Va verso i 41 anni e ha già vinto due titoli mondiali in Superbike, ma Alvaro Bautista non vuole mollare. Nel 2026 sarà ancora in azione nel campionato delle derivate di serie con il Barni Spark Racing Team e la nuova Ducati Panigale V4 R. Lo spagnolo è uno dei vari piloti che nel corso degli anni si è trasferito dalla MotoGP al WorldSBK. Non c’era più spazio per lui nella classe regina del Motomondiale e cambiare categoria gli ha permesso di allungare la carriera, oltre che di lottare per risultati importanti e di vincere due corone iridate da aggiungere a quella conquistata in 125 nel 2006.

Toprak Razgatlioglu dalla SBK alla MotoGP: il pensiero di Bautista

A fare il percorso inverso sarà Toprak Razgatlioglu, che nel 2026 sarà sulla griglia MotoGP con il team Prima Pramac Yamaha. Intervenuto sul canale YouTube di Nico Abad, Bautista si è così espresso sul passaggio del turco in top class: “Anni fa aveva fatto due test con Yamaha e non sono andati bene come avrebbero voluto. Toprak è veloce e ha un controllo della moto incredibile. La MotoGP è molto diversa, più rigida, e ha gomme diverse. Non può guidare la MotoGP come guida la Superbike, deve cambiare. Non so a che livello sarà in MotoGP, mi sorprenderebbe vederlo in top 5″.

Il 2026 sarà un anno di apprendistato per Razgatlioglu, da capire quanto utile in ottica 2027, quando il regolamento tecnico sarà diverso: le moto saranno un po’ differenti da adesso e ci saranno anche le gomme Pirelli. Comprensibile che Toprak voglia mettersi alla prova in MotoGP, dato che in Superbike ha vinto il titolo con due marchi diversi: Yamaha che non lo vinceva dal 2009 e BMW che non lo aveva mai vinto. Sarebbe stato interessante vederlo in Honda, che vince il mondiale piloti dal 2007. Forse, sarebbe andato nel team HRC se fosse rimasto nel WorldSBK.

Pecco Bagnaia in crisi contro Marc Marquez: parla Alvaro

A proposito di MotoGP, sorprende vedere un Pecco Bagnaia così in difficoltà nonostante la Ducati GP25 sia quasi uguale alla GP24. Interpellato sul tema, Bautista ha detto il suo pensiero: “Anche se ti dicono che è uguale, è il tuo feeling a dire se è così o meno. Mi è successo, ma il banco di prova è una cosa e la pista è un’altra. Penso che Bagnaia sia un pilota che guida molto seguendo le sue sensazioni, invece Marquez guida veloce con tutto. Ma quando lui ti dice che una cosa funziona, non sai se sia davvero così. Quando ero in Honda in MotoGP e la moto la sviluppava Pedrosa, tutti i piloti erano veloci. Quando ha iniziato a farlo Marc, lui andava veloce, mentre gli altri non più”.

Il due volte campione del mondo Superbike ha provato a ipotizzare cosa può essere successo all’interno del box di Bagnaia: “È complicato avere un compagno così. Bagnaia ha iniziato l’anno bene, poi si sono accumulate tante cose e questo ti fa impazzire. Magari provi a fare come Marc, ma non va bene e torni al tuo assetto, che però non funziona più come prima; allora cerchi altre soluzioni e inizi a cambiare tutto senza risolvere. Marc ha trovato una direzione che per lui funziona, probabilmente Pecco non sapeva se seguirla o no, quando ha dubitato e poi ha provato a seguirla si è perso. Aveva iniziato abbastanza bene, era sempre terzo, però ha pensato di dover fare qualcosa per tornare a vincere. Il primo a dover credere di poter fare una svolta è lui“. Il recente test a Misano ha dato qualche indicazione incoraggiante a Bagnaia, vedremo se nel prossimo appuntamento MotoGP a Motegi ci sarà qualche progresso concreto.

Foto: Ducati Corse