Le statistiche sugli scontri stradali in Italia di Istat e Aci sono complete? \[Associazione Lorenzo Guarnieri, Il Centauro Asaps\]

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## Per affrontare il problema degli incidenti e degli scontri stradali occorrerebbe analizzare bene le cause. Il Codice della strada italiano all’articolo 141 prescrive di mantenere sempre una velocità adeguata alle condizioni della strada e del traffico, in modo da mantenere sempre il controllo del veicolo.

In base a questo articolo si può ipotizzare che, in presenza di uno scontro stradale, almeno uno dei veicoli stesse procedendo a una velocità eccessiva per le condizioni della strada, del traffico, del meteo o della visibilità. Se la velocità non fosse stata eccessiva, in moltissimi casi il guidatore avrebbe agevolmente frenato ed evitato lo scontro, o ne avrebbe ridotto le conseguenze.

Ovvero: se non è la causa principale degli incidenti stradali, **la velocità eccessiva per le condizioni della strada è spesso una concausa secondaria** che aggrava le conseguenze dello scontro.

Stefano Guarnieri, vicepresidente dell’Associazione Lorenzo Guarnieri, [in un approfondito articolo sul Centauro, il Mensile dell’Asaps (Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale)](https://www.asaps.it/78479-_di_stefano_guarnieri*_facciamo_luce_sulle_vere_cause_degli_incidenti_il_mistero.html#google_vignette) analizza le statistiche Istat e Aci sugli incidenti stradali in Italia relative all’anno 2022.

Ecco alcune delle sue osservazioni:

1. **Completezza dei dati.** Mentre ad Istat-Aci risultano 165.889 scontri stradali, dai dati delle assicurazioni ne risultano 254.358, circa 90.000 in più. Ovviamente i dati delle assicurazioni probabilmente terranno conto anche di incidenti minori, senza feriti e senza intervento delle forze dell’ordine, ma il dato comunque evidenzia che il fenomeno complessivo degli incidenti stradali nelle statistiche Istat-Aci è *sottostimato*.
2. **Cause.** I dati Istat-Aci indicano come principali cause di incidente: 1. *Distrazione alla guida* (15%); 2. *Mancato rispetto della precedenza* (13,7%); 3. *Velocità troppo elevata* (9,3%). Però ben 41.582 casi (19,1%) vengono etichettati come ‘circostanza non precisata’, ovvero non se ne sa la causa. Se la tabella delle cause fosse ordinata per grandezza, la ‘Circostanza non precisata’ (19,1%) sarebbe la prima, davanti alla ‘Distrazione alla guida’ (15%).
3. **Guida in stato di ebbrezza o sotto influenza di sostanze stupefacenti.** Dal 2009 l’Istat non riporta questi dati.

Analizzando i dati e leggendo le osservazioni di Stefano Guarnieri, sembrerebbe quindi che ci sia un inconsapevole orientamento a sottostimare o a sottorappresentare tanto la velocità quanto l’abuso di alcolici e droghe. Ora, mentre non c’è un’industria legale della droga in Italia, esistono due industrie fortemente interessate a sottostimare rispettivamente il ruolo della velocità e quello dell’alcol negli incidenti stradali:

* **L’industria dell’auto,** per cui le prestazioni velocistiche, di ripresa e di potenza dei modelli di punta sono importanti per il marketing automobilistico. Vengono espresse in modo molto morbido nella pubblicità ma in modo molto più esplicito dall’insieme mediatico-sportivo degli sport motoristici (automobilismo, motociclismo, rally) e con la tecnica del *product placement* di auto sportive nei film d’azione, a partire, per esempio, dalla commercialmente fortunata serie ‘Fast & Furious’ (attualmente 11 film usciti), ma anche le varie Mission Impossible, James Bond eccetera.
* **L’industria del vino, della birra e dei superalcolici**, un’industria molto importante sia culturalmente sia economicamente in Italia.

È interessante osservare che negli Stati Uniti velocità e guida in stato di ebbrezza vengono considerate le principali cause di incidente:

* **Il 35% di tutti gli incidenti mortali negli Usa sono dovuti alla guida in stato di ebbrezza** (DUI, driving under influence)
* **Il 29% degli incidenti mortali negli Usa sono dovuti a velocità eccessiva**, con variazioni da stato a stato (lo stato con la più alta percentuale di incidenti mortali dovuti alla velocità eccessiva è il Sud Carolina, con il 46%)
* (Dati da [**Car Accident Statistics For 2023,** Forbes](https://www.forbes.com/advisor/legal/car-accident-statistics/#main_causes_of_car_accidents_section))

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[Il Ministro Salvini forse sottovaluta il ruolo dell’alcol negli incidenti](https://preview.redd.it/cz21prh04azb1.png?width=680&format=png&auto=webp&s=32435dee72ae1a4638e81334c49237ddb9ab67b8)

Sicuramente in Italia non c’è malafede né consapevole intenzione di annacquare le statistiche, ma forse si può parlare di *superficialità e sottovalutazione del problema da parte delle istituzioni*, oppure metodiche inadeguate nella raccolta dei dati.

