non sia mai che non si debbano aiutare i palazzinari
A mio modesto parere, non ha tutti i torti.
Nel settore pubblico, dove la produttività è impalpabile ed esente da monitoraggio, il lavoro da remoto in tempi di pandemia è servito soltanto in emergenza.
Molti dipendenti pubblici svolgono mansioni che è impossibile svolgere da remoto senza una seria dotazione di attrezzature e senza procedure adeguate. In molti casi si è finiti per lasciare a casa dipendenti a non far nulla perché era oggettivamente impossibile adibirli a qualsiasi mansione. Ad esempio: mio cognato è stato messo in smart working senza pc aziendale. Praticamente non lavorava e gli veniva chiesto soltanto di essere reperibile sul cellulare, che ovviamente non squillava mai.
Brunetta dovrebbe imparare a non convertire quello che dice in Latin1.
“Fare smart working in regime d’emergenza, senza regole, senza obiettivi e senza tecnologia non ha funzionato”
NO SHIT SHERLOCK
Vi piaccia o meno ma ha ragione. La PA deve tornare in ufficio. Punto.
Quasi due anni che usano la scusa dello smart per giustificare ritardi e mancate erogazione di servizi, milioni di cittadini e imprese che vengono danneggiati ogni giorno da ciò.
Nel privato ok, ma il pubblico non rompesse il cazzo e portasse il culo in ufficio.
Da Brunetta non mi aspettavo di meglio, ahimè. Andrebbero fatte distinzioni di ruolo: i front office ovviamente devono tornare in presenza (ma comunque già lo stanno facendo), per molte altre mansioni invece non c’è differenza fra stare in ufficio o a casa, se non nella qualità della vita del dipendente, quindi perché insistere?
Io farei semplicemente una valutazione delle mansioni dei dipendenti e poi lascerei possibilità di scelta: chi si trova male con lo sw può andare in presenza anche sempre, gli altri invece possono pure lavorare da casa se lavorano bene.
Fa sempre il raffronto con le aziende private, e ora invece tutti indietro al buon vecchio lavoro in ufficio?
Però su una cosa ha ragione: quanto cazzo dà fastidio il fatto che ormai per qualunque servizio devi chiamare e aspettare ore e non esiste più l’andare di persona?
“Le macchine sono una merda perché ho una panda scassata”
“Ma puoi comprarti una macchina nuova, che consuma poco, col servo sterzo e l’aria condizionata!”
“Ho detto che L̷͙̓̇̎͘ê̶͕͈͈̘̟̾̅͒͝ ̷̢̧̮͕̃̆M̴̨̈́̿̏̅a̷̡͈̟̿̀ͅC̵̱̿̒̇͠c̵̮͘͜H̵͇̞̼̰̻̎͑̀i̵̧̲̭͈̣̋̌Ñ̶̮̦̆͐ȩ̶̫͇̜̐̿ ̶͙̬̫͎̭͋̐̉͘S̸̤̼̋̊̃̈́͘ō̶̥̹̝̌̊̇̄N̵̟̫̑̓̔̏̑ô̸̡̧̢̘͘ͅ ̸͚̅Ú̴̢̬̜̠̟̀n̴̤͑̅͐͆̒A̵̪͌ ̷̨͎̱̗̳̅͘͝͝m̷͙̋͐̕͝ͅĘ̴͔̖̱̻̓͠r̴̠͇̳̯̀͜D̶̡̺̦̻͖̎͂̓̂ȧ̷̢͔̭͔͐!̷̧̺͔͍͑̉̇!̴̻͍͎̏͋1̵̦̠͔̈́̎̋͌͠!̵̤̯͎̒̂͆͝ “
Io sono un dipendente privato.
Se lavorassi da casa, farei lo STESSO IDENTICO lavoro e in cambio avrei:
– 2 ore in più nella mia giornata che non passerei in macchina
– 100 euro in più che non spendo in benzina
Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, non tutti sono necessari in presenza. Molti potrebbero fare la stessa cosa da casa.
I lavoratori dovrebbero avere il DIRITTO allo smart working anche se fosse di 1 solo giorno a settimana.
