Lando Norris non si è detto sorpreso dalle critiche piovute sulla McLaren dopo il discusso ordine di scuderia al Gran Premio d’Italia di Monza.

Il team di Woking era intervenuto quando, a causa di un pit stop lento, Norris si era ritrovato dietro al compagno di squadra Oscar Piastri, che lo aveva superato con l’undercut. Per ristabilire l’equilibrio tra i due contendenti al titolo, la McLaren aveva chiesto all’australiano di restituire la posizione. Piastri aveva obbedito, ma le polemiche non erano mancate.

Tra i critici anche l’ex pilota David Coulthard, che ha accusato la McLaren di aver “manipolato” la corsa.

«Nessuna sorpresa, la gente cerca solo negatività»

A Baku, alla vigilia del weekend azero, Norris ha respinto le polemiche:
«Tutto come previsto, alcune cose andavano chiarite. C’erano dettagli che non conoscevo, come l’undercut di Leclerc, che ha influito nella decisione presa dal team. Non è stato solo il pit stop a determinare la scelta. Dopo la gara ne abbiamo discusso e accettato tutto insieme».

Sulla reazione mediatica, Norris è stato netto:
«Non sono affatto sorpreso. Oggi la gente vuole solo parlare male degli altri, essere negativi. È il mondo in cui viviamo: servono titoli e clic, quindi me l’aspettavo. Ma non ci influenza come squadra».

Lotta interna e l’ombra di Verstappen

Con otto gare al termine della stagione, Norris e Piastri sono separati da soli 31 punti in classifica. Un margine che si era allargato a 34 dopo il ritiro di Norris a Zandvoort, ma che si è ridotto a Monza, nonostante il dominio di Max Verstappen con la Red Bull.

Per Norris, la presenza del campione olandese può persino trasformarsi in un’opportunità:
«Sto dando tutto ogni weekend, ma a Zandvoort è stato un colpo duro. A Monza ho fatto il massimo, ma la macchina non era abbastanza veloce. Certo, siamo vulnerabili, ma non è per forza un male. Se fossimo sempre primo e secondo ogni weekend, sarebbe ancora più complicato. Devo sfruttare questa situazione a mio vantaggio. Io e Oscar stiamo entrambi correndo ad altissimo livello, sarà dura, ma non posso chiedere di più a me stesso».