Ciononostante occorre migliorare la qualità dei dati disponibili sugli incidenti stradali per capire meglio le vere cause degli incidenti e degli scontri stradali. Molti di questi incidenti sono dovuti alla precisa scelta, da parte dell’automobilista, di correre un pochino di più, di andare più in fretta, di sorpassare pericolosamente l’automobilista lento o il ciclista ‘che intralcia’, e magari di guidare comunque, nonostante i due bicchieri di vino a cena e l’ammazzacaffè.

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by Benzinazero

8 comments
  1. *Sicuramente in Italia non c’è malafede né consapevole intenzione di annacquare le statistiche ù*

    illuso e pure ingenuo.

    Vengono falsificati verbali di manutenzioni di viadotti che poi crollano e fan decine dimorti, perchè le statistiche ne sarebbero esenti?

  2. In Italia, per qualsiasi dato o statistica, abbiamo ENORMI problemi nella gestione e nella raccolta dei dati. L’ISTAT si fa un culo quadro per recuperare, e grazie ad Eurostat che produce report molto dettagliati, ma siamo ancora all’età della pietra in termini di open data, stratificazione, analisi, etc.

    Penso che UK e USA siano un esempio virtuoso in questo.

  3. >In base a questo articolo si può ipotizzare che, in presenza di uno scontro stradale, almeno uno dei veicoli stesse procedendo a una velocità eccessiva per le condizioni della strada, del traffico, del meteo o della visibilità. Se la velocità non fosse stata eccessiva, in moltissimi casi il guidatore avrebbe agevolmente frenato ed evitato lo scontro, o ne avrebbe ridotto le conseguenze.

    Falso, come dicono le statistiche che hai postato solo il 9.3% corrisponde a questo caso. Se una macchina passa col rosso ad un incrocio entrambe potrebbero essere sotto il limite, ma non c’è abbastanza spazio di frenata per evitare l’incidente.

    >Dal 2009 l’Istat non riporta questi dati.

    Falso, dal 2009 non sono inclusi nella lista della cause perchè non è possibile determinarli con certezza(è una causa secondaria). Ma nel [paragrafo sopra la tabella](https://www.istat.it/it/files/2023/07/REPORT_INCIDENTI_STRADALI_2022_IT.pdf) vengono riportati i dati:

    >Da tali fonti risulta che su un totale di 56.284 incidenti con lesioni osservati dai due Organi di rilevazione, in 5.577 casi almeno uno dei conducenti dei veicoli coinvolti era in stato di ebbrezza mentre in 1.671 casi era sotto l’effetto di stupefacenti. Il 9,9% e il 3,0% degli incidenti rilevati da Carabinieri e Polizia Stradale nel complesso è correlato quindi ad alcol e droga, proporzioni in aumento rispetto al 2021 per lo stato di ebbrezza alla guida e in lieve diminuzione per la droga (9,7% e 3,2%). Le percentuali erano pari a 8,7 e 3,4 nel 2019 e a 9,2 e 3,5 nel 2020.

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    >Ciononostante occorre migliorare la qualità dei dati disponibili sugli incidenti stradali per capire meglio le vere cause degli incidenti e degli scontri stradali

    I dati ci sono nel resto del report.

    >Molti di questi incidenti sono dovuti alla precisa scelta, da parte dell’automobilista, di correre un pochino di più, di andare più in fretta, di sorpassare pericolosamente l’automobilista lento o il ciclista ‘che intralcia’,

    Una bici va ben al di sotto dei limiti di velocità anche di una strada urbana, il problema in quel caso è la distanza di sicurezza e qualità della strada non della velocità.

  4. >Molti di questi incidenti sono dovuti alla precisa scelta, da parte dell’automobilista, di correre un pochino di più, di andare più in fretta, di sorpassare pericolosamente l’automobilista lento o il ciclista ‘che intralcia’, e magari di guidare comunque, nonostante i due bicchieri di vino a cena e l’ammazzacaffè.

    Fai un post pieno di statistiche e poi chiudi con una tautologia?