Purtroppo questo paese di VECCHI ha giustamente una mentalità VECCHIA. Pensare che ci sono paesi con settimane lavorative da 4 giorni con il giorno di riposo a tua scelta, tipo lun-mart lavoro, mer casa, gio-ven lavoro. Evidentemente dalle parti del parlamento non arrivano i vari studi che dimostrano come le ore lavorative non sono correlate in modo positivo alla produttività quando sono di più
Lo smart working non ha funzionato perché il paese non era all’altezza strutturalmente e culturalmente, non perché lo smart working è una cagata.
Ovviamente non mi aspetto che gente come Brunetta lo capisca e adoperi dei correttivi, ma che lo demonizzi per dare acqua al proprio mulino e conservare il sacro status quo della classetta dirigenziale e dei padroncini all’italiana che non possono tollerare la perdita del loro frustino
I cavernicoli che parlano di computer di solito dicono parecchie fandonie
Sento profumo di novità, freschezza e assolutamente uma visione del domani futuristica
Lo abbiamo capito brunetta che ti stanno a cuore le piadinerie di merda che vendono ai lavoratori piadine fatte male (molto male) a 6/7€.
Ancora in circolazione sta gente—->la mia carotide che si chiude e mi fa esplodere la testa.
Brunetta che parla di lavoro. Ah!
Come se andare a lavoro in ufficio fosse sinonimo di maggiore produttività, mai uno che guardasse che fanno davvero gli statali in ufficio.
Posso anche concordare sul punto della regolamentazione, ma tocca appunto al Legislatore (quindi di riflesso la classe politica di cui Brunetta fa parte da anni) porre le basi per evitare che la gente se ne approfitti nel modo sbagliato.
E laddove il remote o lo smart working non potrebbero funzionare sarebbe bene che venissero previste altri metodi per alleggerire i lavoratori.
Purtroppo troppo spesso vedo che la classe politica si ferma a puntare il dito su problemi, alle volte effettivamente presenti, senza fare poi alcun passo in avanti in una direzione migliore preferendo tornare indietro a dove si era fermi.
perchè non lo sanno fare e non lo vogliono saper fare, aprirebbe un vaso di pandora sulla produttività del pubblico impiego, non intendo del singolo dipendente, ma delle istituzioni del pubblico impiego nel loro funzionamento.
Dunque tutti in ufficio e niente domande.
Non basterebbe tenere traccia del lavoro fatto con Jira o anche una board scrausa di Trello?
Voglio dire, se ammetti che il lavoro da remoto da casa viene fatto male, stai ammettendo che non hai modo di rendicontare il lavoro fatto neanche in ufficio – visto che PC ed Internet vengono usati in ogni caso
“Non siamo capaci di farlo funzionare quindi non funziona. Inoltre ignoro volontariamente che nel resto del mondo funziona perché se no il la mia posizione vacilla” In più se uno usa google esce questo:
(ANSA) – TRIESTE, 12 GIU – Renato Brunetta, che ha annunciato battaglia contro i fannulloni nella P.A., è stato tra gli europarlamentari italiani più assenteisti. Lo sottolinea il Piccolo di Trieste, che cita il sito web radicale “Fai notizia”, secondo cui il ministro si piazza al 611/mo posto come presenze tra gli europarlamentari, con una percentuale del 48,21%. Indici di partecipazione minori sono stati raggiunti da Pannella (47,14%), Di Pietro (44,29%), Veltroni (41,79%), Mastella (40%) e Dell’Utri (14,64%).
Ovviamente uno si aspetta, da certe persone, dichiarazioni più in linea con le sua abitudini, come dire, facciamo sì che un dipendente pubblico possa come me passare altrove il 52% del tempo in cui dovrebbe essere in ufficio.
Brunetta lamenta un problema reale, cioè la presenza di una PA inefficiente e costosa. Peccato che concentri la questione sugli strumenti (lo smart working) e non consideri che se uno fa **cagare** nel suo ruolo farà **cagare** in presenza e a casa.
Considero poi una questione: per combattere questa gente che fa **cagare** è molto più facile lo smart working: “tracciare” l’inefficienza del lavoro altrui (o l’inutilità del ruolo altrui) è più facile da remoto, serve – certo – avere gli strumenti.
