LONDRA, 14 agosto (Reuters) – Venerdì la Russia ha respinto l’idea di un cessate il fuoco con l’Ucraina nel mar Nero, affermando di non vedere alcun motivo per adottare “mezze misure” che offrirebbero una tregua alla controparte.

Sia la Russia che l’Ucraina hanno intensificato nelle ultime settimane gli attacchi contro le navi mercantili nel mar Nero, facendo salire i prezzi mondiali dei cereali.

In una dichiarazione, la portavoce del Ministero degli Esteri Maria Zakharova ha accusato l’Ucraina di «atti di terrorismo sfacciati» contro la navigazione, senza però menzionare gli attacchi sferrati dalla stessa Russia.

«Consideriamo questi attacchi (da parte dell’Ucraina) come una politica deliberata volta a destabilizzare la navigazione civile nella regione del mar Nero per inasprire ulteriormente le tensioni e prolungare il conflitto, il tutto con la palese acquiescenza dei vicini della regione», ha affermato Zakharova.

«Allo stesso tempo, non vediamo alcun segno di miglioramento della situazione e, di conseguenza, nessun motivo per adottare mezze misure che si limitino a concedere al regime di Kiev una tregua temporanea».

Zakharova ha precisato di riferirsi a una dichiarazione rilasciata dal ministro degli esteri turco Hakan Fidan in un’intervista ai media, secondo cui Ankara avrebbe presentato sia alla Russia che all’Ucraina proposte per una moratoria sulle operazioni militari nel mar Nero.

Ha aggiunto che la Russia non ha ricevuto alcuna proposta formale dalla Turchia.

Giovedì Reuters ha riferito che l’Ucraina ha trasmesso alla Russia, tramite una terza parte, un’offerta affinché entrambe le parti cessino gli attacchi contro obiettivi civili nel mar Nero.

Zakharova ha affermato che non è fattibile tornare all’iniziativa sul grano del mar Nero del 2022-23 mediata dalla Turchia, un accordo che consentiva alla Russia e all’Ucraina – entrambe grandi esportatrici di grano – di continuare a rifornire i mercati mondiali. L’accordo, che lei ha definito unilaterale, è fallito dopo che la Russia ha accusato l’Ucraina e l’Occidente di non aver onorato i propri impegni.

(A cura di Mark Trevelyan e Maxim Rodionov da Londra; editor Aidan Lewis)