“Con l’inizio del nuovo anno, lo storico brand nato nel 1827 a Sansepolcro (Arezzo), grazie allo spirito imprenditoriale di Giulia e Giovanbattista Buitoni, cessa di esistere. Dopo tredici anni, infatti, non è stata riconfermata la concessione da parte della multinazionale Nestlé, detentrice del logo, al gruppo Newlat Food Spa – azienda del settore agroalimentare con i marchi Dalverde, Polenghi e Giglio – che nel 2008 acquisì lo storico pastificio aretino, dove fino a oggi sono stati prodotti pasta e prodotti da forno. Rimane la fabbrica, ma potrà produrre solo con altri loghi, come Delverde; mentre il marchio rimane di proprietà di Nestlè, che per diciotto mesi si impegna a non venderlo.”
la pasta Delverde è sufficientemente buona, spero l’azienda non soffra troppo per la perdita del marchio Buitoni
«Buitoni opera e continuerà a operare in Italia e all’estero con i suoi prodotti storici e iconici del made in Italy»: lo sottolinea Nestlé italiana in una nota. Attraverso il comunicato la multinazionale dolciaria «precisa che la notizia della fine del marchio Buitoni diffusa da alcuni organi di stampa quest’oggi è del tutto destituita di fondamento».
Forse la minore delle infinite porcate di Nestlè.
3 gennaio – Il sole 24 ore – “Addio al marchio Buitoni”
4 gennaio – Il sole 24 ore – “Nestlè smentisce”
​
facciapalmo
Chissà che fine ha fatto Marisa Laurito!?!
Chissà che fine ha fatto Marisa Laurito!?!
La Newlat produce pasta per svariati marchi. Sinceramente però non penso di aver mai assaggiato la pasta Buitoni…
La realtà è che molti marchi dell’eccellenza italiana sono in mano a multinazionali straniere. Chi è un po’ più vecchio ricorderà i media celebrare il mito delle privatizzazioni, dell’apertura a nuovi investitori stranieri per migliorare la competitività. Anzi si stendevano e si stendono tappeti rossi alle aziende straniere che vengono ad investire in Italia, si fanno riforme per favorire lo sfruttamento della manodopera, così sono più invogliate a venire. Dovremmo invece dire che siamo diventati terreno di conquista, bordello con le donne a più buon mercato. E nessun giornalista o politico che faccia mea culpa di quanto sostenuto nel passato… Chissà perché gli altri paesi, primi fra tutti la Francia non permettono all’Italia di appropriarsi di aziende strategiche…. Eh si l’Europa ci vuole bene davvero. Stupidi noi a volerne uscire. Che poi anche i sassi hanno capito che l’Europa è un’unione di interessi nazionali e che Francia e Germania fanno i propri intetessi mentre l’Italia dei politici corrotti si svende. Così ora la narrativa dei media è che se usciamo fuori dall’Europa saremmo distrutti dai mercati. Che forse è la cosa più vera detta negli ultimi tempi. Ovvero che siamo sotto ricatto. Il prossimo terreno di conquista sarà la biodiversità agro alimentare. Il tutto ovviamente nel silenzio dei media e della politica, complici di questo sfascio.
Se mai un domani un politico proporrà di riconquistare il nostro tessuto economico, beh quel politico sarà un vero politico. E l’Europa lo farà cadere, sempre per mezzo dei media… ovviamente
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“Con l’inizio del nuovo anno, lo storico brand nato nel 1827 a Sansepolcro (Arezzo), grazie allo spirito imprenditoriale di Giulia e Giovanbattista Buitoni, cessa di esistere. Dopo tredici anni, infatti, non è stata riconfermata la concessione da parte della multinazionale Nestlé, detentrice del logo, al gruppo Newlat Food Spa – azienda del settore agroalimentare con i marchi Dalverde, Polenghi e Giglio – che nel 2008 acquisì lo storico pastificio aretino, dove fino a oggi sono stati prodotti pasta e prodotti da forno. Rimane la fabbrica, ma potrà produrre solo con altri loghi, come Delverde; mentre il marchio rimane di proprietà di Nestlè, che per diciotto mesi si impegna a non venderlo.”
la pasta Delverde è sufficientemente buona, spero l’azienda non soffra troppo per la perdita del marchio Buitoni
[https://www.ilsole24ore.com/art/nestle-il-marchio-buitoni-continuera-operare-AEGR095](https://www.ilsole24ore.com/art/nestle-il-marchio-buitoni-continuera-operare-AEGR095)
«Buitoni opera e continuerà a operare in Italia e all’estero con i suoi prodotti storici e iconici del made in Italy»: lo sottolinea Nestlé italiana in una nota. Attraverso il comunicato la multinazionale dolciaria «precisa che la notizia della fine del marchio Buitoni diffusa da alcuni organi di stampa quest’oggi è del tutto destituita di fondamento».
Forse la minore delle infinite porcate di Nestlè.
3 gennaio – Il sole 24 ore – “Addio al marchio Buitoni”
4 gennaio – Il sole 24 ore – “Nestlè smentisce”
​
facciapalmo
Chissà che fine ha fatto Marisa Laurito!?!
Chissà che fine ha fatto Marisa Laurito!?!
La Newlat produce pasta per svariati marchi. Sinceramente però non penso di aver mai assaggiato la pasta Buitoni…
La realtà è che molti marchi dell’eccellenza italiana sono in mano a multinazionali straniere. Chi è un po’ più vecchio ricorderà i media celebrare il mito delle privatizzazioni, dell’apertura a nuovi investitori stranieri per migliorare la competitività. Anzi si stendevano e si stendono tappeti rossi alle aziende straniere che vengono ad investire in Italia, si fanno riforme per favorire lo sfruttamento della manodopera, così sono più invogliate a venire. Dovremmo invece dire che siamo diventati terreno di conquista, bordello con le donne a più buon mercato. E nessun giornalista o politico che faccia mea culpa di quanto sostenuto nel passato… Chissà perché gli altri paesi, primi fra tutti la Francia non permettono all’Italia di appropriarsi di aziende strategiche…. Eh si l’Europa ci vuole bene davvero. Stupidi noi a volerne uscire. Che poi anche i sassi hanno capito che l’Europa è un’unione di interessi nazionali e che Francia e Germania fanno i propri intetessi mentre l’Italia dei politici corrotti si svende. Così ora la narrativa dei media è che se usciamo fuori dall’Europa saremmo distrutti dai mercati. Che forse è la cosa più vera detta negli ultimi tempi. Ovvero che siamo sotto ricatto. Il prossimo terreno di conquista sarà la biodiversità agro alimentare. Il tutto ovviamente nel silenzio dei media e della politica, complici di questo sfascio.
Se mai un domani un politico proporrà di riconquistare il nostro tessuto economico, beh quel politico sarà un vero politico. E l’Europa lo farà cadere, sempre per mezzo dei media… ovviamente