Mentre il ministero dell'Istruzione annuncia accertamenti, sta diventando un caso politico il questionario di Azione Studentesca, l'associazione legata a Gioventù Nazionale, costola di Fratelli d'Italia, che ha diffuso un volantino, completo di QR code, con il quale invita gli studenti a segnalare, tramite un questionario, i professori di sinistra. Dopo la denuncia del Movimento di cooperazione educativa, le opposizioni insorgono e annunciano interrogazioni parlamentari

E una denuncia in Procura sarebbe già stata presentata, secondo quanto riporta il manifesto: l’esposto è stato presentato alla procura di Pordenone dal segretario provinciale del Pd, Fausto Tomasello e dal capogruppo in consiglio comunale, Nicola Conficoni.

La difesa… (che mi sembra aggravi il danno dicendo che sarebbe legittimo segnalare dei professori perché comunisti):

Il presidente di Azione studentesca, Riccardo Ponzio, si difende: «Non chiediamo nomi, – dice alla Stampa – né criminalizziamo alcuno o facciamo liste di proscrizione come è stato detto strumentalizzando e falsificando l'iniziativa. In una domanda del questionario si chiede "hai assistito a casi di propaganda politica da parte di professori di sinistra?" Se sì, si chiede di specificare meglio il caso. Trovo molto più scandaloso che qualcuno pensi di poter influenzare i ragazzi; peraltro i casi di propaganda nelle scuole ci sono ogni giorno».  Intanto il ministero dell'Istruzione e del Merito ha avviato accertamenti sulla vicenda: «Da quanto risulta al momento – afferma la sottosegretaria all'Istruzione, Paola Frassinetti – si tratta di un'iniziativa autonoma promossa da alcuni studenti, che avrebbero effettuato una sorta di sondaggio anonimo. Non si tratterebbe di una «schedatura» o di liste di «proscrizione», stante l'anonimato, ma di una iniziativa simile ad altre e riconducibili a sensibilità e posizioni politiche diverse. La scuola deve rimanere un luogo di confronto libero, pluralista e rispettoso». 

Respinge le polemiche il responsabile organizzativo di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli: «Se ci sono i professori che sono scorretti e che, invece di insegnare a scuola, sono faziosi, gli studenti hanno diritto di protestare e chiedere che i professori siano corretti. Se invece il Pd vuole tappare la bocca agli studenti che si lamentano dei professori scorretti e comunisti – sottolinea -, sono ben lontani da quella che è la storia della sinistra che per anni ha coltivato il '68, in cui gli studenti protestavano contro tutto e tutti, però è vietato protestare per i ragazzi, magari un po' di destra contro i professori di sinistra. Strana logica, molto poco antidemocratica. Io credo che i ragazzi di destra e di sinistra abbiano sempre il diritto a protestare, a informarsi, a chiedere ai propri coetanei come vanno le cose a scuola. È la vitalità, è il sale della democrazia. Questo tentativo di censura della sinistra è vergognoso».




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1 comment
  1. Ah, Azione. Mi ricordo quando a novembre scorso vennero a fare casino in città universitaria in periodo di elezioni studentesche.

    Per qualche strano motivo, la maggior parte di loro erano uomini adulti con folte barbe e vestiti di nero.

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