    L’industria dell’auto ha smesso da tempo di puntare sulle prestazioni, se non in segmenti sportivi che compongono una fetta minoritaria del mercato, la maggior parte delle campagne pubblicitarie di auto “comuni” fanno leva su quello che ti permette di fare, non lo 0-100 o la velocità massima. Il product placement è fatto con modelli fuori mercato per la maggior parte delle persone, non è che guardando la Giulia quadrifoglio verde acido in 6 Underground giro a 100km/h per Firenze con una Giulietta scassata

    I petrol head sono così pochi che non si può fare un discorso basato su questi

  5. ​

    >**L’industria dell’auto,** per cui le prestazioni velocistiche, di ripresa e di potenza dei modelli di punta sono importanti per il marketing automobilistico. Vengono espresse in modo molto morbido nella pubblicità ma in modo molto più esplicito dall’insieme mediatico-sportivo degli sport motoristici (automobilismo, motociclismo, rally) e con la tecnica del *product placement* di auto sportive nei film d’azione, a partire, per esempio, dalla commercialmente fortunata serie ‘Fast & Furious’ (attualmente 11 film usciti), ma anche le varie Mission Impossible, James Bond eccetera.

    Questa roba era valida nel 2005 forse.

  6. Tu hai mai visto una pubblicità di auto, ormai ti fanno vedere quanto è comoda, quanto è spaziosa e quanto consuma poco, non vedi più le pubblicità dove ti fanno vedere le prestazioni della macchina, alla gente nemmeno interessa più di quanti cavalli ha il motore o della coppia. Anche perché sennò dovremmo vedere un boom di coupe e berline sportive in vendita, mentre ormai vedi solo crossover e suv.

    Uguale le competizioni sportive, non sono più gli anni 80 i rally non li segue praticamente più nessuno, sono rimasti in due a contendersi il titolo con auto che sono totalmente diverse dalle loro versioni stradali (ti sfido a fare una speciale con una yaris), mentre negli altri campionati le auto sono così diverse che non c’è più lo stimolo a prenderne un derivato che costa diversi milioni di euro se esiste.

    Soprattutto ti ricordo che la maggior parte dei motorsport sta in piedi perché ci sono sponsor di altra roba o perché i piloti pagano di tasca loro per correre.

    Concludo dicendo che la maggior parte della gente che va veloce non lo fa perché si sente Schumacher o Hamilton, lo fa perché non sa guidare e va più veloce del dovuto, a prescindere dai limiti con auto non adatte allo scopo. Sono in proporzione più gli incidenti causati da gente alla guida di utilitarie che alla guida di sportive.

  7. Faccio sempre una fatica enorme a capire dove vuoi andare a parare.

    C’è un “inconsapevole orientamento” a sottostimare alcuni fattori o l’ISTAT è al soldo dell’industria automobilistica? Se dalle statistiche risultasse che il 30% dei sinistri è dovuto alla velocità eccessiva il mercato delle auto ne risentirebbe?

    Sono il primo a pensare che in italia guidiamo tendenzialmente di merda, corriamo troppo non rispettiamo le distanze di sicurezza, consideriamo le strisce pedonali come degli ornamenti etc etc (in altre parole, non rispettiamo il cds), però faccio fatica a vederci dietro chissà quali complotti.

    Piuttostosto mi indignerei per le ultime dichiarazioni di Salvini sulla guida in stato di ebbrezza, quelle si che mi sembrano una gran leccata di culo all’industria degli alcolici.

    Peraltro vorrei capire con che criteri vengono elaborate queste statistiche, dato che nel 99% dei casi gli incidenti sono dovuti ad almeno un paio di fattori (velocità eccessiva e distrazione, velocità eccessiva e mancato rispetto della distanza, omessa precedenza di uno e velocità eccessiva dell’altro etc etc). Sei il primo a scrivere che la velocità è spesso una concausa secondaria (vero).

  8. Se proprio dobbiamo trovare un male nell’automotive io lo cercherei nei SUV/Crossover – noti per essere più pericolosi per pedoni ed altri veicoli ed inquinare anche di più- che non nella ricerca di prestazioni che ormai non la vuole più nessuno sia per motivi ambientali che di risparmio del carburante che ormai è a prezzi esorbitanti.

    Inoltre sul discorso completezza dei dati direi che i dati delle assicurazioni sono relativi perché proprio in virtù del fatto che non ci sono state vittime o danni tali da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine non si tratta di incidenti particolarmente rilevanti per la società. In ogni caso una certa percentuale d’incidenti è impossibile da rimuovere perché le auto le guidano le persone e le persone sbagliano di continuo.

    Infine sul discorso alcol una soluzione è tenere i mezzi pubblici aperti fino a tarda sera, almeno per le città, io se posso evitare di prendere e l’auto e bere senza pensieri il sabato sera sono solo contento, altrimenti mi tocca una coca-cola.

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