11 anni fa, il 31 gennaio 2015, il Parlamento in seduta comune elegge Sergio Mattarella dodicesimo Presidente della Repubblica, al quarto scrutinio.


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  1. Il 14 gennaio 2015, Giorgio Napolitano si dimise, a metà del suo secondo mandato, soprattutto per ragioni legate a età e salute. Erano quelli gli anni del governo Renzi.
    Per chi non lo sapesse, il Presidente della Repubblica viene eletto dal parlamento (e i delegati regionali) in seduta comune; nei primi tre scrutini serve la maggioranza dei due terzi dell’assemblea, dal quarto scrutinio basta la maggioranza assoluta. Dopo tre scrutini andati a vuoto (con molte schede bianche), al quarto scrutinio, il 31 gennaio 2015, viene eletto Sergio Mattarella con 665 voti, superando agevolmente la soglia richiesta. Giurista, giudice della Corte Costituzionale, ex ministro e parlamentare, Mattarella era una figura percepita come sobria, autorevole e indipendente inoltre è fratello di Piersanti Mattarella, presidente della Regione Sicilia assassinato dalla mafia nel 1980. L’elezione ebbe importanti conseguenze politiche: Mattarella fu proposto ufficialmente dal Partito Democratico, ricevendo il sostegno compatto del centrosinistra. Forza Italia, dopo iniziali trattative, non votò Mattarella, segnando la fine del Patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi. Il Movimento 5 Stelle votò un proprio candidato alternativo. L’elezione contribuì a rafforzare la figura di Matteo Renzi e portò al Quirinale un Presidente con un profilo istituzionale, garantista, rigorosamente rispettoso della Costituzione e poco incline al protagonismo.

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