
Dice Matteo Flora: "La proposta spagnola è pericolosa. Se un genitore dà le chiavi dell’auto a un dodicenne, non diamo la colpa al concessionario’.
Però il sign. Flora dimentica che mentre l'uso della macchina può essere attentamente regolato dai genitori, restringere l'accesso ad una piattaforma online (e ad Internet in generale) è quasi impossibile….anche evitando di fornire ai ragazzi uno smartphone (cosa che tra l'altro a partire da una certa età li pone al di fuori della propria rete sociale), potranno sempre usare mezzi digitali offerti da altri o già presenti in casa, in assenza dei genitori.
Il controllo efficace del rispetto dei Termini di Servizio delle piattaforme online compete a quest'ultime in quanto sono le uniche a disporre dei mezzi tecnologici necessari per farlo.
Allo stesso tempo, comprendo la paura che dietro la presunta tutela dei minori si nasconda il tentativo di iniziare a controllare in modo liberticida le attività online.
È possibile arrivare a provvedimenti che siano a tutela della salute e dei diritti costituzionali ma per farlo bisogna discutere della tematica senza preconcetti.
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Dr_Neurol
14 comments
In una materia così delicata bisogna affidarsi alla scienza….e gli studi scientifici sono chiari: l’uso dei social network è particolarmente dannoso prima dei 13 anni ma continua a presentare molte criticità anche dopo (parliamo dei problemi nei ragazzi perchè più fragili ma gli utenti di ogni età possono avere problemi con l’uso dei social).
D’altra parte, vietare non basta e bisogna educare i ragazzi all’uso consapevole degli strumenti digitali per renderli pronti al momento in cui avranno raggiunto l’età prevista dai ToS (o eventuale social media ban).
Infatti le macchina sono vietate al dodicenni…
Se nessun 12enne avesse lo smartphone non ci sarebbe alcuna rete sociale digitale da cui essere tagliato fuori…Che i genitori si accollino i loro doveri di genitori senza mettere in difficoltà la privacy degli altri adulti!
Bel tentativo Epstein
> “il Sign. Flora”.
LOL. Io concordo con quanto dice Flora per due motivi:
1) Vieti interamente i social fino a 16 anni, ma sappiamo bene che questo si leggerà come: “sono vietati, non è un problema della scuola/stato farti formazione sotto quell’età”
2) A 16 anni e 1 giorno hai accesso incontrollato ad un mondo che letteralmetne si basa su interazioni social online. Tu critichi il parallelo con l’auto, ma un 18enne non viene catapultato dal giorno del suo 18 compleanno in un’autostrada trafficata o in una discesa di un passo di montagna, senza esperienza.
Serve toccare con mano e fare tanta formazione ben prima dei 16 anni. Ergo: non si deve vietare, pensando di aver risolto il problema. Si deve partire dalle scuole medie a fare formazione pesante su quale merda si troverà online, come stare lontano, spiegare i meccanismi alla base delle dipendenze, spiegare cosa fare/non fare, come funzionano gli algoritmi, la monetizzazione, la protezione dei dati, etc. Bada bene, è anche sbagliato fare il paragone con “signora mia i videogiochi ci rendono violenti”, perché sparare in Call of Duty è MOLTO MOLTO MOLTO diverso rispetto a trovarsi davanti il video *vero* di una tortura di un narcos o i cadaveri di guerra o schifezza varia, perché questa merda desensitizza i ragazzini.
Altrimenti il risultato sarà avere 16enni totalmente impreparati al treno di sesso e violenza illimitate h24 che gli arriverà in faccia al loro compleanno.
I social ai ragazzini vanno vietati e non solo quelli,anche i giochi freemium che hanno meccanismi che alterano la ricezione di dopamina, hanno meccanismi da gioco d’azzardo (loot boxes)e rendono le persone annoiate e svogliate.
Il divieto sarebbe aggirato ma già questo eliminerebbe brand sfacciatamente rivolti ai bambini che fanno giochi freemium, persino la disney lo fa.
Poi una volta fatto questo va fatta formazione ai ragazzi,ai genitori, a chiunque volete.
Sanchez amico delle VPN
Io vedo in modo positivo il divieto dei social ai minorenni, accompagnato da un po’ di educazione al digitale chiaramente.
Se a ogni età sono dannosi, e questo è lampante, a 13/14 anni, quando si hanno ancora meno mezzi e il cervello non è ancora sviluppato al massimo, sono ancora peggio.
