
La maggior parte dei videogiocatori odierni tende a definire prodotti come Dark Souls competitivi/punitivi, ma si vede che non hanno mai provato il vero seguito di Super Mario Bros. Questa è la sua storia e quella della sua versione modificata per il mercato occidentale.
19 comments
Quelli che trovano dark souls difficile e punitivo sono quelli che giocavano a robe tipo skyrim, assassin’s creed in difficoltà facile o al massimo media, o GTA con l’automira. Della serie “gioco solo per la trama”. Legittimo eh, però vedere un’inondazione di questi elementi, anche magari sulla stampa specializzata, parlare in continuazione di quanto dark souls fosse “difficile” era tra l’estremamente ridicolo e l’estremamente irritante. Non serviva aver giocato a [inserisci gioco arcade ultra-hardcore] per rendersene conto
Il problema è che al tempo c’era solo Super Mario e per farlo durare un po’ di più gli sviluppatori lo rendevano difficile in modo da riuscire a terminarlo solo dopo infinite ripetizioni fino a sfiorare la perfezione (ho ancora la musica nelle orecchie e potrei fare il primo livello bendato).
Ora ci sono mille giochi, mille possibilità e mille impegni e se devo ripetere una scena più di due volte allora sto sprecando tempo e faccio qualcos’altro.
Non è che una volta i giocatori fossero più hard core, il mercato si è adattato.
Ghost n goblins e vari seguiti, Ninja Gaiden.
Il termine “competitivo” è fuorviante e – giustamente – mai menzionato nell’articolo.
Che storia, ho sempre pensato che quello là fosse l’originale.
Comunque per me la soluzione sulle difficoltà sta nel fare più livelli di difficoltà e fare un normale non punitivo ma con un certo livello di sfida.
L’easy lo lasci per chi si vuole godere solo la storia o per i “[game journalist](https://youtu.be/zbE6fqBuGkA)”.
Penso che il termine souls-like sia uno dei più abusati. Ormai un gioco che richiede un’abilità superiore alla media o anche solo un attimo di pazienza per prendere confidenza con le meccaniche viene definito così, ricordo quando hanno fatto il remaster di crash è stato definito dalla stampa videoludica “il dark souls dei platform”. Okay sicuramente è più difficile di un gioco nuovo e prendere le gemme colorate può essere ritenuto difficile, ma si tratta pur sempre di un gioco offline: prima o poi il livello lo passi se lo provi abbastanza volte. Penso che chi cerca la sfida ora va sui giochi online dove la difficoltà la fanno gli altri giocatori e tende ad alzarsi con il tempo, per tutti gli altri gli sviluppatori hanno dovuto puntare su altro (trama e grafica) e quindi ci ritroviamo giochi che possono essere giocati da chiunque senza impegno e finiti al primo tentativo.
ancora peggio: i coin op.
per sopravvivere piu’ di due minuti a Ghouls ‘n Ghosts dovevi essere mezzo dio.
In pratica, l’unico vero gioco difficile è quello che viene progettato e programmato apposta per i cabinati al fine di raccattare più soldi possibile, riducendo i videogiochi a degli [acchiappacitrulli](https://webuypinball.com/wp-content/uploads/2013/09/crane-game-lil-plush-coin-op.jpg) più complessi.
Il motivo per cui così tanti giochi per il NES e lo SNES erano così difficili (e dunque anche come mai i “livelli perduti” di Super Mario sono arrivati in Europa e in America solo ben dopo) era perché sia partivano con l’idea che *forse* un giorno sarebbero diventati dei cabinati e si volevano far trovare pronti/non sapevano come fare altrimenti, sia per allungare il brodo di giochi altrimenti molto, molto corti.
Io quest’idea che i videogiochi non siano più così punitivi sia un male non l’ho mai capita. Passi il difendere i livelli di difficoltà, ma ad un certo punto sembra essere una critica fatta da gente con Sindrome di Stoccolma che per farsi passare il bruciore di non aver mai completato *X-Com: Terrore dal Profondo* o *Battletoads* quando erano bambini difendono giochi altrettanto stronzi.
Vedo con piacere che stanno fiorendo threads su qualcosa di diverso da politica, economia, categoria X da odiare e le minacce di Xinnie.
La versione giapponese di Super Mario Bros 2 è, a mio parere, un gioco di merda. Non è solo un gioco difficile, è un frustrante trial & error con un level design privo di senso.
*laughs in paradox*
Io ho platinato Cuphead sia su PC che switch, dark souls mi dava meno sui nervi XD
La vera domanda è: perché alla gente piacciono i giochi punitivi soul-like ? Non lo capisco, come fa piacere giocare a un gioco la cui difficoltà sta nel dover morire per aumentare le proprie conoscenze e capacità? Ritengo che giochi come half life o portal, ovvero dove si impara gradualmente con livelli man mano più complessi sia IL metodo più corretto. Poi il mondo è bello perché è vario.
Considerando le pazzie che vengono create con Super Mario Maker, tipo i livelli Kaizo, i livelli di Super Mario lost levels sono una passeggiata
Baitone
Unpopular opinion solo parzialmente collegata:
Dark souls non è “difficile”, si controlla solo di merda. E questo rimane vero in tutti i vari “souls like” che ho provato: se gli input fossero gestiti decentemente e gli schemi di controllo fossero progettati bene sarebbero giochi facilissimi.
Giochi difficili per bene ce ne sono, basta pensare a cuphead o binding of isaac.
Ma questa mania di considerare dark souls come un gioco da gentiluomini tronfi e spavaldi è ridicola. È come se una certa pista fosse considerata la più difficile da guidare nonostante sia un cerchio, solo perché prima di metterti al volante ti fanno scolare due litri di stravecchio.
Voglio vedere chi ha superato la prima missione di Driver.
Il garage.
Una volta su Iss Pro Evolution 2 (il papà dei vari Pes) avevo creato una squadra di giocatori con tutti i valori massimi, compresi altezza e peso.
L’obiettivo non era sconfiggerli, ma almeno segnare un gol.
Non ci siamo mai riusciti.
Laughs in Super Panga World