merda usando macchine che sono state pulite, quando va bene, una volta al mese e utilizzando miscele che rasentano il bevibile.

  17. Non mi stupisce, l’Italia e gli italiani hanno una cultura del caffè tutta loro, è normale che caffetterie così particolari non siano particolarmente diffuse.

  18. Io non riesco a capire una cosa di fondo: se io voglio lavorare, lo faccio in studio o a casa, o mi fermo in biblioteca quando devo fare ricerche (o quando ero studente, nelle aule studio dell’università). Perché dovrei avere voglia di andare in un bar e rimanerci ore, se rimango da solo al tavolo col pc? Tra l’altro é un ambiente che non favorisce di certo la concentrazione, quindi la resa del tempo è minore. Forse è utile per chi è in viaggio e non vuole perdere ore tra un appuntamento e un altro, ma non credo rappresenti una clientela numericamente rilevante.
    Aggiungendo che i prezzi sono alti e il prodotto offerto di qualità bassa, non vedo alcun motivo per andare da Starbuck’s. Se voglio posso fare la pausa caffè in un buon bar, avendo anche l’occasione di staccare qualche minuto dal lavoro.

  19. Abito a Milano e ci son andato spesso. La mia è una valutazione “apolitica”. Secondo me quello che manca è il servizio: ho sempre trovato dipendenti lenti e svogliati, locali sporchi e tavoli appiccicaticci… Insomma nulla che invogli ad andare lì a consumare

  20. Ora, io sono un signor nessuno, che per un periodo ho avuto a che fare con giovani adolescenti, di recente, ero accompagnatore in vacanze studio.

    tolto il fatto che il mio non doveva essere il gruppo “ricco” e ho visto una delle ragazzine più piccole (età 14/17) comprare 780£ di roba Victoria secret, questi adolescenti di questa età passava il 90% del tempo libero a disposizione da Starbucks, una roba allucinante persino a Camden town (per chi non è stato a Londra è un posto fighissimo pieno di cibo etnico e mercatini chic) hanno fatto 20 minuti di giro, un paio di acquisti e poi tutti da Starbucks a farsi le foto coi bicchieri anziché spaccarsi di birra ed erba come le persone normali

  21. diciamo poi che Starbucks è un po’ una novità ed è difficile che venga accettato fin da subito da tutte le generazioni

  22. Beh non mi sembra per nulla strano, in primis in Italia il caffè lungo americano non piace, in secundis costa molto di più di un classico espresso, quindi se posso andare ad un bar a chiacchierare pagando massimo 2€ per un caffè che trovo anche migliore perché mai dovrei andare da Starbucks?

    Poi non dimentichiamoci che in Italia la cultura dell’aperitivo è prevalente quindi se voglio stare un’ora al bar con i miei amici è più probabile che mi prenda un aperitivo piuttosto che bermi un’ora il caffè.

    Infine, io vedo tantissima gente al bar a studiare e a scrivere al computer, quasi tutti hanno il Wi-Fi libero e quindi un classico bar diventa più economico di un qualsiasi Starbucks.

  23. Opinione impopolare: il caffè che ho bevuto nella roastery a Milano era migliore del 99% dei caffè che ho bevuto in vari barettini. In più me lo hanno portato al tavolo dove ero seduto, fuori in mezzo alle piante invece che bermelo in piedi al bancone. Ovviamente era più costoso, ma sinceramente per il servizio e il posto (che è enorme e molto bello) me lo aspettavo. Ma soprattutto insieme al caffè mi hanno dato un biscottino al burro dal sapore divino.

    Ovviamente non è compatibile con la nostra cultura dell entrare, ingurgitare un espresso a 1 euro e uscire dal bar in meno di 5 minuti, però la qualità c’è. Vedo tanti a volte che dicono che il caffè è terribile e IMO non ci sono andati e sono rimasti all’idea che se chiedono un caffè gli danno il beverone americano, o ci sono andati ma solo all’estero.

  24. In Italia il cappuccino costa 1,30€ in Italia in qualunque bar, anche in centro (magari 1,50). Starbucks è fuori prezzo, è proprio solo che ci vai quella volta che vai in centro a Milano a fingerti ricco

  25. Alcuni dei migliori algoritmi e/o pezzi di codice li ho scritti in qualche sperduto Starbucks.

    Ammetto che pensavo in Italia ne fossero di meno mi ha stupito kl numero.

  26. 5€ un caffè no grazie. Non sono neanche così buoni, se voglio una cosa con la panna e piena di zucchero, vado in pasticceria

  27. Adoro Starbucks e la sua assenza nel mio paese è una delle mie più grandi sofferenze. L’atmosfera nei bar italiani è pessima, tutti di corsa, spesso in piedi, nessuna comodità a parte la consumazione. Durante i miei studi in America ho preparato interi esami sui divanetti di uno Starbucks, con internet a banda larga, socializzando con altri che come me erano lì per motivi di studio o lavoro. La nostra ossessione per la “tradizione” è una forma di chiusura mentale che non sopporto. Il vecchio e il nuovo dovrebbero coesistere in un paese moderno.

  28. Non riesco mai a ordinare niente da Starbucks: Troppe calorie e troppi euri, No grazie.

    Però poter stare in panciolle a lavorare al PC è comodo.

  29. Da dove comincio a elencare i problemi di Starbucks oggi?

    – non siamo più nel 2000. Oggi tutte le compagnie telefoniche offrono l’hotspot gratuito e abbiamo la connessione flat senza limiti a Gb. L’offerta di Wi-Fi gratuita non attira ne giovani benestanti ne lavoratori da ufficio. Potrebbero far comodo a kid e persone che rimetterebbero la 56k pur di risparmiare, ma questi se ne stanno alla larga dai prezzi dello Starbucks.
    – Il caffè è una cosa, il beverone aromatizzato al caffè è un’altra cosa. Starbucks può essere considerato un locale “dove far merenda dolce”, non certo un locale per caffè.
    – Starbucks ha indossato per molto tempo la divisa “progressista”, senza tirarsi mai indietro su temi che in un’Italia conservatrice non piacciono (LGBT e BLM tanto per dire i più recenti).
    – Starbucks sfoggia un razzismo da stereotipo degli italiani che fa persino tristezza su quanto siano invasati. Trattano l’italiano al bar come tratterebbero la borghese sulla 50ina di Milano city : dolcetto, sorriso formale e distaccato, bomba di zuccheri in bicchiere anonimo. Un trattamento apatico spacciato per “noi non giudichiamo”.
    L’italiano medio va al bar anche solo per fare due ciarle, non per bere un pessimo beverone in un angolino.
    – Il caffè è una cosa rapida, per passatempo si fa merenda o aperitivo. Il target “caffè bevuto lentamente” non ha colpito nemmeno gli australiani.
    – L’italiano ha in testa il mito “caffè = 1.000L ieri e caffè = 1€ oggi”. Maldigerisce l’idea del caffè a 1,30€, figurarsi alzare i prezzi per offrire servizi indesiderati.

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