
Introdotta dall’articolo 1, comma 466, legge n. 266/2005, è un’imposta addizionale pari al 25% su Irpef e Ires sulla quota di reddito derivante dalla produzione, distribuzione, vendita e rappresentazione di materiale pornografico o che incita alla violenza e alle trasmissioni volte a sollecitare la credulità popolare
Secondo i promotori la tassa etica oltre a rappresentare un ennesimo fardello fiscale è incostituzionale, in quanto violerebbe i principi di laicità dello Stato, di libertà di espressione e di capacità contributiva. «Ci sono tanti problemi nel paese e questo non è il prevalente ma noi Radicali cerchiamo di difendere, di intervenire su determinati temi scomodi, piccoli, a difesa dei principi costituzionali – spiega Filippo Blengino, segretario di Radicali italiani – è una questione molto più ampia, di difesa dei principi di laicità e di libertà economica».
Non solo lesiva dei principi costituzionali, «la tassa etica è una forma di censura – afferma Valentina Nappi, attrice di fama mondiale, tra le promotrici dell’iniziativa – OnlyFans guadagna col porno, ma è porno in senso vago. Certo c’è anche quello ma è una piattaforma in cui i miei fan chattano con me perché hanno voglia di fare discorsi che hanno a che fare con la sessualità – spiega Nappi – perché hanno voglia di sentirsi liberi e non trovano nessuno con cui parlare di certi argomenti, anche banalissimi in certi casi, però hanno vergogna a parlare di queste cose e quindi lo chiedono a me. Allora se poi magari questa conversazione li eccita è porno, è tassabile dalla tassa etica in quanto conversazione in cui si parla di atti espliciti tra adulti consenzienti, perché?»
Le firme da raccogliere sono 50mila in 6 mesi, un compito reso più semplice dalla possibilità di firmare online, ma la vera battaglia «è portare il Senato a discutere la proposta di legge – come ricorda Matteo Hallisey,presidente di Radicali italiani – solo una volta la proposta di legge promossa dai cittadini è stata anche approvata ma questi sono gli strumenti democratici che abbiamo per provare a fare pressione sulle istituzioni»
Si firma qui: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5600018
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sr_local
2 comments
finchè non ci sarà il referendum “buttiamo l’atomica su tel aviv e matera” io non firmo NIENTE
> legge n. 266/2005
*Por la Madonna* sembra una legge del 1939 e invece è del **duemilacinque**, approvata in pieno puttanaio berlusconiano.