Faccio un po’ fatica a capire molti dei commemti – da quello che vedo Brunetta non sta parlando dello smartworking in generale, ma solo della PA. E Brunetta è sempre stato estremamente critico verso l’efficacia e l’efficienza del lavoro di chi sta nella PA, sin dagli inizi della sua carriera politica. ~~Lo smartworking~~ il remote working dell’emergenza COVID è solo l’ultima delle sue frecciate…non è nuovo a (da frequente utente della PA, più che corrette IMHO) critiche a quel mondo lì.
TBH non credo che, in questo caso specifico della PA, abbia tutti i torti. Non me ne voglia chi lavora bene nel pubblico e per di più in un ufficio dove ci sono obiettivi e metriche per misurare le performance…ma il 99% della PA italiana non è così. Non raccontiamoci storie, ci sono sicuramente isole di professionalità ed efficienza, ma il resto è inefficienza e burocrazia. Non c’è la cultura manageriale che permetta di organizzare il lavoro anche da remoto in maniera efficiente; non c’è nemmeno la cultura di responsabilità diretta nei dipendenti per far sì che il lavoro oltre che essere organizzato in maniera efficiente sia anche svolto efficientemente da remoto.
È inutile piantare un fiore che vuole un terreno argilloso in un terreno sabbioso: non attecchisce. Se vuoi proprio quella pianta proprio in quel punto specifico è meglio prima cambiare il terreno…stessa cosa per la PA. Cambia stile di management, cambia l’approccio dei dipendenti e poi inizia a mettere a sistema il remote working al di fuori dell’emergenza COVID
É lo stesso brunetta che si pone il problema che se non torniamo a lavorare in presenza il PIL cala perché consumiamo meno carburanti, meno pasti fuori ecc.
Con lo stesso ragionamento potremmo bombardare i ponti sull’Arno e sul Tevere, così li ricostruiamo e il PIL sale.
“Se il dipendente non è qui come fa a leccarmi le suole degli stivali?” /s ma non troppo
Ragionamenti come questi funzionano solo perché i dipendenti della PA difficilmente si li licenzieranno, nel privato la gente se andrebbe
Gente che non ha mai lavorato che si pronuncia sul lavoro
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non sia mai che non si debbano aiutare i palazzinari
A mio modesto parere, non ha tutti i torti.
Nel settore pubblico, dove la produttività è impalpabile ed esente da monitoraggio, il lavoro da remoto in tempi di pandemia è servito soltanto in emergenza.
Molti dipendenti pubblici svolgono mansioni che è impossibile svolgere da remoto senza una seria dotazione di attrezzature e senza procedure adeguate. In molti casi si è finiti per lasciare a casa dipendenti a non far nulla perché era oggettivamente impossibile adibirli a qualsiasi mansione. Ad esempio: mio cognato è stato messo in smart working senza pc aziendale. Praticamente non lavorava e gli veniva chiesto soltanto di essere reperibile sul cellulare, che ovviamente non squillava mai.
Brunetta dovrebbe imparare a non convertire quello che dice in Latin1.
“Fare smart working in regime d’emergenza, senza regole, senza obiettivi e senza tecnologia non ha funzionato”
NO SHIT SHERLOCK
Vi piaccia o meno ma ha ragione. La PA deve tornare in ufficio. Punto.
Quasi due anni che usano la scusa dello smart per giustificare ritardi e mancate erogazione di servizi, milioni di cittadini e imprese che vengono danneggiati ogni giorno da ciò.
Nel privato ok, ma il pubblico non rompesse il cazzo e portasse il culo in ufficio.
Da Brunetta non mi aspettavo di meglio, ahimè. Andrebbero fatte distinzioni di ruolo: i front office ovviamente devono tornare in presenza (ma comunque già lo stanno facendo), per molte altre mansioni invece non c’è differenza fra stare in ufficio o a casa, se non nella qualità della vita del dipendente, quindi perché insistere?
Io farei semplicemente una valutazione delle mansioni dei dipendenti e poi lascerei possibilità di scelta: chi si trova male con lo sw può andare in presenza anche sempre, gli altri invece possono pure lavorare da casa se lavorano bene.
Fa sempre il raffronto con le aziende private, e ora invece tutti indietro al buon vecchio lavoro in ufficio?
