Nessuno ha pagato, così l’hacker che ha bucato la SIAE ha pubblicato tutti i dati

20 comments
  1. >L’hacker in questi mesi ha abbassato più volte le richieste economiche, e ad un certo punto ha addirittura chiesto una donazione spontanea di 50.000 euro ad una associazione no-profit scelta direttamente dal donatore per evitare la pubblicazione di dati che, comunque, avrebbero violato la privacy di migliaia di italiani.

    Strano che non abbiano fatto la donazione… tanto i soldi se li sarebbero ripresi sicuramente in qualche modo.

  2. Purtroppo non c’erano i dati fiscali relativi ai pagamenti ma solo quelli sensibili dei clienti, per questo a Siae “fregauncazzo”, non ci rimette niente e quindi non farà niente.

  3. >Noi non trattiamo coi terroristi

    Su una nota più seria: andrebbe fatta una legge come quella sui sequestri di persona. Vietato pagare riscatti anche per i dati.

  4. Hai fatto bene a non sganciare una lira, in questi casi l’unica cosa da fare è proprio quello di dire di No a chi ti sta ricattando.

  5. In un caso come questo entra in gioco in qualche modo il GDPR? Essendo pubblicati dati sensibili (se non ho capito male) la SIAE non rischia multe molto più salate?

  6. Per chi fosse curioso, trovare i file incriminati è molto semplice.

    Non dirò come fare perché non voglio alimentare la diffusione illegale di tali file (non vorrei mai e poi mai che la SIAE finisse nei casini! Mi stanno molto simpatici!), però sappiate che è molto, molto facile. Così facile che basterebbe cercare su Google tra virgolette la prima frase che si vede nello screenshot dell’articolo, quella subito dopo il titolo (attenzione alla virgola, che va attaccata alla parola prima).

  7. Sinceramente per una volta son d’accordo con la siae, pagando il riscatto li si incentiva a ripetere attacchi simili

  8. Notizia rilanciata da:

    -DDay

    -Punto informatico

    -Wired

    Wow, evidentemente non ci ha rimesso nessuno che conta, se non fa scalpore

  9. In realtà è stato l’ hacker a pagare il riscatto, dopo che quelli della siae gli hanno fatto “un’ offerta che non poteva rifiutare”

  10. Nel caso di furti di dati è sempre sbagliato pagare. Non per il discorso che leggo un po’ qua e là sul thread riguardo al cedere ai ricatti, o l’incentivare gli hacker, ma perché semplicemente si stanno regalando soldi in cambio di niente.

    Una volta che i dati sono rubati l’unica cosa che impedisce all’hacker di diffonderli è lui stesso. Se paghi e lui decide che li diffonde comunque che si fa? Lo denunci? Se quello ti dice “si, si, giuro che ho cancellato tutto” tu ti fidi?

  11. >“Per fortuna non sembrerebbero esserci dati economici e neppure quelli relativi ad iban bancari, solo dati anagrafici, come carte d’identità, codici fiscali, e dati di molti nostri dipendenti”.

    /r/agedlikemilk

  12. Che merda la SIAE, manco quando facevo musica mi è mai venuto in mente di avere a che fare con loro. Mi sarei affidato ad altro se fossi diventato famoso.

  13. >non paghiamo per dati che sono pubblici!

    ​

    EDIT:

    >Quello che invece non c’è, e probabilmente SIAE quando ha minimizzato a ottobre era abbastanza sicura che di questo, sono i file con i compensi degli autori e tutta la parte economica su cui si regge il castello. Se ci fossero stati tutti i file relativi ai compensi degli autori, le ripartizioni e i dati sulla copia privata forse, ma non possiamo averne certezza, qualcuno avrebbe anche fatto una donazione ad un istituto no-profit pur di evitare la pubblicazione di quelli che sarebbero stati dati “scomodi”.

    per quei dati chi si deve pagare invece per averli?

  14. Impiegato: Direttore, se non paghiamo l’hacker pubblicherà i dati!!!

    D: Di chi?

    I: degli iscritti

    D: ma che i miei?

    I: non i suoi, i dati degli iscritti

    D: e allora che cazzo me ne frega.

    /s

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