Secondo me questi sono discorsi da persona che non è molto educata nel contesto digitale.
Ci sono un sacco di app che possono bloccare siti o limitare l’uso del dispositivo e dei social o sistemi di blocco o controllo parentale che sono stati messi sui sistemi di molti telefoni, computer e console.
Serve insegnare ai genitori come utilizzare questi strumenti e non a demonizzare i social e internet solo perchè la signorina pigra di turno ha voluto far crescere il suo bebè col tablet senza volerlo controllare solo perchè non ne poteva più di doverlo sentire piangere.
Mettere a vietare l’intero accesso ai social è una cosa impossibile e molto limitante per tutti non solo per i minorenni. È inutile il proibizionismo perchè i minorenni non saranno mai scoraggiati ad usare i social.
Il giorno in cui uscì il blocco in inghilterra dove dovevi o mostrare la faccia o dare le tua carta d’identità per accedere si sono subito forniti di foto di un anziano o rubato la carta d’identità dei genitori per bypassare il blocco facilmente. Poi non parliamo del pericolo che pone se un’hacker di turno si divertirà a rubare i dati delle facce e carte d’identità dai server della compagnia che ha messo il blocco.
È solo un’inconvenienza che darà fastidio a tutti specialmente a noi adulti.
Il signor matteo secondo me ha ragione non ha senso incolpare i social e la compagnia per i genitori negligenti che danno ai figli qualcosa di dannoso.
Si dovrebbe fare pressione per avere più dispositivi,applicazioni o sistemi parentali per poter controllare meglio il figlio minorenne che siano più facili da usare anche per i meno tecnologici e conosciuti quanto whats app.
La colpa diventa del concessionario quando l’auto è progettata apposta per farti marcire il cervello se la usi, paragone che non ha senso.
> restringere l’accesso ad una piattaforma online (e ad Internet in generale) è quasi impossibile….anche evitando di fornire ai ragazzi uno smartphone (cosa che tra l’altro a partire da una certa età li pone al di fuori della propria rete sociale), potranno sempre usare mezzi digitali offerti da altri o già presenti in casa, in assenza dei genitori.
Perdona, gli account per ragazzi non esistono dall’altro ieri. Lo ritengo fatti apposta male, così da disinvogliare i genitori a usarli bene, ma con essi puoi tranquillamente restringere a piacimento. E il “potranno sempre usare mezzi offerti da altri” vale anche per il ban, è sufficiente loggare con l’account del papà dell’amico o della cugina della compagna di padel.
ogni giorno matteo si sveglia e sa che dovrà spararne una più grande per sopravvivere
se vogliamo fare un discorso serio dobbiamo separare tutti gli aspetti.
– vietare i social ai minori di xx anni. come si implementa? biometria o scansione di documenti di identità sul social? no grazie. zkp via cie o identità nazionali con rispetto della privacy , un po’ meglio.
– social teenagers e depressione: abbiamo oggi abbastanza ricerche che dimostrano come i social creino false aspettative, ansia e depressione nei casi peggiori. e non portino contributi di qualche tipo alle persone o alla società. si basano su FOMO e peer pressure
– i social creano dipendenza, sono costruiti x creare dipendenza. il doom scrolling le botte di dopamina, più ci resti incollato più ads visualizzi e più la piattaforma fa soldi. non è un problema di persone – utenti – deboli, è un problema di professionisti – sviluppatori – pagati per far si che tu rimanga attaccato alla app. QUESTO SI APPLICA ANCHE AI MAGGIORENNI
– questi divieti sono pillole di propaganda, non è un problema di minori o di genitori, è un problema che affligge tutti. la vera legge che cambierebbe questo sarebbe un obbligo di rimozione delle ads dopo 15 minuti di utilizzo della app. questo costringerebbe a un approccio differente. in alternativa l’approccio cinese su tiktok e equivalenti
Sono d’accordo con Sanchez. Nei commenti chi è contrario non valuta che è più che dimostrato che i social sono CREATI per dare dipendenza e che hanno effetti catastrofici sull’apprendimento. Dare ai giovani un periodo di tregua cognitiva almeno fino a una prima maturazione sarebbe una grande conquista. Chi dice che “a 16 anni e 1 giorno introdurre i social tutti insieme è troppo traumatico”, oltre a ignorare la ricerca ignora l’intelligenza dei ragazzi di quell’età, che di certo arriveranno ai 16 sapendo già molto di internet. Altrimenti arriviamo all’assurdità di svezzarli con i social già da bambini