Nel finale de La Giuria il lungo processo contro una potente azienda produttrice di armi arriva al momento decisivo. L’azienda è accusata di negligenza dopo una sparatoria che ha provocato diverse vittime, e il verdetto della giuria può cambiare per sempre le responsabilità dell’industria delle armi negli Stati Uniti.

Fin dall’inizio, però, il dibattimento è stato condizionato da una partita sotterranea: da una parte Rankin Fitch (Gene Hackman), spietato consulente che manipola i giurati a suon di spionaggio e intimidazioni per garantire l’assoluzione dell’azienda; dall’altra una coppia misteriosa, Nick Easter (John Cusack), giurato apparentemente comune, e la sua complice Marlee (Rachel Weisz), che offrono segretamente “in vendita” il verdetto a chi pagherà di più.

Quando il processo volge al termine, Fitch è convinto di avere il controllo totale dopo aver accettato di pagare la cifra richiesta da Marlee per corrompere la giuria. Proprio qui arriva però il colpo di scena: Nick e Marlee non hanno mai avuto intenzione di favorire la difesa. In realtà, la loro è una vendetta pianificata da anni. Marlee infatti ha perso la sorella in una strage scolastica resa possibile dalla facilità di accesso alle armi, e sa che Fitch, con le sue tattiche, ha contribuito a insabbiare casi simili.

Nel momento del verdetto, Nick guida i giurati verso una decisione storica: l’azienda produttrice di armi viene ritenuta colpevole e condannata a un risarcimento milionario. Fitch, incredulo, comprende di essere stato manipolato a sua volta. Marlee gli rivela la verità, restituendo persino i soldi usati come esca per dimostrare che la loro battaglia non era per profitto ma per giustizia. Il film si chiude con la coppia che si allontana soddisfatta, mentre il sistema legale americano appare scosso da un verdetto che potrebbe davvero cambiare le regole del gioco: la giuria, simbolo del popolo, ha vinto contro le lobby delle armi e la corruzione.