La rivista Focus ha utilizzato delle immagini prodotte da Ai ( text-to-image ) nei suoi articoli . Possiamo assumere che qui in Italia sia legale/tollerato ?

by nometalaquiferzone

14 comments
  1. Da notare

    > l’ascia/lancia senza metallo che rientra nel fodero da katana.

    > vichinghi che tengono in 2 lo scudo come se fosse un paiolo

    > L’attaccapanni/arco nelle retrovie

    >Le navi fatte di inchiostro a bassa densità

    > Il temibile Olaf con il suo bastone torto

  2. È legale fintanto che qualcuno non riesca a provare in tribunale che l’IA abbia copiato una immagine protetta da copyright.

    Tollerato direi che dipende da persona a persona.

  3. Dio mio, Focus, quanto cazzo è scesa come rivista. Ricordo quando ancora si chiamava Prisma e, mentre non era affatto definibile una rivista scientifica, aveva comunque articoli più seri e ben fatti. Adesso è una accozzaglia degna delle pagine facebook con titoli clickbait.

    Per quanto riguarda le immagini AI… c’è ancora parecchia strada da fare, come si nota chiaramente. La qualità salta subito all’occhio, ma la strada è segnata. Sarà interessante vedere come si affronteranno i problemi legali e morali che stanno saltando fuori.

  4. Che odio ste immagini che più le fissi più perdono senso.
    Comunque, capisco Focus non sia Nature ma sicuramente se già le tollero poco sui social, su una rivista che dovrei pagare mi cascano ancora più le braccia a veder ste robe.

  5. Evviva, ora ci si mette anche Focus. Non basta che il mio feed di Instagram sia zeppo di questa roba.

  6. La cosa che mi fa più schifo è che questi hanno buttato un immagine senza minimamente sistemarla… È folle dover pagare per poi vedere sta roba. Dovrebbero fallire immediatamente

  7. Da lettore di *Focus Storia*, sto bestemmiando a catena.

    Ci sono altre riviste decenti, a tema storico?

  8. Imho ci sta avere immagini generate, molte volte servono giusto per riempire la pagina. Non vedo perché dovrebbe essere illegale. Poi dipende dal contesto se, ad esempio, vuoi presentare qualcosa come “storicamente corretto” o no.

    Questa foto però è una monnezza ed è imbarazzante che l’hanno usata.

  9. Mi ricordo da piccolo il piacere di fissare per ore le illustrazioni dei vari magazine e atlanti naturalistici che avevo a casa.
    Questa illustrazione è davvero terribile e denota proprio un menefreghismo della rivista sulla qualità.

    L’ascia in primo piano potevano almeno spendere una mezz’ora a sistemarla dai

  10. Pochi anni fa, subito dopo la strage di Charlie hebdo, il corriere della sera (primo quotidiano italiano) ha pubblicato un istante book usando disegni presi da internet di fumettisti più o meno famosi senza chiedere il permesso (e ovviamente pagare). Quindi, di cosa stiamo parlando?

  11. Apparte l’ovvio problema di plagio/furto d’identità/uso per la disinformazione e propaganda, temo che la diffusione dell’AI porterà a un appiattimento generale dell’utilità di internet.

    Già ora se cerchi un animale su google ti vengono fuori decine di immagini finte, che magari non assomigliano per niente al vero animale (es. baby pavone con le piume verdi), oppure cerchi la soluzione a un problema e il procedimento è semplicemente un testo generato da chatgippitì che non c’entra niente con il tuo problema.

    E ovviamente, dato che tutta la AI si basa sul riciclo di cose già fatte, l’intrattenimento ne soffrirà parecchio, diventando ancora di più un circlejerk di cliché rivomitati da un algoritmo.

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