La battaglia per l'uso sano e critico dei mezzi tecnologici parte da progetti di educazione digitale come quello finlandese.

Normare l'accesso con ban e restrizioni deve far parte di una gestione più globale del fenomeno, in cui i ragazzi accedono a social ed Internet quando hanno l'età giusta ma anche le competenze necessarie per governare questi mezzi.




Dr_Neurol

7 comments
  1. Non a caso, un report del 2024 ha evidenziato che l’82% della popolazione finlandese possiede almeno competenze digitali di base, uno dei migliori risultati nell’UE.

  2. Madonna, mai avrei pensato saremmo finiti in un futuro così distopico..

  3. Quella skill nello specifico non so quanto reggerà la prova del tempo, visto la rapidità con cui evolvono questi strumenti. Ma è lodevole tutto il contesto, ovvero l’inclusione nel programma formativo di formazione in ambito digitale, non solo a livello teorico con informazioni vecchie 30 anni, ma con contenuti sul pezzo. Se ben ricordo diversi studi hanno dimostrato che il miglior strumento contro le fake news e altre forme di manipolazione, è l’educazione digitale (e lo spirito critico)

  4. Con tutte quelle persone che ho visto cascare in pieno nel video AI dell’attacco Ucraino alla reggia di Putin che era palesemente AI (con tanto di scritta “west gate” in inglese e macchina che passava attraverso una fontana) direi che é un lodevole tentativo

  5. Entro il 2030, secondo me, l’AI diventerà ufficialmente indistinguibile dalla realtà

    Basta vedere i prompt JSON che condividono alcuni account su Twitter per generare immagini su Nano Banana Pro (modello di Gemini), fanno paura da quanto sembrano realistiche

  6. > Un modello da seguire

    In Italia allo stato attuale non siamo in grado di far arrivare un quantitativo impressionante di studenti a competenze minime in italiano o matematica (si vedano i risultati periodici delle prove INVALSI), figuriamoci arrivare ai livelli della scuola finlandese o dei paesi del Nord Europa in generale.

    D’altronde basta farsi un giro in una scuola del Nord Europa ed in una scuola italiana per rendersi conto dell’abisso che c’è tra le due: strutture didattiche e sportive, docenti (preparazione e remunerazione), ecc.

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