Però su una cosa ha ragione: quanto cazzo dà fastidio il fatto che ormai per qualunque servizio devi chiamare e aspettare ore e non esiste più l’andare di persona?
“Le macchine sono una merda perché ho una panda scassata”
“Ma puoi comprarti una macchina nuova, che consuma poco, col servo sterzo e l’aria condizionata!”
“Ho detto che L̷͙̓̇̎͘ê̶͕͈͈̘̟̾̅͒͝ ̷̢̧̮͕̃̆M̴̨̈́̿̏̅a̷̡͈̟̿̀ͅC̵̱̿̒̇͠c̵̮͘͜H̵͇̞̼̰̻̎͑̀i̵̧̲̭͈̣̋̌Ñ̶̮̦̆͐ȩ̶̫͇̜̐̿ ̶͙̬̫͎̭͋̐̉͘S̸̤̼̋̊̃̈́͘ō̶̥̹̝̌̊̇̄N̵̟̫̑̓̔̏̑ô̸̡̧̢̘͘ͅ ̸͚̅Ú̴̢̬̜̠̟̀n̴̤͑̅͐͆̒A̵̪͌ ̷̨͎̱̗̳̅͘͝͝m̷͙̋͐̕͝ͅĘ̴͔̖̱̻̓͠r̴̠͇̳̯̀͜D̶̡̺̦̻͖̎͂̓̂ȧ̷̢͔̭͔͐!̷̧̺͔͍͑̉̇!̴̻͍͎̏͋1̵̦̠͔̈́̎̋͌͠!̵̤̯͎̒̂͆͝ “
Io sono un dipendente privato.
Se lavorassi da casa, farei lo STESSO IDENTICO lavoro e in cambio avrei:
– 2 ore in più nella mia giornata che non passerei in macchina
– 100 euro in più che non spendo in benzina
Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, non tutti sono necessari in presenza. Molti potrebbero fare la stessa cosa da casa.
I lavoratori dovrebbero avere il DIRITTO allo smart working anche se fosse di 1 solo giorno a settimana.
Purtroppo questo paese di VECCHI ha giustamente una mentalità VECCHIA. Pensare che ci sono paesi con settimane lavorative da 4 giorni con il giorno di riposo a tua scelta, tipo lun-mart lavoro, mer casa, gio-ven lavoro. Evidentemente dalle parti del parlamento non arrivano i vari studi che dimostrano come le ore lavorative non sono correlate in modo positivo alla produttività quando sono di più
Lo smart working non ha funzionato perché il paese non era all’altezza strutturalmente e culturalmente, non perché lo smart working è una cagata.
Ovviamente non mi aspetto che gente come Brunetta lo capisca e adoperi dei correttivi, ma che lo demonizzi per dare acqua al proprio mulino e conservare il sacro status quo della classetta dirigenziale e dei padroncini all’italiana che non possono tollerare la perdita del loro frustino
I cavernicoli che parlano di computer di solito dicono parecchie fandonie
Sento profumo di novità, freschezza e assolutamente uma visione del domani futuristica
Lo abbiamo capito brunetta che ti stanno a cuore le piadinerie di merda che vendono ai lavoratori piadine fatte male (molto male) a 6/7€.
Ancora in circolazione sta gente—->la mia carotide che si chiude e mi fa esplodere la testa.
Brunetta che parla di lavoro. Ah!
Come se andare a lavoro in ufficio fosse sinonimo di maggiore produttività, mai uno che guardasse che fanno davvero gli statali in ufficio.
Posso anche concordare sul punto della regolamentazione, ma tocca appunto al Legislatore (quindi di riflesso la classe politica di cui Brunetta fa parte da anni) porre le basi per evitare che la gente se ne approfitti nel modo sbagliato.
E laddove il remote o lo smart working non potrebbero funzionare sarebbe bene che venissero previste altri metodi per alleggerire i lavoratori.
Purtroppo troppo spesso vedo che la classe politica si ferma a puntare il dito su problemi, alle volte effettivamente presenti, senza fare poi alcun passo in avanti in una direzione migliore preferendo tornare indietro a dove si era fermi.
perchè non lo sanno fare e non lo vogliono saper fare, aprirebbe un vaso di pandora sulla produttività del pubblico impiego, non intendo del singolo dipendente, ma delle istituzioni del pubblico impiego nel loro funzionamento.
