“L’Italia della Repubblica è una storia di successo nel mondo. Possiamo e dobbiamo esserne orgogliosi. Possiamo perché questa storia è frutto del sacrificio, dell’impegno, della partecipazione di tante generazioni di italiane e italiani. Ognuno ha messo la sua tessera in quel mosaico. In ogni casa, in ogni famiglia c’è una storia da raccontare”.

“Spesso diciamo che i principi e i valori che le madri e i padri costituenti ottanta anni fa incisero nella Costituzione vanno vissuti, testimoniati ogni giorno: è questo che li ha fatti diventare realtà nelle scelte quotidiane di ognuno di noi”.

La nostra vera forza, la coesione sociale nella libertà e democrazia, ci ha consentito di fare dell’Italia il grande Paese che è oggi. Le legittime dialettiche tra le varie posizioni hanno contribuito a concrete realizzazioni che hanno cambiato in meglio la vita delle persone. Diritti e doveri sono diventati progressivamente fatti e non sono rimasti astratte affermazioni. Riflettere su ciò che insieme abbiamo conquistato è la premessa per poter guardare al futuro con fiducia e con rinnovato impegno comune. La consapevolezza di questa storia può conferirci forza per affrontare con serenità le sfide e le insidie del nostro tempo”.

“Vecchie e nuove povertà – che ci sono e vanno contrastate con urgenza – diseguaglianze, ingiustizie, comportamenti che feriscono il bene collettivo come corruzione, infedeltà fiscale, reati ambientali” sono “crepe che rischiano di compromettere proprio quella coesione sociale che consideriamo un bene prezioso di cui disponiamo”.

“Abbiamo di fronte problemi vecchi e nuovi, accresciuti dall’incertezza del contesto internazionale che attraversiamo. Entriamo, inoltre, oggi, in un tempo in cui tutto diventa globale e interdipendente, dall’economia, all’ambiente, al clima, alle rivoluzioni tecnologiche che investono le nostre vite, ai rischi delle pandemie, alle reti del terrorismo integralista. Ma nessun ostacolo è più forte della nostra democrazia”-

Desidero rivolgermi, particolarmente, ai più giovani. Qualcuno – che vi giudica senza conoscervi davvero – vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi. Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna. Auguri! Buon 2026!“.

Mattarella ha sullo sfondo la foto storica del 2 giugno 1946

La foto di Federico Patellani divenuta il simbolo della vittoria del referendum per la Repubblica, il 2 giugno 1946, è uno degli elementi scelti per la scenografia del discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ricorderà la ricorrenza: 80 anni nel 2026.

Il dettaglio emerge dal video sul backstage, nella sala alla Vetrata al Quirinale.

Lo sfondo del discorso del presidente

La foto di Federico Patellani divenuta il simbolo della vittoria del referendum per la Repubblica, il 2 giugno 1946, è uno degli elementi scelti per la scenografia del discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ricorderà la ricorrenza: 80 anni nel 2026. Il dettaglio emerge dal video sul backstage, nella sala alla Vetrata al Quirinale. La storica foto ritrae una ragazza sorridente che sventola il Corriere della Sera, col titolo: “E’ nata la Repubblica italiana”. Negli anni, quello scatto è stato riprodotto centinaia di volte su libri e locandine. E anche opere d’arte. Come quella che compare nelle immagini del backstage: la foto è sovrastata dal tricolore e sotto compare la scritta “2 giugno 1946”. +++ X/QUIRINALE

La storica foto ritrae una ragazza sorridente che sventola il Corriere della Sera, col titolo: “E’ nata la Repubblica italiana”. Negli anni, quello scatto è stato riprodotto centinaia di volte su libri e locandine. E anche opere d’arte. Come quella che compare nelle immagini del backstage: la foto è sovrastata dal tricolore e sotto compare la scritta “2 giugno 1946”.

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