il Friuli-Venezia Giulia si prepara a compiere un nuovo passo nel mercato dei carburanti. Non si tratta soltanto di digitalizzare la benzina agevolata, ma di avviare una vera e propria rivoluzione nel modello di distribuzione, con la creazione di una rete regionale di “pompe bianche” gestite direttamente dall’ente pubblico. L’obiettivo è duplice: calmierare i prezzi e accompagnare la transizione energetica.




CapitalSetting4225

2 comments
  1. Cinque stazioni pubbliche e prezzi calmierati

    Il progetto prevede la gestione diretta di almeno cinque stazioni di servizio: una per provincia, più Tolmezzo, così da garantire la copertura anche dell’area della Carnia. Si tratterebbe di distributori senza marchio commerciale, pensati per offrire carburanti a prezzi leggermente inferiori alla media, innescando un meccanismo virtuoso di concorrenza.

    “Non avendo come primo obiettivo il profitto, la Regione può garantire prezzi più competitivi”

    sottolinea Scoccimarro. Ma il risparmio immediato per gli automobilisti non è l’unico obiettivo.

    SIGNORI.. non stiamo parlando della Jugoslavia ma del Friuli governato dalla Lega

  2. Non è male come idea, assumendo che il prezzo sia dato esattamente da costi di gestione + costo benzina, questi distributori saranno sempre utilizzati al massimo levando mercato ai distributori normali. Serve anche che I costi di gestione dello stato siano più bassi di costi di gestione + margine delle aziende, che non è scontato

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