Italia sotto la media europea per bambini che frequentano l’asilo

by mirkul

8 comments
  1. Non una novità, lo stato degli asili è così da lungo tempo.

    Una priorità dal mio punto di vista, perché non si può parlare di occupazione e diritti femminili senza un’adeguata copertura di asilo nido.

  2. I soldi del 110% (oltre 110 miliardi di euro….) andavano spesi TUTTI per ricostruire da zero o costruire di nuovo TUTTE le scuole e gli edifici pubblici con standard del 2023.

  3. I nidi costano, i nonni sono gratis.

    E ho sentito anche conti fatti da neogenitori, che senso ha pagare un nido quando la moglie prende 800€ con contratti fasulli?

    Va a lavorare per darli alle scuole?

  4. Le liste d’attesa dimostrano che è più un problema di offerta (basso numero/dimensione asili) che di domanda (scelta dei genitori).
    Considerato che gli asili sono delega principalmente dei Comuni, a mio avviso ognuno di noi dovrebbe attivarsi a livello locale per fare pressione su questo tema perchè ci sono differenze inaccettabili.
    Se volete sapere quanto incazzarvi (io sono di Bologna, sto messo bene ma lo sono lo stesso) vi condivido il ranking che di recente Italia Oggi ha pubblicato sulla % di partecipazione alla scuola d’infanzia per città, basato su dati Istat.

    https://preview.redd.it/rgyr2z5df92c1.jpeg?width=640&format=pjpg&auto=webp&s=3c0bd9ab669eb3aecd959c5207f67b5621a976f6

  5. Perché costano un’occhio della testa. Molte persone in Italia vivono vicino al proprio nucleo familiare, è molto più semplice usare il *welfare* familiare lasciando i bambini piccoli ai nonni piuttosto che spendere 700€ al mese di retta.

    Torniamo quindi all’uroboro italiano: le retribuzioni sono troppo basse. Con salari più alti, molte più famiglie manderebbero i figli all’asilo.

    *En passant* va detto che gli asili nido sono pochi dove c’è tanta richiesta.

  6. Questa è probabilmente l’ultima generazione che avrà il lusso di avere i nonni in pensione che possono tenere i bambini. Già adesso molti nonni lavorano ancora.

    Comunque non è solo una questione di disponibilità di posti, le strutture sono fatiscenti e completamente da ricostruire.

    In quello di mia figlia il comune non fornisce sapone e carta per lavarsi le mani e ognuno si deve pagare il proprio, per un problema di budget.

    E per fortuna che il numero dei bambini è al minimo storico, altrimenti mi chiedo come si farebbe a gestire la cosa.

    Ma d’altronde è normale, i boomer non hanno figli piccoli e non vanno più a scuola. L’argomento scuola vale meno di zero sul tabellone politico.

Leave a Reply