Le multinazionali sono una benedizione, anche per gli stipendi di chi non vi lavora

10 comments
  1. Spesso nei dibattiti politici e anche qui su /r/italy si parla delle multinazionali come entità malvagie che sfruttano i lavoratori e si esaltano le PMI (vi ricordate il fondo per le PMI del M5S). In questo articolo de Linkiesta, si dimostra con dei dati, che la presenza delle multinazionali ha un impatto positivo sui salari e sulla produttività e anche sull’occupazione in generale perché creano lavoro nell’indottto. Inoltre spesso si vogliono favorire le aziende italiane e mantenere la proprietà italiana. Che senso ha (escludendo aziende strategiche, ad esempio tecnologie militari), alla luce di questi dati, invocare l’autarchia industriale?

    Il sistema normativo sembra fatto apposta per sfavorire lo scale up, non pensate che sia una delle riforme urgenti da fare?

    P. S. Mi aspetto una valanga di commenti di impostazione marxista.

  2. Lavorato per PMI, semplicemente non è lavorare ma una guerra continua giorno dopo giorno di spalare merda, disorganizzazione e arrangiarsi.
    Lavorando per multinazionale è tutto un altro mondo, tutto è gestito e organizzato, maggiori tutele e stipendi anche più alti

  3. Qualunque stipendio alto (e relativa pozione lavorativa) aiuta la comunità, uno per l’indotto e due per l’effetto coperta (alza il prezzo a catena delle altre posizioni a scendere).

  4. La cialtroneria fatta ad articolo, nonché la prova che puoi prendere tutti i dati che vuoi ma senza pensiero critico arrivi alla conclusione più stupida immaginabile.

    > Da cosa derivano questi divari? Non si tratta di una maggiore o minore generosità dei datori di lavoro, quanto della conseguenza di una differente produttività. Mediamente ogni dipendente di una multinazionale straniera genera 93.200 euro di valore aggiunto, quello di una multinazionale italiana addirittura 96.800, che scendono a 59.600 nel caso di gruppi domestici e a 32.800 in quello di aziende italiane non appartenenti a gruppi.

    Banalmente spiegabile coll’economia di scala. Secondo lo stesso principio un monopolio ha potenzialmente la massima efficienza possibile. Poi altre due cose:

    1. Questi dati dimostrano che la produttività dipende in larga parte dai mezzi e dalla rete di produzione, e non dai singoli dipendenti
    2. se una multinazionale genera quasi il triplo di una PMI, perché allora non aspettarsi che paghi anche il triplo?

    Espandendo il secondo punto, l’articolo infatti cita esplicitamente i dati ISTAT secondo i quali

    > … la retribuzione per addetto è di di 39,12 euro l’ora lorde, se si parla di realtà estere, mentre diventano 36,7 se si tratta di multinazionali italiane. Scende a 27,7 se a offrire lavoro sono gruppi italiani, e ancora più giù, a 20,32 nel caso delle altre imprese, tra cui moltissime naturalmente sono piccole e medie.

    Quindi, nonostante un valore aggiunto quasi triplicato, la retribuzione è a malapena il doppio. Questo significa che il plusvalore, ovvero la differenza intascata dagli imprenditori tra il valore prodotto da un lavoratore e quanto viene effettivamente pagato è maggiore per le multinazionali che nelle aziende di piccole e medie dimensioni. Però grazie alla visione acritica e depensante de Linkiesta sono loro quelle buone, tanto che poi si spinge a dire che

    > È evidente così quella che è una delle principali ragioni del ritardo del Mezzogiorno, ovvero la minore presenza di multinazionali nel suo sistema economico. Come si vede il divario a livello di retribuzioni rispetto al Nord dipende più da questo che dalla diversità tra gli stipendi pagati da imprese dello stesso tipo in regioni del Nord e del Sud.

    Hanno risolto la questione meridionale! Una questione vecchia di secoli, che precede sia il fenomeno delle multinazionali che dell’industrializzazione italiana, secondo l’autore dell’articolo ha origine nell’assenza di multinazionali al sud, per cui la soluzione evidente, ovvia, lampante, è averne di più.

    Infatti se guardiamo l’operato delle multinazionali in aree del mondo economicamente depresse, ancor più del meridione italiano, vediamo come hanno sollevato milioni di persone dalla povertà. Ora il Centro America, il sud-est asiatico e l’Africa, grazie agli enormi interessi che hanno portato le multinazionali ad operare lì, queste regioni del globo hanno un PIL paragonabile a quello della Lombardia, della Baviera e della Svizzera. Che poi verrebbe quasi da chiedersi perché sono tanto attratte dai paesi con una così abbondante manodopera a basso costo e delle leggi a tutela del territorio inesistenti, ma penso che questo sia destinato a rimanere un mistero.

  5. Le multinazionali sono state la rovina delle economie dei singoli Paesi, che con la globalizzazione sono costretti a rincorrere aziende che si affidano a manodopera a ribasso a causa dell’assenza di diritti del lavoro (delocalizzazioni, perché chiamarle cercare schiavi in paesi poveri pare brutto) e con prodotti di scarsa qualità. L’artigianato, tolte alcune eccellenze, è morto e nei paesi sviluppati interi settori sono crollati creando maggiore povertà nella fascia povera e medio borghese. Se l’economia venisse studiata come una scienza il modello capitalista sarebbe sparito da un pezzo, considerando le conseguenze sociali ed economiche sul 99% della popolazione.

  6. Ancora con ste cazzo di reaganomics che pure gli stessi studi americani odierni sconfessano.

    Per OP: non ha senso comunque prendere per esempio singoli paesi in cui le aziende hanno sede se poi negli altri non pagano le tasse, analizzare l’impatto solamente nazionale per chi ne beneficia é davvero miope at best e propagandistico at worst.

  7. Leggere gente che scrive su un sito internet attraverso una connessione globale con il loro smartphone cinese/americano che il capitalismo è cattivo e staremmo tutti meglio con le aziendine italiane famose per stipendi e ambienti di lavoro non ha mai prezzo.

  8. Al di là dei flaws dell’articolo, non puoi pensare di venire a non parlare male delle multinazionali su r/italy. Non lo sai che qui siamo ancora attaccati al cazzo delle PMI? Hurr… Amazon bad! But wait lemme check my chart

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