Dunque tutti in ufficio e niente domande.
Non basterebbe tenere traccia del lavoro fatto con Jira o anche una board scrausa di Trello?
Voglio dire, se ammetti che il lavoro da remoto da casa viene fatto male, stai ammettendo che non hai modo di rendicontare il lavoro fatto neanche in ufficio – visto che PC ed Internet vengono usati in ogni caso
“Non siamo capaci di farlo funzionare quindi non funziona. Inoltre ignoro volontariamente che nel resto del mondo funziona perché se no il la mia posizione vacilla” In più se uno usa google esce questo:
(ANSA) – TRIESTE, 12 GIU – Renato Brunetta, che ha annunciato battaglia contro i fannulloni nella P.A., è stato tra gli europarlamentari italiani più assenteisti. Lo sottolinea il Piccolo di Trieste, che cita il sito web radicale “Fai notizia”, secondo cui il ministro si piazza al 611/mo posto come presenze tra gli europarlamentari, con una percentuale del 48,21%. Indici di partecipazione minori sono stati raggiunti da Pannella (47,14%), Di Pietro (44,29%), Veltroni (41,79%), Mastella (40%) e Dell’Utri (14,64%).
Ovviamente uno si aspetta, da certe persone, dichiarazioni più in linea con le sua abitudini, come dire, facciamo sì che un dipendente pubblico possa come me passare altrove il 52% del tempo in cui dovrebbe essere in ufficio.
Brunetta lamenta un problema reale, cioè la presenza di una PA inefficiente e costosa. Peccato che concentri la questione sugli strumenti (lo smart working) e non consideri che se uno fa **cagare** nel suo ruolo farà **cagare** in presenza e a casa.
Considero poi una questione: per combattere questa gente che fa **cagare** è molto più facile lo smart working: “tracciare” l’inefficienza del lavoro altrui (o l’inutilità del ruolo altrui) è più facile da remoto, serve – certo – avere gli strumenti.
Faccio un po’ fatica a capire molti dei commemti – da quello che vedo Brunetta non sta parlando dello smartworking in generale, ma solo della PA. E Brunetta è sempre stato estremamente critico verso l’efficacia e l’efficienza del lavoro di chi sta nella PA, sin dagli inizi della sua carriera politica. ~~Lo smartworking~~ il remote working dell’emergenza COVID è solo l’ultima delle sue frecciate…non è nuovo a (da frequente utente della PA, più che corrette IMHO) critiche a quel mondo lì.
TBH non credo che, in questo caso specifico della PA, abbia tutti i torti. Non me ne voglia chi lavora bene nel pubblico e per di più in un ufficio dove ci sono obiettivi e metriche per misurare le performance…ma il 99% della PA italiana non è così. Non raccontiamoci storie, ci sono sicuramente isole di professionalità ed efficienza, ma il resto è inefficienza e burocrazia. Non c’è la cultura manageriale che permetta di organizzare il lavoro anche da remoto in maniera efficiente; non c’è nemmeno la cultura di responsabilità diretta nei dipendenti per far sì che il lavoro oltre che essere organizzato in maniera efficiente sia anche svolto efficientemente da remoto.
È inutile piantare un fiore che vuole un terreno argilloso in un terreno sabbioso: non attecchisce. Se vuoi proprio quella pianta proprio in quel punto specifico è meglio prima cambiare il terreno…stessa cosa per la PA. Cambia stile di management, cambia l’approccio dei dipendenti e poi inizia a mettere a sistema il remote working al di fuori dell’emergenza COVID
É lo stesso brunetta che si pone il problema che se non torniamo a lavorare in presenza il PIL cala perché consumiamo meno carburanti, meno pasti fuori ecc.
Con lo stesso ragionamento potremmo bombardare i ponti sull’Arno e sul Tevere, così li ricostruiamo e il PIL sale.
“Se il dipendente non è qui come fa a leccarmi le suole degli stivali?” /s ma non troppo
Ragionamenti come questi funzionano solo perché i dipendenti della PA difficilmente si li licenzieranno, nel privato la gente se andrebbe
Gente che non ha mai lavorato che si pronuncia sul lavoro